✕

Harry, la natura si fa urbanista. Veneziani, Vico: cogito ergo sud

Ascolta l'audio

Posta e risposta di sabato 24 gennaio 2026
2 minuti di lettura

Caro Merlo, le case distrutte dal ciclone Harry sulle coste siciliane, calabresi e sarde andrebbero ricostruite o sarebbe meglio lasciare vuoti questi spazi?

Marco Vanucci, Londra

Caro architetto Vanucci, una riflessione va sicuramente fatta. È evidente che dovremmo obbedire alla natura che si impone come urbanista e ordina di ricostruire più lontano dal mare, come nel Nord Europa. Se il Mediterraneo è diventato pericoloso come l’oceano dobbiamo adeguarci, certamente con le barriere, ma prima di tutto con la distanza. E ovvio che quella ferrovia, per esempio, che abbiamo visto sospesa nel vuoto, andrebbe spostata. Lo faranno? Il pericolo è che tutto si risolva in qualche superbonus unne ghè. Sull’Etna ci sono voluti anni per allontanare le ricostruzioni delle case dai crateri che le avevano distrutte.

Caro Merlo, a furia di ripetere, come un esorcismo, che la storia non si ripropone mai identica facciamo fatica ad ammettere che i fatti dimostrano il contrario. In America, addiri…

Caro Merlo, le case distrutte dal ciclone Harry sulle coste siciliane, calabresi e sarde andrebbero ricostruite o sarebbe meglio lasciare vuoti questi spazi?

Marco Vanucci, Londra

Caro architetto Vanucci, una riflessione va sicuramente fatta. È evidente che dovremmo obbedire alla natura che si impone come urbanista e ordina di ricostruire più lontano dal mare, come nel Nord Europa. Se il Mediterraneo è diventato pericoloso come l’oceano dobbiamo adeguarci, certamente con le barriere, ma prima di tutto con la distanza. E ovvio che quella ferrovia, per esempio, che abbiamo visto sospesa nel vuoto, andrebbe spostata. Lo faranno? Il pericolo è che tutto si risolva in qualche superbonus unne ghè. Sull’Etna ci sono voluti anni per allontanare le ricostruzioni delle case dai crateri che le avevano distrutte.

Caro Merlo, a furia di ripetere, come un esorcismo, che la storia non si ripropone mai identica facciamo fatica ad ammettere che i fatti dimostrano il contrario. In America, addirittura istituzionalizzato, mi pare sia tornato il Ku Klux Klan. La versione esteriore è da terzo millennio con mascheramento e armi moderne ma l’ideologia e i metodi dell’Ice sono ugualmente ributtanti. Come nei western il lestofante di turno ha assoldato i peggiori e ha messo loro la stella sul petto. Chissà se, come in quei film, arriveranno i nostri.

Franco Artese, Piacenza

La storia è ripetizione e insieme cambiamento. La scienza nuova di Giambattista Vico è un libro di difficile lettura del quale si cita, senza conoscerlo e senza conoscere la vita modesta del genio che la inventò, solo la teoria dei corsi e ricorsi. La divisione in cicli guidati dalla provvidenza divina (ma più civile che cristiana) facilmente può essere applicata al corso e ricorso del razzismo, non solo negli Stati Uniti di Trump, dove una “polizia speciale”, che è sempre uguale e sempre diversa, arresta anche i bambini. Non vorrei stupirvi, ma un libro che decisamente consiglio è quello di Marcello Veneziani, che è molto di destra e qui è un po’ troppo ispirato dal «grande anello che congiunge l’umanità al divino». Tuttavia il suo Vico dei miracoli (Rizzoli, 2023) è splendido. Scritto alla Camilleri, ma con la lingua delle criature ’e Napule, è anche un manuale di pensiero meridiano: cogito ergo sud.

Caro Merlo, agli ormai dimenticati dibattiti sul cambiamento climatico c’era sempre qualcuno che urlava... : chi paga? Ora lo sanno. Ottimo lavoro.

Roberto Moschettoni

Ha sempre pagato Pantalone.

Caro Merlo, sono un insegnante di liceo e sto affrontando i temi del patriottismo e del nazionalismo (con riferimenti a un bel libro di Clara Uson, “La figlia”, sulle tragedie del nazionalismo balcanico). Vorrei far vedere ai ragazzi “Il sogno” di Benigni, sull’Europa e sulla speranza su cui è nata: la fine dei nazionalismi. Purtroppo su Raiplay non si trova. Problema tecnico o zampino del governo?

Leonardo Finetto, Verona

È un problema di diritti. Gli artisti vivono del proprio lavoro e dunque lo proteggono.


Leggi i commenti