Caro Merlo, la situazione del calcio è Gravina ma non è seria.
Guido Boscolo Contadin - Chioggia (Ve)
Flaiano sarebbe fiero di lei.
Caro Merlo, a proposito di psico-banalisi. Qualche giorno fa ero a pranzo in una trattoria livornese, diciamo a casa mia. Mio cugino, 92 anni, uomo di mare, sente che al tavolo accanto si parla del tredicenne che ha sparato alla sua prof e, come si usa qui, s’inserisce. Uno dice: “Ci vole lo psicologo”. Un altro: “Si, dé, proprio lo psicologo del c.”. Allora il cugino: “Dé, ragazzi, boni, qui c’è uno psicologo”. Interviene un altro con lo sguardo fintamente intimidito: “Ci scusi, non si voleva… Non si sarà mica offeso? Poi, lei c’ha culo, la chiamano dappertutto: strangolo la mi’ moglie e chiamano lei, lascio i mi’ figlioli nel bosco così non mi rompono più i c. e chiamano lei, prendo a cazzotti i dottori al pronto soccorso perché non visitano la mi’ socera, e chiamano lei”. Con un’aria fintamente triste interrompo: “Guardi che a me non mi chiama nessuno”…
Caro Merlo, la situazione del calcio è Gravina ma non è seria.
Guido Boscolo Contadin - Chioggia (Ve)
Flaiano sarebbe fiero di lei.
Caro Merlo, a proposito di psico-banalisi. Qualche giorno fa ero a pranzo in una trattoria livornese, diciamo a casa mia. Mio cugino, 92 anni, uomo di mare, sente che al tavolo accanto si parla del tredicenne che ha sparato alla sua prof e, come si usa qui, s’inserisce. Uno dice: “Ci vole lo psicologo”. Un altro: “Si, dé, proprio lo psicologo del c.”. Allora il cugino: “Dé, ragazzi, boni, qui c’è uno psicologo”. Interviene un altro con lo sguardo fintamente intimidito: “Ci scusi, non si voleva… Non si sarà mica offeso? Poi, lei c’ha culo, la chiamano dappertutto: strangolo la mi’ moglie e chiamano lei, lascio i mi’ figlioli nel bosco così non mi rompono più i c. e chiamano lei, prendo a cazzotti i dottori al pronto soccorso perché non visitano la mi’ socera, e chiamano lei”. Con un’aria fintamente triste interrompo: “Guardi che a me non mi chiama nessuno”. A quel punto, da un altro tavolo si sente urlare: “Ha ragione Fantozzi, la psiologia è una cagata pazzesca”.
Luciano Mecacci
Caro professor Mecacci, ho tra i miei libri i suoi Manuali e la sua Storia della Psicologia del Novecento. Spero che scriva almeno un’appendice, un capitolo sulla psico-banalisi. È già bellissmo il suo ll caso Marilyn M. e altri disastri della psicoanalisi. (Laterza).
Caro Merlo, ho letto la sua risposta a Fausta Schillaci e intervengo a difesa del lettore imperfetto, che lei, con garbata fermezza, invita a liberarsi delle mummie sugli scaffali. Parlo per chi, come me, coltiva un rapporto più lento, affettivo e disordinato. Comprare un libro che magari resterà non letto è, in fondo, un atto di speranza, un desiderio di immaginarsi diverso e migliore: una piccola promessa che mi sono fatto e che, lo ammetto, tradisco con serenità. Il vero pericolo non è lo scaffale pieno di libri non letti, disordinato, polveroso e, a volte, imbarazzante nelle ambizioni inevase; quello scaffale rimane un paesaggio, una mappa delle curiosità e dei sogni, un piccolo museo delle buone intenzioni. Il vero pericolo è la libreria liberata, minimale e linda, la casa dove la lettura diventa prestazione e segnale di virtù, leggere solo ciò che serve e far circolare tutto: non più il collezionista orgoglioso dei suoi scaffali, ma il possessore spossessato del libro nomade. Preferisco il lettore imperfetto, il collezionista affettivo e mi chiedo se anche il “libro nomade” non nasconda, a suo modo, lo stesso desiderio di immaginarsi diverso.
Silvio Prampolini – Firenze
Lei è la conferma che oggi solo chi non legge, ha libri. Chatwin viveva a Londra in una casa senza libri perché era socio della British Library. La lettera di Vito Mangano che ha aperto il nostro dibattito era un elogio delle biblioteche di Roma, dalle quali è facile prendere libri, e dunque lui non li compra più, avendo esaurito lo spazio in casa. (Sulle biblioteche pubbliche romane, va però detto che gli orari non sono ancora all’altezza).