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Venezi trattata come Santanchè. Ogni attentato è un complotto

Beatrice Venezi (ansa)

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Posta e risposta di martedì 28 aprile 2026
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Caro Merlo, Beatrice Venezi dopo la toccata e fuga alla Fenice ha finalmente una perla nel curriculum: è stata licenziata dal sovrintendente Colabianchi e da Giuli. Non le pare una medaglia?

Eva Leccesi, Venezia

Credo che il licenziamento sia stato solo eseguito da Colabianchi e da Giuli, ma ordinato da Giorgia Meloni e dal suo caporale Fazzolari. E noi italiani continueremo a non sapere quanto vale Beatrice Venezi, che avrebbe cominciato a dirigere in ottobre, ma intanto era già riuscita nell’impossibile: mettere d’accordo l’intero grande teatro della Fenice, che è per natura diviso e litigioso: il pubblico, i sindacati, gli orchestrali, il coro, le maestranze tecniche e amministrative, i cronisti musicali, la città. È un licenziamento assimilabile a quello di Santanchè, Bartolozzi e Delmastro, alla cacciata dei capri espiatori dopo il referendum, all’eliminazione delle spine nel fianco verso il 2027 che sarà l’anno elettorale: “o la va o la spacca”. Tanto più che Venezia a maggio el…

Caro Merlo, Beatrice Venezi dopo la toccata e fuga alla Fenice ha finalmente una perla nel curriculum: è stata licenziata dal sovrintendente Colabianchi e da Giuli. Non le pare una medaglia?

Eva Leccesi, Venezia

Credo che il licenziamento sia stato solo eseguito da Colabianchi e da Giuli, ma ordinato da Giorgia Meloni e dal suo caporale Fazzolari. E noi italiani continueremo a non sapere quanto vale Beatrice Venezi, che avrebbe cominciato a dirigere in ottobre, ma intanto era già riuscita nell’impossibile: mettere d’accordo l’intero grande teatro della Fenice, che è per natura diviso e litigioso: il pubblico, i sindacati, gli orchestrali, il coro, le maestranze tecniche e amministrative, i cronisti musicali, la città. È un licenziamento assimilabile a quello di Santanchè, Bartolozzi e Delmastro, alla cacciata dei capri espiatori dopo il referendum, all’eliminazione delle spine nel fianco verso il 2027 che sarà l’anno elettorale: “o la va o la spacca”. Tanto più che Venezia a maggio elegge il sindaco. Questa Beatrice Venezi comincia a farmi simpatia.

Caro Merlo, è di destra chiedere al Pd una posizione chiara e pubblica su quanto è accaduto a Milano alla Brigata ebraica nella manifestazione del 25 aprile? La segretaria del Pd è d’accordo sull’espulsione o la condanna? Un partito che vuole governare non dovrebbe nascondersi per paura di perdere consenso.

Vito Mangano, Roma

Sarebbe, al contrario, di sinistra condannare sia la presenza delle bandiere d’Israele sia l’espulsione dal corteo della Brigata ebraica, che in tanti anni di contestazioni non era mai avvenuta, sia la violenza degli insulti che sono arrivati a «siete solo saponette mancate». Questa intollerabile invettiva, ferocemente razzista, non era certamente uno slogan condiviso, ma avrebbe dovuto provocare una reazione forte e immediata tra chi manifestava. Invece di allontanare la Brigata ebraica bisognava denunziare e allontanare questi antisemiti che, evidentemente, si sentivano coperti, custoditi e sostenuti come gli ultras in curva. Il salto di qualità dell’antisemitismo non è compatibile con Bella ciao. E non lo è la cacciata di cittadini con la bandiera dell’Ucraina.

Caro Merlo, sono circondata da parenti e amici che la sanno lunga sul complotto che Trump ha organizzato “contro” Trump. C’è mai stato un attentato senza complotto?

Laura Traverso, Genova

No, mai. I grillini di Conte, che ora vogliono impadronirsi del Pd, sostenevano che l’11 settembre era stato organizzato dalla Cia e che il cancro era un’invenzione delle case farmaceutiche. Il cretino cognitivo si è sempre nutrito di complotti.

Caro Merlo, «apro il giornale e leggo che... c’è persino corruzione dove c’è lo sport». Citazione da “Mondo in mi 7a” di Celentano del 1966. Non sempre ho apprezzato Celentano predicatore, ma la profezia c’è: «Il capriccio di un capoccia ed il mondo in aria salterà / siamo stati noi a rovinare questo capolavoro sospeso nel cielo». Ah, l’arte.

Adriana Amadori

A me pare uno scemenzaio in rima: «Si rapina il lunedì, ci si ammazza gli altri dì».


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