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L’offesa del treno per Fiumicino. L’Italia della paura avvelena i lupi

(afp)

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Posta e risposta di domenica 19 aprile 2026
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Caro Francesco, eravamo un centinaio di passeggeri, tutti con un volo da prendere, sul Leonardo Express delle 10.05 del 16 aprile, giovedì scorso, da Roma Termini all’aeroporto di Fiumicino dove sarebbe dovuto arrivare alle 10.37. Costo del biglietto: 15 euro. Tu sai che ho viaggiato tanto e ne ho viste tante, ma quando ci hanno detto «prego, scendete, il treno torna indietro a Roma Termini» sono rimasto a bocca aperta. «Ma dobbiamo andare in aeroporto», abbiamo detto in coro. «Provate con i taxi», ci ha detto il controllore allargando le braccia. «Ma non ci sono taxi a Ponte Galeria e qui siamo un centinaio». Il treno si era fermato alle 10.40, a 12 km dall’aeroporto, con un’unica spiegazione: «Problemi sulla linea». Qualche taxi, chiamato al telefono, è arrivato e la scena in strada è diventata da assalto alla diligenza. Una famiglia di colore formata da tre persone adulte, che doveva ritornare a Denver in Colorado, è riuscita a trovare un taxi contrattando un prezzo che non ho sent…

Caro Francesco, eravamo un centinaio di passeggeri, tutti con un volo da prendere, sul Leonardo Express delle 10.05 del 16 aprile, giovedì scorso, da Roma Termini all’aeroporto di Fiumicino dove sarebbe dovuto arrivare alle 10.37. Costo del biglietto: 15 euro. Tu sai che ho viaggiato tanto e ne ho viste tante, ma quando ci hanno detto «prego, scendete, il treno torna indietro a Roma Termini» sono rimasto a bocca aperta. «Ma dobbiamo andare in aeroporto», abbiamo detto in coro. «Provate con i taxi», ci ha detto il controllore allargando le braccia. «Ma non ci sono taxi a Ponte Galeria e qui siamo un centinaio». Il treno si era fermato alle 10.40, a 12 km dall’aeroporto, con un’unica spiegazione: «Problemi sulla linea». Qualche taxi, chiamato al telefono, è arrivato e la scena in strada è diventata da assalto alla diligenza. Una famiglia di colore formata da tre persone adulte, che doveva ritornare a Denver in Colorado, è riuscita a trovare un taxi contrattando un prezzo che non ho sentito: sospetto 110 euro. C’era libero il posto davanti e ho chiesto di occuparlo. «Deve pagare anche lei», mi ha detto il tassista. «Certo, quanto?». «Quaranta euro». Sono riuscito a prendere l’aereo delle 12.35. Qui non mi interessa tanto il tassista che ha speculato in nero e non sto lì a ripetere che il ministro Salvini, ossessionato dal ponte più lungo del mondo del quale vorrebbe gloriarsi, si è smarrito nel fallimento del sistema trasporti che non riesce ad amministrare. Scrivo per dire che sono rassegnato a vivere in un Paese che non funziona più.

Raffaele Leone, Milano

Caro Raffaele, la disavventura che ci racconti, con il contorno del disinteresse per ben cento passeggeri e la truffa finale, offende l’Italia. Credo che tu abbia ragione: questo è un Paese che si sta sfasciando.

Caro Merlo, dieci lupi sono stati trovati stecchiti nel Parco nazionale d’Abruzzo forse avvelenati. È stata aperta un’inchiesta. Li hanno fatti fuori perché animali temibili? Solo nelle favole i lupi mangiano Cappuccetto rosso. Nella realtà sono animali timidi e riservati e quando incontrano un uomo girano la coda e scappano. Negli ultimi anni, per esempio, si sono registrati rarissimi casi di aggressività nei confronti delle persone. «Homo homini lupus», si è soliti dire: i veri lupi non sono invece gli uomini che per avidità e per tutelare le loro proprietà ne fanno strage con il rischio dell’estinzione della specie?

Mirella Serri

Gli avvelenamenti dei lupi, che erano animali sacri per Roma, segnalano un imbarbarimento dei rapporti con gli allevatori, i pastori e i contadini. E sono un misuratore della paura di un Paese che nel bosco teme il lupo e in città l’immigrato. Quel che conta ormai è la paura. Eppure senza il lupo non (ri)crescono le foreste ed è vero che il lupo non attacca l’uomo. Alla fine i leghisti sono i grandi nemici del lupo che è passato da specie «rigorosamente protetta» a «specie protetta» con l’autorizzazione di nuovi abbattimenti.


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