Caro Merlo, rispunta Nicole Minetti e i più giovani si chiedono: “Chi era costei?” L’ex igienista dentale e consigliera regionale lombarda, fu assidua su giornali e tv tra il 2010 e il 2012, protagonista delle ‘cene eleganti’ in casa Berlusconi. Per induzione alla prostituzione (processo “Ruby bis”) e per altro, dopo anni venne condannata in via definitiva a 1 anno e un mese per peculato e a 2 anni e 10 mesi. Nel gruppo delle olgettine, le fanciulle del giro del Caimano, si faceva notare: era la più riservata e chic, di un’eleganza sobria (vestitini neri e tracolle fantastiche) ma soprattutto dignitosa, capace quasi di far dimenticare le sue azioni illegali. Adesso il capo dello Stato le ha concesso la clemenza per motivi umanitari (si dedica al volontariato e assiste un minore ammalato). Non trova che questa iniziativa di Mattarella sia una lezione per quanti parlano di una Carta costituzionale obsoleta? Non crede che, conferendo al presidente anche il potere di grazia, la Costituzio…
Caro Merlo, rispunta Nicole Minetti e i più giovani si chiedono: “Chi era costei?” L’ex igienista dentale e consigliera regionale lombarda, fu assidua su giornali e tv tra il 2010 e il 2012, protagonista delle ‘cene eleganti’ in casa Berlusconi. Per induzione alla prostituzione (processo “Ruby bis”) e per altro, dopo anni venne condannata in via definitiva a 1 anno e un mese per peculato e a 2 anni e 10 mesi. Nel gruppo delle olgettine, le fanciulle del giro del Caimano, si faceva notare: era la più riservata e chic, di un’eleganza sobria (vestitini neri e tracolle fantastiche) ma soprattutto dignitosa, capace quasi di far dimenticare le sue azioni illegali. Adesso il capo dello Stato le ha concesso la clemenza per motivi umanitari (si dedica al volontariato e assiste un minore ammalato). Non trova che questa iniziativa di Mattarella sia una lezione per quanti parlano di una Carta costituzionale obsoleta? Non crede che, conferendo al presidente anche il potere di grazia, la Costituzione dimostri di essere ricca di quei contrappesi propri di una vera democrazia e capaci di correggere le eccessive asperità di alcune leggi e di una giustizia che spesso arriva fuori tempo?
Mirella Serri
Alla Regione di Formigoni e degli irsuti leghisti brianzoli, Berlusconi la presentò così: “È la lady splendida, competente, studiosa, laureata con lode e con un inglese di madrelingua che permetterà alla Lombardia di fare bella figura negli incontri internazionali”. Mattarella ha graziato la grazia.
Caro Merlo, i politici iraniani sfoggiano un anello (cultura persiana e zoroastriana), Renzi esibisce una fede nera (cultura triathlon, sembra), i meloniani si abbeverano alla saga del “Signore degli Anelli” (cultura misterica e cinematografica, con fondi Minculpopcorn).
Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)
Anelli di fumo.
Caro Merlo, ci vorrebbe una firma (Salvo Permiracolo, Arturo Lebuche, Aureliano Buendia) che le scrivesse: “Caro Merlo, se l’opposizione mettesse nel programma elettorale il blocco immediato — anche pagando una penale — del contratto di Vespa in Rai, secondo lei guadagnerebbe voti o li perderebbe”?
Lettera firmata
Capisco che lei, visto il suo ruolo, voglia l’anonimato e, per la prima e ultima volta, pubblico una lettera anonima, perché lei esprime — male, me lo lasci dire — lo sdegno comprensibile per il giornalismo addomesticato di Vespa. La novità del Vespa sguaiato che ha cercato di zittire Peppe Provenzano è la perdita della sua sapienza manipolatrice. Infatti Vespa, prima di farsi venire i 5 minuti e perdere il controllo, conosceva il mestiere ed è proprio questo che lo rendeva abile nel manipolare. Lo penso e lo scrivo, com’è mio diritto e dovere, da quando ero ancora praticante, in tutti i giornali nei quali ho lavorato. E tuttavia la libertà nel giornalismo è aggiungere, non togliere, è correggere, mai sopprimere, è criticare, mai zittire. Tanto più perché la corrività di Vespa è stata incoraggiata, protetta e premiata da quegli stessi che, se domani ri-conquistassero con le elezioni anche la Rai, lo dovrebbero, secondo lei, censurare.