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Anche Manfredi tiene famiglia. Non esiste il botto gentile

Le sorelle Giorgia e Arianna Meloni 
Posta e risposta del 2 gennaio 2026
2 minuti di lettura

Caro Merlo, nella saga del familismo campano, molte facezie sono state scritte, anche da lei, su Pellegrino, figlio di Mastella, e su Piero, figlio di De Luca, ma niente su Massimiliano, fratello del sindaco Manfredi, che è stato eletto presidente del consiglio regionali. Va bene che la destra esibisce le sorelle Meloni e l’ex cognato Lollobrigida, ma forse dobbiamo rassegnarci al tengo famiglia, come valore trasversale o universale.

Cetty D’Amico — Caserta

Tutti negano con sdegno il familismo, le sorelle Meloni e il cognato Lollobrigida a destra, e a sinistra Di Biase e Piccolotti le mogli di Franceschini e Fratoianni. Nella politica italiana la famiglia è un valore o un disvalore? Berlinguer, Mattarella e Segni sono simboli virtuosi. Al contrario, nelle università e nelle professioni la logica del cognome prevale sul merito. E l’impresa capitalista non è società per azioni, ma per parenti. Si devono al “pasticcio famiglia” le carriere delle vedove e degli orfani. Alla stessa pers…

Caro Merlo, nella saga del familismo campano, molte facezie sono state scritte, anche da lei, su Pellegrino, figlio di Mastella, e su Piero, figlio di De Luca, ma niente su Massimiliano, fratello del sindaco Manfredi, che è stato eletto presidente del consiglio regionali. Va bene che la destra esibisce le sorelle Meloni e l’ex cognato Lollobrigida, ma forse dobbiamo rassegnarci al tengo famiglia, come valore trasversale o universale.

Cetty D’Amico — Caserta

Tutti negano con sdegno il familismo, le sorelle Meloni e il cognato Lollobrigida a destra, e a sinistra Di Biase e Piccolotti le mogli di Franceschini e Fratoianni. Nella politica italiana la famiglia è un valore o un disvalore? Berlinguer, Mattarella e Segni sono simboli virtuosi. Al contrario, nelle università e nelle professioni la logica del cognome prevale sul merito. E l’impresa capitalista non è società per azioni, ma per parenti. Si devono al “pasticcio famiglia” le carriere delle vedove e degli orfani. Alla stessa persona una volta non si perdona di essere troppo “figlio di” e un’altra di non esserlo abbastanza. Il codice è vagamente sciita, da prefisso “bin”: binCraxi, binBerlusconi, binTognazzi, bin Gassman. Il prototipo del cognato, che è sempre bello e sfortunato, è Marcellino Petacci, il fratello di Claretta, fucilato a Dongo. Il grande classico però è il fratello che a volte protegge ma più spesso inguaia. «Lei non sa chi è mio fratello» è il titolo di un magnifico libro di Franco Bungaro e Vincenzo Jacomuzzi, pubblicato dalla Sei, che Claudio Magris definì “borgesiano”. Si comincia dalla A dei due Alighieri, Dante e Francesco. Non so se è stato aggiornato alla B con i Berlusconi sino alla Z di Zangrillo e Zingaretti. Ora alla M ci sono i due Manfredi. Massimiliano e Gaetano si inguaieranno o si proteggeranno?

Caro Francesco, il degrado incurabile delle migliaia di lucchetti dell’amore apposti alla balaustra del Ponte del mare suggerisce la loro rimozione. La ruggine e la palese vetustà non sono un bel vedere e di fatto

abbruttiscono e appannano quei pegni di amore e fedeltà.

Antonio Taraborrelli — Pescara

Orlando diventò pazzo quando scoprì i “cento nodi” che Angelica e Medor avevano inciso sui tronchi e sulle rocce. Temo che lei veda il degrado dove Orlando vedeva i “chiodi coi quali amor” lo feriva.

Caro Merlo, non crede che la furia di divieti contro i botti di Capodanno allontani dai piccoli e innocui fuochi le persone per bene che si divertono e ecciti la volgarità dei peggiori che cercano e trovano il botto proibito?

Marcello Morabito — Ferrara

Non esiste il botto politicamente corretto, il botto gentile. Il botto è sempre una volgarità, quali che siano le intenzioni o le categorie morali del fuochista. Non è un effetto pirico, ma il rumore della caccia e della guerra, che strazia le orecchie ai cani e quest’anno ha causato un morto e 500 feriti. È vero che viviamo nell’Italia delle sparate. Sono botti gli auguri Rai di Marzullo e Orietta Berti e i nuovi pedaggi autostradali. Ed è un superbotto il caso Corona- Signorini.

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