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Il triste rincaro degli eBook. Tutto è “assolutamente yes”

Gigi D'Alessio (agf)

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Posta e risposta del 7 maggio 2026
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Caro Francesco, sono un’accanita lettrice e da alcuni anni ho smesso quasi del tutto di acquistare libri cartacei per sostituirli con la loro versione digitale. Viaggio molto all’estero, anche per lunghi periodi, ed è molto comodo avere sempre con me la mia biblioteca; inoltre il prezzo di un ebook era di solito molto inferiore al libro di carta. Ora non più. Ho prenotato Kolkhoz di Emmanuel Carrère. Il cartaceo costa €20,90, l’eBook €15,49. Ho lavorato nell’editoria per trent’anni e so quanto incidono i costi della carta, della stampa e della confezione, che non si devono sostenere per produrre un ebook. Mi sembra che in particolare Adelphi stia attuando una politica molto aggressiva (vedi il caso dei libri di Philip Roth editi da Einaudi, ritirati dal mercato e poi reimmessi da Adelphi). Vorrà dire che Kolkhoz aspetterà di essere letto. E poi ci si lamenta che in Italia si legge troppo poco e anche male.

Lia Righi — Scarlino (Grosseto)

È vero, c’è un rincaro degli eBook, che non h…

Caro Francesco, sono un’accanita lettrice e da alcuni anni ho smesso quasi del tutto di acquistare libri cartacei per sostituirli con la loro versione digitale. Viaggio molto all’estero, anche per lunghi periodi, ed è molto comodo avere sempre con me la mia biblioteca; inoltre il prezzo di un ebook era di solito molto inferiore al libro di carta. Ora non più. Ho prenotato Kolkhoz di Emmanuel Carrère. Il cartaceo costa €20,90, l’eBook €15,49. Ho lavorato nell’editoria per trent’anni e so quanto incidono i costi della carta, della stampa e della confezione, che non si devono sostenere per produrre un ebook. Mi sembra che in particolare Adelphi stia attuando una politica molto aggressiva (vedi il caso dei libri di Philip Roth editi da Einaudi, ritirati dal mercato e poi reimmessi da Adelphi). Vorrà dire che Kolkhoz aspetterà di essere letto. E poi ci si lamenta che in Italia si legge troppo poco e anche male.

Lia Righi — Scarlino (Grosseto)

È vero, c’è un rincaro degli eBook, che non hanno fatto i grandi numeri di vendite che gli editori si aspettavano. Forse per questo gli editori hanno cambiato politica, puntando sui profitti. E però tra i costi, lei trascura la distribuzione che, per la carta, è in mani italiane e per gli eBook in mani americane. Grosso modo un eBook costa il 20/25 per cento in meno. Sarebbe bello se il Salone di Torino, accanto ai temi politici, riuscisse a lanciare un grande dibattito nazionale sul prezzo dei libri coinvolgendo magari il ministro Giuli, che non andando alla Biennale, ha più tempo libero.

Carlo Merlo, leggiamo increduli, famiglia e affini, che per venire incontro all’esasperazione dei telespettatori si ridurrà la durata dei programmi cosiddetti serali ormai divenuti notturni, tipo vedere il primo tempo del film oggi e il secondo la prossima settimana. Urge una parola che ci spieghi lo strapotere del trash che detta le regole delle nostre vite.

Anna Perrone Capano — Morlupo

Trovo molto significativa la malinconica confessione di Francesco Guccini, uno dei nostri artisti più amati, che esce raramente da casa e, non potendo più leggere, guarda molta televisione “anche programmi che potrei definire spazzatura come ‘Temptation Island’o il ‘Grande Fratello”. Conosco tanti come lui, costretti dall’età e dalla malattia a rifugiarsi per disperazione nella televisione, che prima guardavano pochissimo, tranne il cinema delle piattaforme che sta sostituendo la sala. È trash? La tv è ormai diventata un oggetto d’antiquariato, un conforto da ospizio. Conosco una vecchia signora che con la televisione ci parla, come faceva mia nonna.

Caro Merlo, nella pubblicità di una società di autonoleggio con Gigi D’Alessio, ho sentito dire “assolutamente yes”. Anche giustificando l’espressione nel contesto dello spot, viene diffusa una pericolosa variazione al già inascoltabile “assolutamente sì”.

Calogero Barranco – Bellano (Lecco)

È vero, ma è una variazione ironica che si fa beffe, sbertuccia l’“assolutamente sì” che ha infestato il linguaggio e che ovviamente abbiamo ghigliottinato. Perciò ci piace l’“assolutamente yes” di Gigi D’Alessio: tutto è assolutamente yes.

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