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Harry, niente pietà per il Sud Americani, Europa e Trump

Devastazioni a Catania (ansa)

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Posta e risposta del 23 gennaio 2026
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Caro Merlo, ho (ri)scoperto che esiste l’indifferenza nei confronti del Meridione. In Sardegna, Calabria e Sicilia sono state distrutte dal devastante ciclone spiagge, strutture economiche e commerciali, interi quartieri delle città. La triade geografica del sud non è come l’Emilia Romagna: nessuna mobilitazione dei partiti, delle associazioni, nessuna sottoscrizione indetta dai quotidiani (anche la Repubblica, il mio quotidiano che leggo dal 1978) e, infine, notizie riportate nelle pagine interne e nelle tv solo spazio marginale. È già tutto dimenticato. Quale amarezza. È la sedimentazione razzista che appare e ritorna quando si tratta del Sud?

Antonio Testini — Bolzano

Nel Catanese, il giorno dopo il ciclone Harry. Strade invase dai detriti e case allagate

Ha ragione a indignarsi: la disgrazia al Centro e al Nord fa esplodere gli animi e stimola la fraternità e le so…

Caro Merlo, ho (ri)scoperto che esiste l’indifferenza nei confronti del Meridione. In Sardegna, Calabria e Sicilia sono state distrutte dal devastante ciclone spiagge, strutture economiche e commerciali, interi quartieri delle città. La triade geografica del sud non è come l’Emilia Romagna: nessuna mobilitazione dei partiti, delle associazioni, nessuna sottoscrizione indetta dai quotidiani (anche la Repubblica, il mio quotidiano che leggo dal 1978) e, infine, notizie riportate nelle pagine interne e nelle tv solo spazio marginale. È già tutto dimenticato. Quale amarezza. È la sedimentazione razzista che appare e ritorna quando si tratta del Sud?

Antonio Testini — Bolzano

Nel Catanese, il giorno dopo il ciclone Harry. Strade invase dai detriti e case allagate

Ha ragione a indignarsi: la disgrazia al Centro e al Nord fa esplodere gli animi e stimola la fraternità e le sottoscrizioni, mentre la disgrazia al Sud provoca rassegnazione e diffidenza, addolorate alzate di spalle, una stanca pietà che mai diventa solidarietà, aiuto e partecipazione. Un po’ perché nel nostro disgraziato Sud la disgrazia è considerata endemica, il prolungamento della normalità. E un po’ perché prevale l’idea che è meglio farsi gli affari propri, evitare di aiutare il Sud imprevedibile, inaffidabile, sprecone, confusionario, corrotto, mafioso, dove anche l’aiuto chissà poi dove andrebbe a finire: persino nella pietà si può bagnare il becco. Da tempo ho smesso di pensare che il buon giornalismo possa cambiare il mondo. Sono però sicuro che il cattivo giornalismo lo danneggia. Buon giornalismo sarebbe chiederci, raccontare, spiegare perché quelle terribili immagini di distruzione del ciclone Harry, che ha colpito il Sud, fanno più paura che pena.

Caro Merlo, quando Trump (a giugno compirà 80 anni tondi) dice “abbiamo combattuto e vinto per voi, sennò oggi parlereste tedesco”, qualcuno dovrebbe ricordargli che ha usufruito di cinque esenzioni per il militare, saltando il Vietnam: quattro per motivi di studio (e tanti complimenti ai docenti), e uno per un callo osseo al tallone (la leggenda vuole che quando gli chiesero: di quale piede, il destro o il sinistro? non seppe rispondere). Sono tempi così.

Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)

Solo per liberare l’Italia gli americani morti furono più di 90 mila e purtroppo oggi sono rappresentati da questo presidente “patriota” che, nato nel 1946, come rivelò il New York Times ha imbrogliato la sua patria per non andare in Vietnam. Non ha mai indossato una divisa.

Caro Merlo, la Groenlandia è una costola della Danimarca e quindi della Ue. Al di là della posizione strategica e delle sue risorse io credo che il vero obiettivo di Trump sia quello di distruggere l’Europa che, essendo sempre più dominata dai nazionalismi, gli sta offrendo terreno fertile.

Massimo Bosi — Faenza

È vero, Trump si accanisce sulle debolezze e l’Europa non è mai stata così debole.

Caro Merlo, come si affrontano i capricci imperialisti di Trump? Chi può resistere alle imprevedibilità delle sue prepotenze se è vero che capisce solo i rapporti di forza?

Giusy Marino — Salerno

Ci vuole un fronte del rifiuto senza riverenze servili e senza paura delle conseguenze.

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