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Parlare di droga quindi di carcere. Ai giudici le politiche del lavoro

Roma, un rider (agf)

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Posta e risposta di venerdì 27 febbraio 2026
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Caro Merlo, condivido parola per parola l’accorato appello di Michele Serra: «Parlare dei drogati: non sarebbe un modo per ricominciare per davvero a parlare di politica?». Aggiungo: anche raccontare le difficoltà di chi se ne occupa fattivamente, come la romana Villa Maraini animata dall’infaticabile Massimo Barra. Parlatene. Fateci conoscere, sapere.

Valter Vecellio

Caro Vecellio, ho ascoltato su Radio Radicale il convegno della Fondazione Villa Maraini e dell’Associazione Luca Coscioni e mi ha colpito l’intervento del cardinale Zuppi, che, con papa Francesco, ha associato due parole: «speranza e carcere». Ho una grande considerazione del nostro cardinale, che non è facile alla retorica, che in Italia è la più diffusa droga pesante. Zuppi si è sottratto al buonismo, che ha definito «una sottomarca penosa» (immagino della bontà), e ha concluso che ci vorrebbero, in Italia, tante «Villa Maraini» per il recupero dei «dipendenti» che vanno curati (ogni giorno novantamila persone sopravv…

Caro Merlo, condivido parola per parola l’accorato appello di Michele Serra: «Parlare dei drogati: non sarebbe un modo per ricominciare per davvero a parlare di politica?». Aggiungo: anche raccontare le difficoltà di chi se ne occupa fattivamente, come la romana Villa Maraini animata dall’infaticabile Massimo Barra. Parlatene. Fateci conoscere, sapere.

Valter Vecellio

Caro Vecellio, ho ascoltato su Radio Radicale il convegno della Fondazione Villa Maraini e dell’Associazione Luca Coscioni e mi ha colpito l’intervento del cardinale Zuppi, che, con papa Francesco, ha associato due parole: «speranza e carcere». Ho una grande considerazione del nostro cardinale, che non è facile alla retorica, che in Italia è la più diffusa droga pesante. Zuppi si è sottratto al buonismo, che ha definito «una sottomarca penosa» (immagino della bontà), e ha concluso che ci vorrebbero, in Italia, tante «Villa Maraini» per il recupero dei «dipendenti» che vanno curati (ogni giorno novantamila persone sopravvivono grazie al metadone). E invece di Villa Maraini ce n’è una sola, e va pure protetta dalla ferocia che è lo spirito del tempo. Capisco l’ottimismo cattolico, ma la verità è spietata: il carcere è il “non luogo” dove chi ha speranza la perde. Spesso si finisce in carcere per droga, e chi non si droga in carcere comincia e il suo disagio mentale viene represso come indisciplina e ribellione, sino al suicidio. Preferisco l’appello di Zuppi alla «clemenza», che è inattuale perché la parola «indulto» è oggi impronunciabile, ma la verità è che uno solo che esce è già una vittoria.

Caro Merlo, i rider trattati come schiavi: ma va?

Bruno Puglisi, Fano

La procura di Milano se n’è accorta. In Italia anche la politica del lavoro è delegata ai giudici.

Caro Merlo, da magistrato in pensione conosco giuristi che stimo, di orientamento progressista, che voteranno Sì al referendum. Non riesco a spiegarmelo! Lei può aiutarmi?

Gianni Ingrascì, Treviso

Non credo di poterla aiutare. Lei cerca argomenti per contrastarli meglio o davvero non li capisce? Augusto Barbera, che è il più prestigioso di questi giuristi, ha espresso molto bene le sue posizioni anche nella propaganda: «Il mio voto al governo lo darò nel 2027, oggi si vota sulla giustizia». Io credo invece, che si voti sul governo Meloni e poi sulla giustizia. È tutto semplice, tutto chiaro.

Caro Merlo, grazie per aver acceso un faro su The Singers. Vale la pena anche leggere, dalle “Memorie di un cacciatore” di Turgenev, il racconto “I Cantori”, dal quale il corto si è ispirato.

Vittorio Pandolfi, Firenze

Il racconto è bellissimo, ma di Turgenev qualcosina si sapeva. La gara di canto dei Singers è una sorpresa soprattutto nella settimana dello strazio di Sanremo.

Caro Merlo, vorrei sapere quanti hanno guardato The Singers in queste sere di festival.

Fiorella Gaggi, Rimini

Non so quanti hanno guardato The Singers. So che, rispetto allo scorso anno, gli spettatori di Sanremo nella seconda serata sono diminuiti di quasi tre milioni. Sono guariti? Accendiamo The Singers, spegniamo Sanremo.


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