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Espelliamo i cappucci dai cortei. Troppi miliardi ai troppo giovani

Il poliziotto Alessandro Calista nel momento dell'aggressione 

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Posta e risposta del 3 febbraio 2026
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Caro Merlo, evidentemente la polizia di Stato non ha fatto a Torino l’azione di prevenzione della guerriglia, scatenata da una formazione paramilitare di cui conosceva l’armamento e le intenzioni. Per me è certezza che il non intervento della polizia sia stato programmato allo scopo, già troppo chiaro, di avviare un altro giro di vite contro la libertà di manifestare; non avendo sentito da parte di giornalisti e opinionisti un intervento chiaro in questo senso, le chiedo se la mia ipotesi è solo un parto distopico di una mente educata a sinistra.

Aldo Dino Dal Pozzo

Temo di si, caro Dal Pozzo, la sua ossessione è a un passo dall’idea grottesca che la polizia infiltri i picchiatori della polizia. A Torino c’è una parte della sinistra — che non ci somiglia — che tollera e copre i black bloc incappucciati. Questo maledetto passamontagna deve essere espulso dalla sinistra. Chi, manifestando in un corteo, vede i passamontagna che, come negli agguati mafiosi, calano sui volti (“amuninni…

Caro Merlo, evidentemente la polizia di Stato non ha fatto a Torino l’azione di prevenzione della guerriglia, scatenata da una formazione paramilitare di cui conosceva l’armamento e le intenzioni. Per me è certezza che il non intervento della polizia sia stato programmato allo scopo, già troppo chiaro, di avviare un altro giro di vite contro la libertà di manifestare; non avendo sentito da parte di giornalisti e opinionisti un intervento chiaro in questo senso, le chiedo se la mia ipotesi è solo un parto distopico di una mente educata a sinistra.

Aldo Dino Dal Pozzo

Temo di si, caro Dal Pozzo, la sua ossessione è a un passo dall’idea grottesca che la polizia infiltri i picchiatori della polizia. A Torino c’è una parte della sinistra — che non ci somiglia — che tollera e copre i black bloc incappucciati. Questo maledetto passamontagna deve essere espulso dalla sinistra. Chi, manifestando in un corteo, vede i passamontagna che, come negli agguati mafiosi, calano sui volti (“amuninni, picciotti”) deve denunziarli, segnalarli, allontanarli. Quel cappuccio è molto più aggressivo, spavaldo e arrogante dei simboli militari. Protetti dal cappuccio questi delinquenti politici assaltano le vetrine, bruciano le macchine, aggrediscono i poliziotti. Spetta ai pacifici e appassionati manifestanti isolare gli incappucciati che si sentono coperti, custoditi e sostenuti, come gli ultras in curva sud.

Caro Merlo, lei ha ragione: sull’autobus senza biglietto non si può viaggiare e l’autista, che nel Cadore ha fatto salire quel bambino di 11 anni, è ora accusato, nientemeno, di seguire le regole. Né lei né io le avremmo seguite, ma non so se è giusto mandare da solo un bambino senza dargli, come lei ha denunciato, neppure un telefonino per le emergenze. Il rapporto con le regole da quali altre regole è allentato?

Federica Santonocito — Siracusa

Penso italianamente che le regole siano fatte per essere violate, tutte. E per invocare altre regole, il telefonino non solo non dovrebbe essere vietato ma reso obbligatorio in caso di minori non accompagnati.

Caro Merlo, l’azienda degli autobus, il comune e il comitato olimpico (che pensano di invitare quel bambino) mi piacerebbe spiegassero perché hanno quadruplicato il prezzo del biglietto di una stessa linea.

Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)

Lo hanno portato da 2,50 a 10 euro. Sospetto che si tratti di una olimpica speculazione. Per le Olimpiadi bisognerebbe fra spostare i cittadini gratis. E l’invito al bambino ad assistere ai giochi senza biglietto, è demagogia.

Caro Merlo lei dice che mai ci sono stati tanti miliardari e arriva a rimpiangere, immagino con ironia, lo spettro che Marx ed Engels mandarono ad aggirarsi per l’Europa. Vedendo in tv dalla Gruber l’erede di Del Vecchio avevo onestamente pensato la stessa cosa.

Laura Traverso — Genova

Se pagano le tasse i ricchi producono ricchezza. Non ho invidie e non credo nelle rivoluzioni. Con franchezza le dico però che trovo sconveniente che ci siano ragazzi che dispongono di soldi “a miliardi”. Oggi l’età della ragione si raggiunge, almeno, dopo i 40 anni.

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