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Palamara rifà il concorso. Sono odiosi i dazi sui libri

Una scena da "C'eravamo tanto amati" 

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Posta e risposta del 6 marzo 2026
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Caro Merlo, è notizia fresca che Palamara potrebbe rientrare in magistratura. In sostanza, la riforma (per i suoi sostenitori) mira a contrastare il correntismo, di cui Palamara rappresenta il simbolo. Tuttavia, a causa di questo governo che ha svuotato il traffico di influenze illecite, l’ex magistrato potrebbe rientrare in funzione. Qui si chiude il cerchio sui fini della riforma.

Claudio Cipolla — Palermo

Politicamente il mio parere è che, tronfio protagonista della degenerazione correntizia della magistratura, Palamara ne è anche il capro espiatorio e la foglia di fico perché la degenerazione correntizia purtroppo non si esaurisce con lui. Tecnicamente, vedo molto fantasioso un suo rientro in magistratura. Essendo stato abrogato il reato per il quale aveva patteggiato, Palamara ha chiesto l’annullamento del patteggiamento. Ma la sua radiazione confermata in Cassazione è dovuta a un procedimento disciplinare che ha seguito una via autonoma da quella penale. Non esiste in diritto …

Caro Merlo, è notizia fresca che Palamara potrebbe rientrare in magistratura. In sostanza, la riforma (per i suoi sostenitori) mira a contrastare il correntismo, di cui Palamara rappresenta il simbolo. Tuttavia, a causa di questo governo che ha svuotato il traffico di influenze illecite, l’ex magistrato potrebbe rientrare in funzione. Qui si chiude il cerchio sui fini della riforma.

Claudio Cipolla — Palermo

Politicamente il mio parere è che, tronfio protagonista della degenerazione correntizia della magistratura, Palamara ne è anche il capro espiatorio e la foglia di fico perché la degenerazione correntizia purtroppo non si esaurisce con lui. Tecnicamente, vedo molto fantasioso un suo rientro in magistratura. Essendo stato abrogato il reato per il quale aveva patteggiato, Palamara ha chiesto l’annullamento del patteggiamento. Ma la sua radiazione confermata in Cassazione è dovuta a un procedimento disciplinare che ha seguito una via autonoma da quella penale. Non esiste in diritto il meccanismo della reintegrazione. E Palamara non può neppure rifare il concorso in magistratura perché non sarebbe ammesso.

Caro Merlo, nei giorni scorsi la scrittrice italo-inglese Maria Rita Corticelli mi invia in dono dal Regno Unito un suo libro e paga l’equivalente di €. 20,00. Ieri, il postino alla consegna mi chiede di pagare per dazi doganali €. 30,30, che pago. È mai possibile? Insomma, viviamo in un mondo impazzito che calpesta la conoscenza e la cultura!... I libri dovrebbero essere esenti da questa nuova, odiosa imposta... Libera cultura in libero e pacifico mondo.

Giuseppe Galzerano Editore — Casalvelino Scalo/Sa

Ha ragione, è un’indecenza. Mi ricordo che da ragazzo mi capitava di mandare libri in America per poche lire che, con la tariffa navale, diminuivano. Nello spropositato costo che ha lei subìto, caro Galzerano, c’è lo strazio della Brexit. Ma sono irragionevoli anche i 18 euro che ho pagato per spedire un piccolo libretto a Parigi. Penso che l’Europa, compresa l’Inghilterra che è rientrata nel programma Erasmus,dovrebbe trovare una comune tassazione per i libri, un dazio politico. In Italia esiste il “piego di libri” e anche l’iva sui libri è stata abbassata.

Caro Merlo, il film è “C’eravamo tanto amati” di Ettore Scola, la battuta che Cardinalini attribuisce a un suo amico, si svolge dentro l’osteria”Il re della mezza porzione”, con a pranzo Gassman, Manfredi e Satta Flores. E l’oste rispose: “mai un’abbondante scarsa, eh”.

Carmelo Morabito — Tivoli

1948, si mangia il lesso alla Picchiapò: “E domani — dice Manfredi offrendo il vino a tutti — votate per chi ve pare, ma votate per il Fronte democratico popolare. Ognuno è libero di votare secondo coscienza, non per fare propaganda, ma domani votate Garibaldi”. Il programma politico? “Che le mezze porzioni diventino intere per tutti!”. Si sa come finisce: “E se semo stufati d’esse boni e generosi”.

Caro Merlo, se è vero che io ho capito lei sono sicuro che lei mi capirà: guardo tutti questi giudici del No e sento un friccico per il Sì, ma poi guardo Meloni, Fazzolari, Donzelli, Nordio, Gasparri, Crosetto, Lollobrigida, e allora: noooo e no.

Luigi Tranquilli — Roma

Ha ragione, ci siamo capiti.

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