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Il silenzio sul treno per Fiumicino.Il carneade Radev non è Orbán

Il filorusso radev 

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Posta e risposta del 21 aprile 2026
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Caro Merlo, ho letto la dettagliata lettera di Raffaele Leone, pubblicata domenica 19 aprile, e ho un rimprovero da farle: è vero che l’episodio sembra più grave dei soliti disservizi ferroviari, ma il ministro Salvini non c’entra nulla e anzi diventa un alibi politico e persino un capro espiatorio da offrire ai lettori di repubblica. Le ferrovie hanno una filiera gerarchica molto rigorosa, a partire dall’ amministratore delegato. Ci sono le sale operative, centrale e territoriali, i dirigenti responsabili di ogni singolo movimento e per ogni tratto del percorso. Hanno nomi, cognomi, incarichi e responsabilità precise. E dunque se un treno a Ponte Galeria ha abbandonato al loro destino cento passeggeri diretti all’aeroporto di Fiumicino senza spiegazioni e senza l’offerta di un servizio alternativo, il signor Leone e gli altri passeggeri, invece di inveire contro Salvini, la destra al potere e il ponte sullo Stretto, hanno il diritto, innanzitutto, di sapere cosa è successo ed eventua…

Caro Merlo, ho letto la dettagliata lettera di Raffaele Leone, pubblicata domenica 19 aprile, e ho un rimprovero da farle: è vero che l’episodio sembra più grave dei soliti disservizi ferroviari, ma il ministro Salvini non c’entra nulla e anzi diventa un alibi politico e persino un capro espiatorio da offrire ai lettori di repubblica. Le ferrovie hanno una filiera gerarchica molto rigorosa, a partire dall’ amministratore delegato. Ci sono le sale operative, centrale e territoriali, i dirigenti responsabili di ogni singolo movimento e per ogni tratto del percorso. Hanno nomi, cognomi, incarichi e responsabilità precise. E dunque se un treno a Ponte Galeria ha abbandonato al loro destino cento passeggeri diretti all’aeroporto di Fiumicino senza spiegazioni e senza l’offerta di un servizio alternativo, il signor Leone e gli altri passeggeri, invece di inveire contro Salvini, la destra al potere e il ponte sullo Stretto, hanno il diritto, innanzitutto, di sapere cosa è successo ed eventualmente di rivalersi in tutte le sedi, quella aziendale e quelle penali e civili. Immagino che perdere l’aereo per colpa di un treno possa provocare molti disagi.

Eliana Conti – Roma

È vero, il (ri)sentimento politico non illumina, ma nasconde il problema, e il Ponte è un modo per parlare d’altro, ma la responsabilità politica di Salvini non si può negare. I disservizi pesanti delle ferrovie, al netto degli ammodernamenti, somigliano infatti a un fallimento nazionale. Ed eviterei di invocare le solite soluzioni giudiziarie che, a partire dagli avvocati, peserebbero sui passeggeri. Sembra incredibile che in quella filiera di dirigenti responsabili, funzionari, capi e capetti delle ferrovie nessuno abbia dato spiegazioni di quel che è accaduto il 16 aprile, al Leonardo express (povero Leonardo) che è un treno-vetrina perché l’aeroporto internazionale di Fiumicino è uno dei più importanti d’Europa. Non solo non hanno offerto, per quanto possibile, assistenza, ma i passeggeri sono stati invitati a scendere e a cercarsi i taxi a ponte Galeria dove davvero non c’è nulla. È un silenzio che continua, segno di cattiva coscienza.

Caro Merlo, mi ero illuso, dopo la sconfitta di Orbán in Ungheria, ma ora sopraggiunge in Bulgaria l’euroscettico filorusso Radev. Che abbiano ragione i sovranisti?

Renato Mongiat - Besnate (Varese)

Ma no, il paragone tra Orbán e Radev è frutto di faciloneria. La Bulgaria che, malgrado la corruzione dilagante, non è una democratura, ha molto più bisogno dell’Europa di quanto l’Europa ne abbia della Bulgaria. Orbán, con il passato liberale di grande tribuno, amico della Merkel e vero stratega per ben 16 anni, rimane ancora oggi un temibile modello di scuola, mentre Radev è un fragile Carneade: “Radev, chi era costui?”.

Caro Francesco, tutte le volte che ci penso divento furiosa. Mi riferisco a Bettini e a D’Alema che chiedano al Elly Schlein la “generosità” di proporre Conte alla guida del campo largo. Avrebbero dovuto chiedere a Conte la generosità verso la Schlein. Sono inorridita da questi personaggi.

Ada Pastore – Roma

Nel campo largo, il grillino Conte è il cavallo di Troia della destra.

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