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Malinin dalle stelle alle stalle. Merz, il Cavour dell’Europa

Ilia Malinin (lapresse)

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Posta e risposta del 15 febbraio 2026
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Caro Merlo, abbiamo assistito a qualcosa di veramente incredibile quando Ilia Malinin, il “dio dei quadrupli”, all’apice del suo successo, nella notte che doveva sancire la sua consacrazione alle Olimpiadi è caduto rovinosamente per due volte. Proprio così: è scivolato contro ogni attesa, ed elegante, filiforme con la tutina nero e oro, invece di salire sul podio ha lasciato la pista di ghiaccio in lacrime. È transitato dalle stelle alle stalle e non ha retto allo stress. Quanto a noi, umili spettatori, non crede che la caduta degli dei ci coinvolga quanto e forse più della loro ascesa all’empireo?

Mirella Serri

La caduta del campione provoca più voluttà del suo trionfo, Ettore è più eroe di Achille e fu gloriosa la sconfitta di Waterloo. E i campioni politici? Renzi è caduto con l’ultimo referendum. La Meloni cadrà con il prossimo?

Caro Merlo, se il Piemonte non avesse guidato il processo unitario, mai si sarebbe raggiunto un accordo fra i vari “regni” nel cedere la propria sovran…

Caro Merlo, abbiamo assistito a qualcosa di veramente incredibile quando Ilia Malinin, il “dio dei quadrupli”, all’apice del suo successo, nella notte che doveva sancire la sua consacrazione alle Olimpiadi è caduto rovinosamente per due volte. Proprio così: è scivolato contro ogni attesa, ed elegante, filiforme con la tutina nero e oro, invece di salire sul podio ha lasciato la pista di ghiaccio in lacrime. È transitato dalle stelle alle stalle e non ha retto allo stress. Quanto a noi, umili spettatori, non crede che la caduta degli dei ci coinvolga quanto e forse più della loro ascesa all’empireo?

Mirella Serri

La caduta del campione provoca più voluttà del suo trionfo, Ettore è più eroe di Achille e fu gloriosa la sconfitta di Waterloo. E i campioni politici? Renzi è caduto con l’ultimo referendum. La Meloni cadrà con il prossimo?

Caro Merlo, se il Piemonte non avesse guidato il processo unitario, mai si sarebbe raggiunto un accordo fra i vari “regni” nel cedere la propria sovranità. L’Italia sarebbe rimasta un sogno per molto tempo ancora. Serve oggi all’Europa una guida simile viste le difficoltà nel processo unitario dei 27 stati sovrani con diritto di veto? La Conferenza di Monaco può essere un primo passo? E la Germania odierna può esercitare per l’Europa il ruolo avuto dal Piemonte per l’Italia due secoli fa?

Lino Borgarelli — Bastia Umbra

Il Risorgimento è uno dei tanti, abusati paragoni storici, che, in fondo, sono effetti collaterali dello studio, della divulgazione e dell’elevazione della storia a magistra vitae. Pensi a Waterloo. Tutti ne hanno avuto almeno una. Caporetto, invece, è la sconfitta italiana. L’8 settembre è il caos della resa. Il Medio Evo è l’arretratezza, superata solo dal Neanderthal. A quando un nuovo Rinascimento? Per non parlare dell’abuso del fascismo. Questo per dirle che fa bena a divertirsi con un Risorgimento europeo, dove la Russia ha il ruolo dell’Austria e Merz quello di Cavour.

Caro Merlo, nella drammatica vicenda del cuore del piccolo Tommy, nessuno che dica una parola sulla famiglia che ha donato, generosamente e purtroppo inutilmente, il cuore del suo bambino che ho trovato nominato, nome e cognome, in spregio a ogni riservatezza e norma etica. Non una parola di riconoscenza, di solidarietà al dolore doppio di questa famiglia che dovrebbe restare anonima.

Francesca Alberani — Modena

Capisco i suoi sentimenti, ma immagino che i giornalisti (lei ne nominava una) che hanno fatto il nome del bambino siano stati autorizzati dalla famiglia, che forse non vuole nascondersi, come lei pensa, nell’anonimato. La loro generosità non viene, infatti, mortificata, ma al contrario esaltata dall’esito infausto.

Caro Merlo, per una volta ghigliottina a Merlo per “l’accensione del faro”.

Ernesto Orlando — Abbonato

Caro Orlando, dai commenti degli abbonati ho ripreso il suo. Avevo scritto: “La tragedia di Crans-Montana ha acceso un faro su questi locali…”. Il faro acceso è uno dei tic linguistici più abusati, e più saputi, peggio di “i giovani di oggi non leggono” e “pieno come un uovo”. Ghigliottina.

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