Caro Merlo, condivido l’idea che leggere sia ben diverso dal possedere libri: immergersi nella lettura non è certo come guardare staticamente una libreria di libri acquistati che ci si ripromette di leggere o che magari restano lì dimenticati. Ma se, dopo averli letti, li lasciassi andare non mi resterebbe nulla da poter riprendere al bisogno, anche solo per fare dei confronti. Se amo condividere una lettura compro altre copie del libro per regalarle ma non riuscirei a cedere il mio. Ho in questo una ulteriore “perversione”: oltre a quelli della libreria ne tengo due sul comodino da poter riprendere tutte le volte che ne sento il bisogno, anche per rileggere solo poche pagine. Apprezzo e invidio la sua capacità di separarsene e di lasciare più spazio libero e mi piacerebbe trovare la motivazione per farlo anch’io.
Fausta Schillaci
Se potessi ricominciare daccapo abolirei gli scaffali che mi ingombrano la casa, ricordo di quel tempo dissennato quando accumulavamo libri. Tra tutte quell…
Caro Merlo, condivido l’idea che leggere sia ben diverso dal possedere libri: immergersi nella lettura non è certo come guardare staticamente una libreria di libri acquistati che ci si ripromette di leggere o che magari restano lì dimenticati. Ma se, dopo averli letti, li lasciassi andare non mi resterebbe nulla da poter riprendere al bisogno, anche solo per fare dei confronti. Se amo condividere una lettura compro altre copie del libro per regalarle ma non riuscirei a cedere il mio. Ho in questo una ulteriore “perversione”: oltre a quelli della libreria ne tengo due sul comodino da poter riprendere tutte le volte che ne sento il bisogno, anche per rileggere solo poche pagine. Apprezzo e invidio la sua capacità di separarsene e di lasciare più spazio libero e mi piacerebbe trovare la motivazione per farlo anch’io.
Fausta Schillaci
Se potessi ricominciare daccapo abolirei gli scaffali che mi ingombrano la casa, ricordo di quel tempo dissennato quando accumulavamo libri. Tra tutte quelle mummie, non ci sono i libri che ho amato di più perché li ho tutti regalati. Compro libri che ho già letto e regalo libri già regalati. L’ideale è possedere i libri solo mentre si leggono. E visto che, con parole mie, non sono riuscito a convincerla chiamo in soccorso Henry Miller: «Un libro che giace ozioso in uno scaffale è una cartuccia sprecata. Come il denaro, i libri devono essere tenuti in continua circolazione. Vanno prestati e presi in prestito il più possibile — i libri quanto il denaro! Ma specialmente i libri, perché rappresentano infinitamente di più del denaro. Un libro non è soltanto un amico, ma vi fa degli amici. Quando vi siete impadroniti di un libro con la mente e con lo spirito vi siete arricchiti. Ma quando lo date a un altro vi siete arricchiti tre volte di più. Qui provo l’irreprimibile impulso di offrire un consiglio gratuito. Ed è questo: leggete il meno possibile, non il più possibile!».
Caro Merlo, nell’agghiacciante vicenda della professoressa accoltellata da un ragazzino che voleva ucciderla, non colpisce il fatto in sé (peraltro esecrabile) quanto il fatto che la scena sia stata filmata dal protagonista con il cellulare per pubblicarla subito e vantarsene. Siamo in un mondo in cui la cosa che conta di più è apparire sui social; la fine dei valori di una società civile…
Gianluigi De Marchi
Caro De Marchi, non si faccia prendere dalla diffusa indignazione contro i telefoni e i social che sono gioielli del progresso e sono sempre innocenti. Se uno in treno sputa per terra la colpa non è del treno. È un umore nero, una furia da Fahrenheit: tra poco faranno il rogo dei telefoni e ci balleranno attorno.
Caro Merlo, si dice “riformista” per indicare esattamente cosa? Detto così, un po’ a caso, diventa un tic linguistico. Ghigliottina?
Giovanni Ferrari, Milano
I riformisti del Pd sarebbero la parte (corrente, area) più centrista del partito. È vero che si tradisce il significato letterale originario del riformismo, ma, a forza di abusarne, la parola è diventata chiara e indispensabile. Ghigliottina negata.