Caro Merlo, ma se per i Moretti esisteva il pericolo di fuga come mai non sono scappati prima dell’arresto?
Laura Traverso, Genova
Non lo so. Era giusto arrestarli, ma farlo sotto pressione dell’opinione pubblica è una pezza peggiore del buco.
Caro Merlo, le propongo un pensiero profetico di Pierre Bourdieu, morto nel 2002, e ora in italiano: “Imperialismi” (Quodlibet). Mi dica se non sembra di leggere Macron contro Trump: «Molte delle cose che si scrivono o si dicono sugli Stati Uniti o sulla Francia, o sui loro sostenitori, sono il prodotto del confronto tra due imperialismi, uno in ascesa e uno in declino, e debbono molto a sentimenti di rivincita o di risentimento, anche se non dobbiamo escludere che una parte delle reazioni che potremmo essere portati a classificare come antiamericanismo, basato sul risentimento, debbano essere intese come strategie di legittima resistenza a nuove forme di imperialismo. Come distinguere tra forme di resistenza regressive, nazionaliste o nazio…
Caro Merlo, ma se per i Moretti esisteva il pericolo di fuga come mai non sono scappati prima dell’arresto?
Laura Traverso, Genova
Non lo so. Era giusto arrestarli, ma farlo sotto pressione dell’opinione pubblica è una pezza peggiore del buco.
Caro Merlo, le propongo un pensiero profetico di Pierre Bourdieu, morto nel 2002, e ora in italiano: “Imperialismi” (Quodlibet). Mi dica se non sembra di leggere Macron contro Trump: «Molte delle cose che si scrivono o si dicono sugli Stati Uniti o sulla Francia, o sui loro sostenitori, sono il prodotto del confronto tra due imperialismi, uno in ascesa e uno in declino, e debbono molto a sentimenti di rivincita o di risentimento, anche se non dobbiamo escludere che una parte delle reazioni che potremmo essere portati a classificare come antiamericanismo, basato sul risentimento, debbano essere intese come strategie di legittima resistenza a nuove forme di imperialismo. Come distinguere tra forme di resistenza regressive, nazionaliste o nazionalitarie, che mirano a salvaguardare mercati culturali protetti, e forme legittime di difesa dalla distruzione di modelli minacciati dalla concentrazione monopolistica?».
Gisèle Maresca, Roma
La novità non è l’Europa contro l’America, il Gallo contro l’Aquila, visto che già la Grandeur fu l’ambizione della Francia di De Gaulle di diventare lei l’America. La novità e l’antimperialismo di Macron che non è Aragon e neppure Breton, Buñuel, Thorez, Marchais, ma è un liberale piccolo che Trump sta facendo diventare grande.
Caro Merlo, Meloni mi ha un po’ sorpreso quando di Trump ha detto: «Non sempre sono d’accordo». E di Mattarella: «Non sempre sono d’accordo». Ha usato la stessa formula per i due presidenti. È sincera?
Alessia Bonfanti, Novi Ligure (Alessandria)
«Non sempre sono d’accordo con lui» è la formula dell’amicizia che accetta il dissenso, un timido affaccio di Meloni alla civiltà del rispetto. Non so se è sincera. Direi di no considerando che l’altra faccia di quella frase, la formula, uguale e contraria, della rivalità rispettosa sarebbe questa: “Ai servizievoli cloni che mi circondano preferisco gli avversari con i quali ci si intende anche quando ci si morde”. Mai in questi anni di governo, Giorgia Meloni ha rilasciato un’intervista, spregiudicata ma vera, come quella che il suo amato Trump, con cui «non sempre è d’accordo», ha concesso a ben 4 giornalisti dell’odiato New York Times.
Caro Merlo, perché la destra non riesce ad andare più in là delle mostre sul futurismo, i convegni su D’Annunzio, la scissione dal Msi di Democrazia nazionale, i repubblichini che fecero il salto a sinistra? Noia e inferiorità culturale, in tre parole.
Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)
Gli intellettuali d’area litigano male, si rinfacciano “bile nera” e “mediocrità”, che non sono categorie del pensiero, e si accusano di amichettismo e nemichettismo, che sono i neologismi del piccolo piccolo. E gli anticonformisti, gli spiriti liberi sparano sul quartier generale della classe dirigente che “non è mai all’altezza del capo”. Che coraggio.