Caro Merlo, gli psichiatri italiani, dopo l’appello di Massimo Ammaniti, si stanno accorgendo del male che si sta facendo ai bambini del bosco e alla loro povera famiglia. Si può ancora fare qualcosa?
Maria Zuccarello, Cagliari
La scellerata demagogia della destra, che ha arruolato e schiacciato quella povera mamma nella campagna per il Sì, sta accecando la gente perbene di sinistra, che avrebbe tutti gli strumenti per capire che qui la tiritera che “i figli non appartengono ai loro genitori” non c’entra nulla.
Caro Merlo, «entrare e ripulire tutto» minaccia Trump. Lei ci crede che truppe americane e israeliane possano invadere l’Iran? Se la strategia è questa perché non l’hanno già fatto?
Marina Franco, Pesaro
Temo invece che la minaccia diventerà concreta, quando americani e israeliani si accorgeranno di unire un Paese diviso e rafforzare il regime che bombardano.
Caro Merlo, non so a lei ma a me dà fastidio quando un calciatore fa gol ed esulta con il gesto della mitragl…
Caro Merlo, gli psichiatri italiani, dopo l’appello di Massimo Ammaniti, si stanno accorgendo del male che si sta facendo ai bambini del bosco e alla loro povera famiglia. Si può ancora fare qualcosa?
Maria Zuccarello, Cagliari
La scellerata demagogia della destra, che ha arruolato e schiacciato quella povera mamma nella campagna per il Sì, sta accecando la gente perbene di sinistra, che avrebbe tutti gli strumenti per capire che qui la tiritera che “i figli non appartengono ai loro genitori” non c’entra nulla.
Caro Merlo, «entrare e ripulire tutto» minaccia Trump. Lei ci crede che truppe americane e israeliane possano invadere l’Iran? Se la strategia è questa perché non l’hanno già fatto?
Marina Franco, Pesaro
Temo invece che la minaccia diventerà concreta, quando americani e israeliani si accorgeranno di unire un Paese diviso e rafforzare il regime che bombardano.
Caro Merlo, non so a lei ma a me dà fastidio quando un calciatore fa gol ed esulta con il gesto della mitragliatrice. Capisco che il livello culturale è basso, ma ci sono calciatori coinvolti, loro malgrado, nelle guerre in molti posti del mondo. Non c’è un presidente, un allenatore che li faccia ragionare? La Fifa non può dire che è sbagliato fare gesti che richiamano le guerre?
Piero Orrú
Nulla più dello sport agonistico, sino al ping pong e agli scacchi, somiglia e simula la guerra, è un surrogato, è la guerra con mezzi diversi dalle armi, e può dunque surrogare una rivincita. Ma la sua osservazione è corretta: in tempi di guerra a che serve simulare la guerra? Forse in tempi di guerra lo sport è un simulacro di pace, un territorio di tregua, come l’arte alla Biennale.
Caro Merlo, premetto che voterò No perché vorrei mandare a casa il governo Meloni, ma “Giusi” Gratteri e “Nicola” Bartolozzi mi sembrano gemelli. E non suonano sincere né l’indignazione della destra perché Gratteri ha minacciato i giornalisti né quella della sinistra perché la capo di gabinetto di Nordio ha detto che i giudici sono plotoni di esecuzione. Mi confondono.
Francesca Mirandola, Ferrara
E invece le sue idee sono chiare e convincenti: sarebbe sano e giusto se la sinistra si indignasse per Nicola Gratteri e la destra per Giusi Bartolozzi.
Caro Merlo, il presidente del Senato durante l’intervento di un senatore ha chiesto al segretario generale: «Come si chiama quel coglione?». Il suo portavoce ha precisato: «Era un borbottio rivolto a sé stesso». Ghigliottina?
Giovanni Blasich
Nell’epoca del turpiloquio più sbracato, dire «coglione», una delle ex parolacce sdoganate sui dizionari, è come un colpetto di tosse, un tirare con il naso, non un’offesa ma un tic nervoso — lei ha ragione — da ghigliottinare. La Russa parla così quando è a disagio, borbotta «coglione» gratuitamente, e al Senato suona come un botto di scherno, un’evidente mancanza di stile, un po’ come le corna di Vittorio Gassman mentre corre e strombazza sulla sua spider rossa.