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Bimbi del bosco, è un castigo. Guerra, lo stereotipo Italia

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Posta e risposta del 7 marzo 2026
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Caro Merlo, lei disse subito che contro la famiglia nel bosco c’era un’intrusività giudiziaria e parlò di “ferocia a fin di ben”. Devo confessarle che le avevo scritto i miei dubbi, ma ho cambiato idea. Dura da troppo tempo e è evidente l’ostilità crescente delle psicologhe e delle assistenti sociali verso la madre. Adesso che l’hanno completamente allontanata non crede che si possa parlare di sequestro dei bambini e di persecuzione della mamma?

Angela Asciolla — Bolzano

Userei parole più appropriate di persecuzione e sequestro e insisterei con “eccesso di leggi” e legalissima ferocia a fin di bene. Ho continuato a seguire la vicenda, raccontata dai cronisti, soprattutto quelli locali del Centro, il giornale dell’Abruzzo diretto da Luca Telese, e sempre più mi convinco che l’accanimento giudiziario, lungo e estenuante, contro questa povera famiglia meriterebbe una nuova attenzione sia da parte della Chiesa sia da parte della sinistra, che ha invece lasciato alla destra, come se fosse …

Caro Merlo, lei disse subito che contro la famiglia nel bosco c’era un’intrusività giudiziaria e parlò di “ferocia a fin di ben”. Devo confessarle che le avevo scritto i miei dubbi, ma ho cambiato idea. Dura da troppo tempo e è evidente l’ostilità crescente delle psicologhe e delle assistenti sociali verso la madre. Adesso che l’hanno completamente allontanata non crede che si possa parlare di sequestro dei bambini e di persecuzione della mamma?

Angela Asciolla — Bolzano

Userei parole più appropriate di persecuzione e sequestro e insisterei con “eccesso di leggi” e legalissima ferocia a fin di bene. Ho continuato a seguire la vicenda, raccontata dai cronisti, soprattutto quelli locali del Centro, il giornale dell’Abruzzo diretto da Luca Telese, e sempre più mi convinco che l’accanimento giudiziario, lungo e estenuante, contro questa povera famiglia meriterebbe una nuova attenzione sia da parte della Chiesa sia da parte della sinistra, che ha invece lasciato alla destra, come se fosse una delle sue tante deregulation, la difesa dei diritti dei bambini, che ora rischiano di essere davvero soli. Non mitizzo il bosco che non è fatato ma neppure stregato, e non approvo le stramberie della famiglia che non giustificano però l’intrusione giudiziaria a fin di bene, che non solo alla fine non tutela i minori ma diventa un castigo in crescendo e a tempo indeterminato. Le confermo che sembrano inventati da Salvini questi giudici dell’Aquila e mi stordisce il girotondo di perizie con tutrici e psicologhe che espongono in tv e sui social la loro aggressività verso la madre. È davvero una triste storia sulla quale l’Italia per bene dovrebbe aprire gli occhi, ma è inquinata dalla propaganda sul referendum per la giustizia, che gli occhi invece li chiude anche se qui non c’entra nulla di nulla.


Caro Merlo, le firme della sua posta sono spesso ripetute: Mirella Serri, Orrù, Cardinalini, Manuel Orazi, Laura Traverso, Sara Prando e qualche altro che mi sfugge. Io non mi lamento perché mi ha pubblicato spesso, ma non dovrebbe essere la palestra dei lettori, dove tutti vengono pubblicati a turno?

Giulia Acciarito — Roma

No, anche se le firme che pubblico sono tante, sino a 7 al giorno. Ricevo una trentina di mail — oggi 33 — e scelgo gli argomenti della Posta che più stimolano la Risposta. Sono tutte intelligenti anche se ripetitive e qualche volta sono articoloni. Ieri per esempio ho ricevuto una mail da Pescara: “Buona sera, sono una fedele lettrice del giornale e della sua rubrica”. E poi stampatello: “ALLEGO UNA DELIBERA DELLA ASL DI PESCARA — REGIONE ABRUZZO”. Segue la delibera con un bellicoso commento. Il testo supera tutto lo spazio di questa pagina (Concita, Michele, Paolo e io). E finisce così: “La ringrazio per l’attenzione e le chiedo di non pubblicare il mio nome”. Come si dice a Roma? “Mortacci”.


Caro Francesco, ci chiediamo cosa fare in questa guerra, ma quando mai gli italiani hanno concluso una guerra con l’alleato con il quale l’avevano iniziata?

Antonio Iorio

È uno stereotipo, anche se con un po’ di verità. Comunque, dobbiamo aspettare la malaparata.

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