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Giuli, una goffa parodia dell’Ovra. L’appello Parachini per Pannella

Alessandro Giuli 
Posta e risposta del 1° maggio 2026
2 minuti di lettura

Caro Merlo,gli ispettori che il ministro Giuli ha mandato alla Biennale di Buttafuoco più che Gogol mi hanno ricordato gli ispettori dei Provveditorati democristiani che negli anni cinquanta e sessanta intimidivano gli insegnanti come mio padre perché leggeva in classe il Galileo di Brecht o perché organizzava i cineforum proiettando i film neo realisti come “Ladri di biciclette” che — ricorda C’eravamo tanto amati? — “ci diffamavano di fronte al mondo”.

Egle Taurini — Trieste

A me sembra la parodia dell’Ovra — Viglianza e Repressione — un nuovo capitolo del grottesco meloniano che, in attesa del gran final, accompagna il cambio d’epoca annunziato dal referendum. Le dimissioni della giuria, l’annullamento dell’inaugurazione e le polemiche sui premi sono fisiologiche alla partecipazione dei paesi in guerra, inevitabili nella drammatica tregua, imposta dalla natura stessa della Biennale, ad aggressori e aggrediti. Si accompagnano però alla commedia degli ispettori di Giuli che sono inve…

Caro Merlo,gli ispettori che il ministro Giuli ha mandato alla Biennale di Buttafuoco più che Gogol mi hanno ricordato gli ispettori dei Provveditorati democristiani che negli anni cinquanta e sessanta intimidivano gli insegnanti come mio padre perché leggeva in classe il Galileo di Brecht o perché organizzava i cineforum proiettando i film neo realisti come “Ladri di biciclette” che — ricorda C’eravamo tanto amati? — “ci diffamavano di fronte al mondo”.

Egle Taurini — Trieste

A me sembra la parodia dell’Ovra — Viglianza e Repressione — un nuovo capitolo del grottesco meloniano che, in attesa del gran final, accompagna il cambio d’epoca annunziato dal referendum. Le dimissioni della giuria, l’annullamento dell’inaugurazione e le polemiche sui premi sono fisiologiche alla partecipazione dei paesi in guerra, inevitabili nella drammatica tregua, imposta dalla natura stessa della Biennale, ad aggressori e aggrediti. Si accompagnano però alla commedia degli ispettori di Giuli che sono invece la satira, anche se involontaria, della polizia politica, un goffo B-movie che imbarazza ormai lo stesso governo che pure l’aveva scatenato. Giuli-Tognazzi, con quel dettaglio grottesco ma vero degli stivaloni calzati “alla colonnello”, vuole fargliela pagare all’ex maestro, amato a destra e rispettato a sinistra: “mio fratello” lo chiamava. E ora invece con un rancore tormentoso e profondo pronunzia frasi da spaghetti western: “consegnerò lo scalpo di Pietrangelo a Zelensky”. Perciò ha mandato i 4 funzionari, guidati dal direttore — nientemeno — alla creatività, Angelo Piero Cappello, per aprire armadi in cerca di scheletri, per far volare i corvi e scippare la Biennale a Buttafuoco, affidarla a un commissario, riconsegnarla a Fazzolari. Nello stanzone delle Maschere di Ca’ Giustiniani queste maschere che smorfiano l’Ovra per due giorni hanno letto carte e interrogato impiegati, hanno cercato prove per incastrare non l’anti- meloniano, ma l’indisciplinato, non il dissidente ma il disobbediente, non il nemico ma l’amico jungeriano, il ribelle. Ovviamente non hanno trovato nulla, ma non è escluso che Giuli abbia fatto… pedinare Buttafuoco dal commissario Pupella e dall’ispettore Cucchiara travestiti da gondolieri con i baffi finti e gli occhiali neri.

Caro Merlo, Giorgetti l’ha detto chiaro: “un paese indebitato non è totalmente libero”. È stato molto lodato, ma non è una banalità?

Angelo Crivelli

Sì è una banalità, ma non esistono Paesi che non sono indebitati.

Caro Merlo, mi unisco all’appello per la targa Pannella a piazza Navona. Marco è stato per tanti di noi la coscienza buona della politica. Impietosa ma amichevole.

Marco Follini

A dieci anni dalla morte (il 16 maggio) Marco Pannella sta entrando nella toponomastica di tante città d’Italia, ma la targa a Piazza Navona, che è stata la piazza radicale, sarebbe “speciale”. Mirella Parachini, compagna di Pannella, ne ha parlato con l’assessore alla cultura Massimiliano Smeriglio “e lui stesso — racconta Mirella — mi ha suggerito di scrivere un appello al comune di Roma. L’ho fatto e le adesioni sono commoventi ed entusiastiche”. Per aderire: marcopannellapiazzanavona@

gmail.com.

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