Caro Merlo, porte aperte alla Biennale di Venezia ha decretato Pietrangelo Buttafuoco. “Tutti i paesi in guerra saranno qui: Russia, Iran, Israele, Ucraina e Bielorussia” ha detto il presidente, intervistato su questo giornale dal bravissimo Dario Olivero. E ha perfino sfidato la contrarietà del ministro della Cultura. A luglio del 2025 fu annullato il concerto in Italia del russo Valery Gergiev. Qual è dunque il discrimine? È nell’attivismo politico, come nel caso del direttore d’orchestra di cui si conosce la militanza a fianco di Putin? Oppure ha ragione Massimo Cacciari che, interpellato anche lui da “Repubblica”, ha offerto un assist all’operazione Buttafuoco dichiarando: “Nell’arte non esiste censura”? Comunque sia, 26 europarlamentari, tra cui la vicepresidente del Parlamento di Strasburgo Pina Picierno, hanno firmato una dura lettera per chiedere un ripensamento sulla partecipazione della Russia. Non sarebbe meglio, a questo punto, che Buttafuoco rivedesse il suo invito?
Mire…
Caro Merlo, porte aperte alla Biennale di Venezia ha decretato Pietrangelo Buttafuoco. “Tutti i paesi in guerra saranno qui: Russia, Iran, Israele, Ucraina e Bielorussia” ha detto il presidente, intervistato su questo giornale dal bravissimo Dario Olivero. E ha perfino sfidato la contrarietà del ministro della Cultura. A luglio del 2025 fu annullato il concerto in Italia del russo Valery Gergiev. Qual è dunque il discrimine? È nell’attivismo politico, come nel caso del direttore d’orchestra di cui si conosce la militanza a fianco di Putin? Oppure ha ragione Massimo Cacciari che, interpellato anche lui da “Repubblica”, ha offerto un assist all’operazione Buttafuoco dichiarando: “Nell’arte non esiste censura”? Comunque sia, 26 europarlamentari, tra cui la vicepresidente del Parlamento di Strasburgo Pina Picierno, hanno firmato una dura lettera per chiedere un ripensamento sulla partecipazione della Russia. Non sarebbe meglio, a questo punto, che Buttafuoco rivedesse il suo invito?
Mirella Serri
No. Le prevedibili divisioni in campo stanno rafforzando le buone ragioni di Buttafuoco che nell’arte non può certo annullare queste divisioni ma mantenerle e superarle e senza neppure l’agonismo dello sport, il risultato, la sconfitta e la vittoria. “Nell’arte non esiste censura” è una frase disarmata e giusta, persino banale, che diventa bella e nobile solo quando sei nettamente schierato con la parte offesa, sia essa l’Ucraina o sia essa la popolazione palestinese tragicamente sterminata a Gaza. Voglio dire che deve superare una comprensibile e sofferta resistenza chi come noi, con la stessa forza dei 26 firmatari dell’appello di Pina Picierno, è contro l’aggressione russa che sta distruggendo l’Ucraina e mette a rischio l’Europa. Mentre invece ti viene facile se in te è forte la voglia di abbandonare Zelensky al suo destino di sconfitto. E può persino sembrare sospetto solennemente dichiarare, in nome dell’Etica, che gli artisti russi devono esibirsi accanto a quelli ucraini, se anche politicamente vuoi tornare a fare accordi con Putin, che magari è riuscito a convincerti che la colpa della guerra è della Nato. Più che un valore, facile da relativizzare, “nell’arte non esiste censura” dovrebbe dunque essere una regola, una legge di civiltà da rispettare, il senso stesso della Biennale, ha spiegato Buttafuoco nell’intervista a Dario Olivero, che è splendida non solo perché è coraggiosa. È l’offerta ai nemici di un luogo di tregua, l’arte appunto, che neppure simula la guerra come fa lo sport. Per rispettarla non bisogna cedere territori, firmare trattati o inventarsi utopie. La strada è una sola: riconoscerla e fidarsene.
Caro Merlo, dopo Gaza rasa al suolo, l’Ucraina che continua a subire l’ aggressione del criminale russo, la deportazione di Maduro, il bombardamento dell’Iran con annessa strage di bambine, le minacce a Groenlandia e Canada…non ci sono più dubbi sul prossimo Nobel per la Pace.
Emanuele Aliotta -San Gillio (To)
Codesto solo oggi possiamo dirti, chi non vogliamo, a chi non lo diamo. Avrà però quello per la guerra.