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Poste guadagna e non consegna. Il medio di Trump, le corna di B.

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Posta e risposta di venerdì 16 gennaio 2026
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Caro Merlo, so che ci sono problemi molto più grandi nel mondo ma torno sulla questione delle poste, i cui guadagni di Borsa sembrano allettare e vengono magnificati ma i cui servizi lasciano molto a desiderare. I ritardi sono continui e rendono inutile per esempio abbonarsi a riviste, che arrivano quando sono superate dagli eventi. Questo per la quotidianità. Sono poi abbonata a una rivista scientifica internazionale di psicanalisi, che per me sarebbe professionalmente importante, ma da tre anni non ricevo i numeri, pur risultando pagati e spediti. Da quando le poste sono diventate una banca, la funzione postale sembra essere dimenticata e disconosciuta. Poi si parla di scarsa diffusione della stampa, oppure ne viene impedita la diffusione?

Lea Reatto, Milano

Da non credere. Se fosse un film dei Vanzina si scoprirebbe che a Milano ci sono postini che da tre anni studiano psicanalisi a sbafo. Capisco che lei non può nemmeno inoltrare reclami alla segreteria della sua rivista perché …

Caro Merlo, so che ci sono problemi molto più grandi nel mondo ma torno sulla questione delle poste, i cui guadagni di Borsa sembrano allettare e vengono magnificati ma i cui servizi lasciano molto a desiderare. I ritardi sono continui e rendono inutile per esempio abbonarsi a riviste, che arrivano quando sono superate dagli eventi. Questo per la quotidianità. Sono poi abbonata a una rivista scientifica internazionale di psicanalisi, che per me sarebbe professionalmente importante, ma da tre anni non ricevo i numeri, pur risultando pagati e spediti. Da quando le poste sono diventate una banca, la funzione postale sembra essere dimenticata e disconosciuta. Poi si parla di scarsa diffusione della stampa, oppure ne viene impedita la diffusione?

Lea Reatto, Milano

Da non credere. Se fosse un film dei Vanzina si scoprirebbe che a Milano ci sono postini che da tre anni studiano psicanalisi a sbafo. Capisco che lei non può nemmeno inoltrare reclami alla segreteria della sua rivista perché tanto le poste non le consegnerebbero. Almeno in Danimarca hanno abolito ufficialmente la consegna di lettere e cartoline, in Italia lo stanno facendo aummo aummo.

Caro Merlo, l’Italia è la patria del carnevale politico e dunque perché stupirsi del dito medio di Trump in Michigan martedì 13 gennaio, come risposta grezza a un contestatore che gli gridava «protettore di pedofili», accompagnata da un «fuck you» da camionista arrabbiato (con rispetto per la categoria). Quel dito ha scatenato scandali da fine del mondo per violazione del galateo presidenziale. Ma che differenza c’è con le corna a cui ci hanno abituato i nostri Silvio Berlusconi o Giovanni Leone? Berlusconi (2002, vertice Ue) le piantò giocoso dietro al ministro spagnolo, una gag da scuola media con aroma di bunga bunga. E Leone (anni ’70) le usò per scaramanzia contro il colera e gli studenti a Pisa. Volgarità yankee e verve italiana? Sempre di volgarità si tratta.

Enea Pantano, Ferrara

E invece la differenza c’è. Il dito medio di Trump non ha la leggerezza delle corna di Berlusconi e meno che mai la sapienza della superstizione di Leone. È vero che Trump è, non so quanto consapevolmente, un epigono di Berlusconi, ma quando scherza e deride qualcuno e pure quando esalta sé stesso esibisce un grugno che non somiglia al goliardico buonumore delle barzellette sporche. E lo scandalo sessuale, che in America è tragedia, in Italia era commedia.

Caro Merlo, Artico, Iran, Cuba, Venezuela: non potrebbe per Trump valere l’antico detto “chi troppo vuole nulla stringe?”.

Leonardo Sestopassi, Napoli

Potrebbe, ma ogni detto ha almeno due contraddetti: chi non risica non rosica, ogni lasciata è persa.

Caro Merlo, nell’elenco delle adesioni alla Sinistra per il sì, che per me di sinistra non sono, c’è dopo Mauro Mazza e prima di Francesco Miglio un tal Francesco Merlo. È lei? Io sono sicura di no ma non crede che loro ci marcino?

Eleonora Romeo, Firenze

No alla prima domanda, sì alla seconda.


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