Maduro, i manifestanti double face. Crans-Montana, quei terribili video
di Francesco MerloCaro Merlo, leggo su un quotidiano locale che a Genova molti genovesi sono scesi in piazza per il Venezuela, nel frattempo molti venezuelani sono scesi in piazza contro i genovesi per il Venezuela, e via così, potremmo andare avanti all’infinito. È questa la geopolitica circolare?
Enrico Ratto — Genova
A Roma il dibattito è stato molto acceso quando si sono incontrati i manifestanti, non pro Maduro, ma contro la violazione del diritto internazionale da parte degli americani, e i manifestanti venezuelani d’Italia, di prima e di seconda generazione, felici per essersi finalmente liberati dell’orribile dittatura di Maduro. E i primi accusavano i secondi di non conoscere né il diritto né la storia mentre i secondi accusavano i primi di non conoscere il Venezuela: “che ne sapete della violenza di Maduro”? E forse mai come in questo caso si capiva quanto in Italia si abusi delle manifestazioni di piazza dove non nascono ma muoiono le idee e tutti hanno torto senza che nessuno abbia ragion…
Caro Merlo, leggo su un quotidiano locale che a Genova molti genovesi sono scesi in piazza per il Venezuela, nel frattempo molti venezuelani sono scesi in piazza contro i genovesi per il Venezuela, e via così, potremmo andare avanti all’infinito. È questa la geopolitica circolare?
Enrico Ratto — Genova
A Roma il dibattito è stato molto acceso quando si sono incontrati i manifestanti, non pro Maduro, ma contro la violazione del diritto internazionale da parte degli americani, e i manifestanti venezuelani d’Italia, di prima e di seconda generazione, felici per essersi finalmente liberati dell’orribile dittatura di Maduro. E i primi accusavano i secondi di non conoscere né il diritto né la storia mentre i secondi accusavano i primi di non conoscere il Venezuela: “che ne sapete della violenza di Maduro”? E forse mai come in questo caso si capiva quanto in Italia si abusi delle manifestazioni di piazza dove non nascono ma muoiono le idee e tutti hanno torto senza che nessuno abbia ragione. Nel pensiero già pensato, piazza contro piazza, si smarrisce infatti la complessità, la sfumatura, la verità, perché si smarriscono le ragioni fondanti, quelle del diritto internazionale e quelle della liberazione di un popolo.
Caro Francesco, annichilita dalla notizia della strage in Svizzera, quando ancora le informazioni si susseguivano velocemente, ciò che più mi ha disturbato sono stati i brevi video ripresi dai cellulari di quegli orribili momenti e di quelli appena precedenti. Non trovo sia necessario metterli in rete, è giusto che li visioni per le indagini chi è preposto, ma è una sofferenza indicibile trovarli online.
Sara Prando — Milano
Non amo l’abuso della cronaca nera, la tv del pomeriggio, la morbosità del dolore, ma quei video sono documenti preziosi, giornalismo spontaneo. Le immagini non si censurano mai. Non approvo chi pantografa i dettagli, insiste sul macabro, e neppure chi si esibisce in “psicoanalisi” sull’adolescenza e in sociologismi sugli smartphone. Ma non si deve nascondere mai nulla. Si può non guardarli ovviamente, ma è giusto che stiano in rete.
Tipo caro Merlo, “perché cioè il tipo okkey mi fa tipo che se gli piaccio okkey potrebbe anche tipo decidere di mollare la sua tipa, okkey”. Veda lei come intervenire, io le lascio tipo carta bianca, magari tipo con qualcosa tipo una ghigliottina, okkey?
Alberto Santi — Piove di Sacco
“Okkei lo dicono i cretini”, notava già il poeta siciliano Ignazio Buttitta, che è morto a 97 anni, nel 1997. Anche l’abuso di “tipo” ci arriva dall’abuso dell’inglese, soprattutto quello americano. “Tipo” traduce infatti “like”. Ghigliottina.?????????
Errata corrige: per un errore di trascrizione, ieri la lettera di Laura Traverso da Genova è stata amputata di un indispensabile “Neppure”. Questo il teso originale: “Caro Merlo, perché hanno arrestato anche la moglie di Maduro? Neppure alla moglie di Totò Riina sono stati addebitati gli orrori del marito”. Chiediamo scusa a Laura Traverso e a tutti i lettori.