Le Lettere

Referendum, i Sì e i No cantati. Anche non votare è un diritto

Milano, 10 marzo: manifesti per il referendum sulla giustizia
Milano, 10 marzo: manifesti per il referendum sulla giustizia (lapresse)
Posta e risposta di mercoledì 11 marzo 2026

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Caro Merlo, ogni volta che Putin e Trump si incontrano o si parlano lo zar ne esce rafforzato. In quest’ultimo caso addirittura rilanciato come protagonista in una partita, quella sul futuro dell’Iran, dalla quale sembrava tagliato fuori. Perché? È davvero il più intelligente di tutti?

Angela Furnari, Vicenza

Non è il più intelligente di tutti, è solo più intelligente di Trump che però è il più forte, e questo lo rende ancora più ottuso.

Caro Merlo, Giorgia Meloni ha reclutato Sal Da Vinci con una telefonata: la tua “Per sempre Sì” è un regalo per il referendum. Demagogia, propaganda indebita, furbizia? La canzone, per la verità, un po’ reazionaria lo è.

Laura Traverso, Genova

Ma va, la canzone non è reazionaria e la trovata di Giorgia Meloni mi sembra infantile. Gratteri potrebbe rispondere con Battisti Dio mio, No, oppure arruolare Alessandro Manzoni che racconta cosa accade a Gertrude che «disse Sì e fu monaca per sempre». E ci sono anche «i No che aiutano a crescere» i bambini. E, nella nobiltà della Storia d’Italia, c’è l’eroismo del No dei 12 professori universitari al fascismo, solo 12 su mille nell’Italia del 1931 massicciamente sottomessa al regime. E «preferirei di No» è l’ostinazione di Bartleby, lo scrivano di Melville, un no assolutamente categorico, però pronunciato con la dolcezza del condizionale: «I would prefer not to». E via con Jimmy Fontana: «No, stanotte amore…». Certo, Meloni ha lo smash di chiedere aiuto alla sua Roma: «Damme ‘na mano a faglie di’ de Sì».

Caro Merlo, tranquillizziamo la lettrice Franca Focosi che ieri (10 marzo) le scriveva preoccupata per i blindati visti alla stazione di Milano. Sono gli stessi già esibiti a Roma e in altre città per simulare una faccia... feroce. Vecchi Puma dismessi, inutili per fermare scippatori o borseggiatori.

Eduardo Paparo, Roma

A me pare che esibire finti blindati non solo non conforta, ma accresce la paura che purtroppo a Milano non è finta.

Caro Merlo, ascolto su Radiodue l’esortazione ad andare a votare perché «è un tuo diritto». Fin da piccolo (ho 87 anni) mi hanno insegnato che è un diritto-dovere. Perché la Rai non precisa che è anche un “dovere”.

Vittorio Ramazzotti

La violazione del “dovere civico” è tutelata dalla libertà di pensiero. Io andrò a votare, ma non mi sento di censurare chi non mi somiglia. Anche non votare è un diritto.

Caro Merlo, sono un simpatizzante sia del M5S che della tua rubrica. Un’empatia messa in conflitto dalle tue picconate a Conte che reputo un giusto, una persona entrata in politica per pura passione. La quadra di questa situazione potrebbe essere che le tue esplicite punzecchiature intendono stimolare la crescita carismatica del buon Giuseppe. Dimmi che non mi sbaglio.

Mauro Minghetti, Forlì

Sì, ti sbagli. E purtroppo devo anche ghigliottinarti «picconate, quadra, punzecchiature, stimolare la crescita carismatica». Ti manca un “pretermesso” per parlare la lingua quasica meglio di Conte.


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