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Conte, la colpa è di nonna Clotilde. Il Papa rischia di essere l’antiTrump

Trump nei panni del Papa 

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Posta e risposta del 15 aprile 2026
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Caro Merlo, forse sbaglio, ma non mi pare che De Gasperi, Adenauer, Kohl, Brandt, Churchill si siano celebrati con un’autobiografia. Al contrario, Conte, Meloni, e Di Maio ci han fatto sapere tutto della loro appassionante avventura umana e politica.

Fausto Fiorillo — Pinerolo (To)

I pochissimi che potrebbero, perché la loro vita racconta l’epoca, non scrivono l’autobiografia. Per fortuna c’è chi lo fa per loro. E ci sono anche le interviste e i ritratti d’autore. L’autobiografia attrae invece i mediocri. Solo Giuseppe Conte può credere che sua nonna Clotilde e sua zia Ada siano le nonne e le vecchie zie d’Italia, quelle che ci salveranno, come diceva Longanesi. Del resto, quasi tutti i libri dei politici sono, come questi, propaganda in brodo. Non ricordo un solo gargarismo auotocelebrativo che nella politica italiana sia riuscito a diventare un bel libro. Le più strampalate adulazioni (e qui c’è il tema imbarazzante della critica e delle recensioni) non bastano a truccare la verità…

Caro Merlo, forse sbaglio, ma non mi pare che De Gasperi, Adenauer, Kohl, Brandt, Churchill si siano celebrati con un’autobiografia. Al contrario, Conte, Meloni, e Di Maio ci han fatto sapere tutto della loro appassionante avventura umana e politica.

Fausto Fiorillo — Pinerolo (To)

I pochissimi che potrebbero, perché la loro vita racconta l’epoca, non scrivono l’autobiografia. Per fortuna c’è chi lo fa per loro. E ci sono anche le interviste e i ritratti d’autore. L’autobiografia attrae invece i mediocri. Solo Giuseppe Conte può credere che sua nonna Clotilde e sua zia Ada siano le nonne e le vecchie zie d’Italia, quelle che ci salveranno, come diceva Longanesi. Del resto, quasi tutti i libri dei politici sono, come questi, propaganda in brodo. Non ricordo un solo gargarismo auotocelebrativo che nella politica italiana sia riuscito a diventare un bel libro. Le più strampalate adulazioni (e qui c’è il tema imbarazzante della critica e delle recensioni) non bastano a truccare la verità di questi libri. E non c’è pubblicità che tenga se il prodotto da reclamizzare vale meno della reclame.

Caro Merlo, Stalin o Enrico VIII? Il 10 aprile scorso le avevo scritto che Trump era a un passo dal minacciare di mandare i suoi cowboy ad abbeverare le vacche nelle fontane di San Pietro e lei mi aveva replicato che, nel manicomio della storia, Trump più che a Stalin si sentiva simile a Enrico VIII, che uscì dalla Chiesa di Roma e fondò, con lo scisma, la Chiesa anglicana. So che le epoche storiche non sono confrontabili, ma se la storia è maestra di vita, allora aveva ragione lei, Trump si vede a capo della chiesa americana, come dimostra il video “Jesus Trump superstar”.

Ennio Ferri Ricci — Pesaro

I cosacchi di Stalin a San Pietro e lo scisma anglicano di Carlo VIII sono due dei tanti, abusati paragoni storici, che, in fondo, sono effetti collaterali dello studio, della divulgazione e dell’elevazione — fallimentare — della storia a magistra vitae. Pensi a Waterloo. Tutti ne hanno avuto almeno una. Caporetto, invece, è la sconfitta italiana. L’8 settembre è il caos della resa. Il Medio Evo è l’arretratezza, superata solo dal Neanderthal. A quando un nuovo Rinascimento? Per non parlare dell’abuso del fascismo. Questo per dirle che facciamo bene a divertirci con lo scisma della chiesa anglicana anche se Trump si è sposato solo tre volte e ha ben tre eredi maschi (e due femmine) mentre Enrico VIII, pur non portando il peso dei files di Epstein, ebbe sei sventurate mogli. E chissà cosa sarebbe successo se Clemente VII avesse concesso l’annullamento del matrimonio con Caterina d’Aragona, anticipando il declassamento dell’adulterio da peccato mortale a marachella, come dimostrano Carlo e Camilla. Cosa c’è dunque di simile allo scisma anglicano nell’oltraggio di Trump che sogna di fare del Papa l’anti-Trump, come riuscì appunto a Carlo VIII? Solo questo: il presidente sa che non otterrà mai una legittimazione papale della sua catastrofica guerra contro l’Iran, ma lo scontro, che Leone infatti caparbiamente e giustamente rifiuta, rischia di rimpicciolire il Papa e ingrandire Trump. Il nano Trump che si mette sulle spalle del gigante anche se non giganteggia, alla lunga, nanifica il gigante.

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