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La sicurezza va insegnata a scuola. Non perdoniamo l’imperdonabile

Crans-Montana: fiori e candele per le vittime della strage di Capodanno (afp)

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Posta e risposta di sabato 14 febbraio 2026
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Caro Merlo, sono per il No e da Nordio non mi aspettavo nessuna moderazione, ma non crede che anche Gratteri stia esagerando e che la campagna sul referendum stia degenerando?

Laura Traverso, Genova

È uno scontro politico sul governo Meloni. La posta è troppo alta e tutto sta diventando propaganda. Non mi scandalizzo, ma mi preoccupo perché dal referendum uscirà un Paese ancora più imbarbarito.

Caro Merlo, mia figlia, che ha quasi 16 anni, a giorni andrà per la prima volta in una discoteca. Ci ha chiesto il permesso, ne abbiamo parlato, la andremo a prendere sul presto, è insieme a amici e amiche. Sapendo di stare parlando da genitore pesante le ho detto: quando entri accertati su dove siano le uscite di emergenza e guarda dove sono gli estintori. So che non lo farà mai nessuno, giovane o meno, ma se io fossi il gestore di un luogo di divertimento che ha per diverse ore la responsabilità della vita di tantissimi giovani, farei come succede per ogni decollo aereo: richiamerei l’at…

Caro Merlo, sono per il No e da Nordio non mi aspettavo nessuna moderazione, ma non crede che anche Gratteri stia esagerando e che la campagna sul referendum stia degenerando?

Laura Traverso, Genova

È uno scontro politico sul governo Meloni. La posta è troppo alta e tutto sta diventando propaganda. Non mi scandalizzo, ma mi preoccupo perché dal referendum uscirà un Paese ancora più imbarbarito.

Caro Merlo, mia figlia, che ha quasi 16 anni, a giorni andrà per la prima volta in una discoteca. Ci ha chiesto il permesso, ne abbiamo parlato, la andremo a prendere sul presto, è insieme a amici e amiche. Sapendo di stare parlando da genitore pesante le ho detto: quando entri accertati su dove siano le uscite di emergenza e guarda dove sono gli estintori. So che non lo farà mai nessuno, giovane o meno, ma se io fossi il gestore di un luogo di divertimento che ha per diverse ore la responsabilità della vita di tantissimi giovani, farei come succede per ogni decollo aereo: richiamerei l’attenzione di tutti su cosa fare nell’eventualità di un’emergenza. Dopo Crans-Montana nessuna misura deve sembrare ridicola o eccessiva.

Marina Giorgi, Venezia

La tragedia di Crans-Montana ha acceso un faro su questi locali, non solo in Svizzera, ma anche in Italia e in molti altri Paesi d’Europa. Io comincerei vietando i fuochi e rendendo più numerose, visibili e facili le vie di fuga. Ma lei ha ragione, non basta. È bene che tutti imparino dalla tragedia, anche i nostri ragazzi. Senza alimentare paranoie sarebbe giusto insegnare nelle scuole la sicurezza, che è una scienza e solo se applicata, da tutti e con rigore, riduce drasticamente i rischi.

Caro Merlo, Vannacci che si è fatto il partito non dovrebbe dimettersi dal Parlamento dove sta grazie ai voti della Lega?

Silvia Giannelli, Viterbo

No. E non solo perché è stato eletto con 500mila preferenze.

Caro Francesco Merlo, le scrivo perché non ne posso più di sentire chiedere scusa a sproposito. Si chiede scusa se si è pestato un piede a qualcuno, se si arriva in ritardo, se si è detto qualcosa di inopportuno. Se si è uccisa una donna, se si è massacrato un compagno di scuola, se con colpevole superficialità si è provocata la morte di decine di ragazzi si chiede perdono ai familiari e a Dio, se ci si crede. Poi, alla fine, si chiede perdono a sé stessi.

Adriana Naldi

Perdonare l’imperdonabile è la forza o forse la debolezza del cristianesimo, e io non capisco perché il pentimento nell’ora più buia dovrebbe riscattare una vita di scelleratezze. Se fossi Papa varerei la riforma del perdono, valutandolo, come le pensioni, con il calcolo contributivo: non solo la lacrimetta di pentimento versata in fin di vita o davanti a un giudice, ma la media delle lacrimette versate durante tutta la vita. Mi viene però difficile seguirla sino in fondo e ghigliottinare il “mi scuso”, anche se formale e eccessivo. È sempre meglio della rivendicazione di torti e reati, del tié dopo uccisioni e nefandezze. Ghigliottina negata.


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