Caro Merlo, mi sembra che sia “sfuggita” la notizia che la casa di Galileo sulla esclusiva Costa San Giorgio a Firenze è stata messa in vendita per 12 milioni e mezzo dall’attuale proprietario americano. Vi si trova accanto la famosa “torre” dalla quale Galileo era solito guardare le stelle con il suo cannocchiale. Vi sono salito anch’io grazie alla mia cara compagna di classe al Tasso di Roma, la nota architetta Patrizia Pietrogrande che vi abitava. Quell’emozione sarà negata ai comuni mortali se, come si prevede, la dimora diverrà un albergo di lusso. Non potrebbe diventare un museo, un luogo di incontri scientifici?
Luciano Mecacci
Tutti però si battono per il Teatro delle Vittorie. Ecco, caro professor Mecacci, “a che punto è la notte”.
Caro Merlo, il ministro Nordio querela Bianca Berlinguer (e Mediaset, il suo editore) e il ministro Piantedosi querela Dagospia. A me non sembra normale che i ministri querelino i giornalisti. Si sono mossi di concerto?
Lucia Tamburini — Pesaro
No…
Caro Merlo, mi sembra che sia “sfuggita” la notizia che la casa di Galileo sulla esclusiva Costa San Giorgio a Firenze è stata messa in vendita per 12 milioni e mezzo dall’attuale proprietario americano. Vi si trova accanto la famosa “torre” dalla quale Galileo era solito guardare le stelle con il suo cannocchiale. Vi sono salito anch’io grazie alla mia cara compagna di classe al Tasso di Roma, la nota architetta Patrizia Pietrogrande che vi abitava. Quell’emozione sarà negata ai comuni mortali se, come si prevede, la dimora diverrà un albergo di lusso. Non potrebbe diventare un museo, un luogo di incontri scientifici?
Luciano Mecacci
Tutti però si battono per il Teatro delle Vittorie. Ecco, caro professor Mecacci, “a che punto è la notte”.
Caro Merlo, il ministro Nordio querela Bianca Berlinguer (e Mediaset, il suo editore) e il ministro Piantedosi querela Dagospia. A me non sembra normale che i ministri querelino i giornalisti. Si sono mossi di concerto?
Lucia Tamburini — Pesaro
Non so se si sono mossi di concerto, ma sicuramente in armonia con Meloni e Fazzolari. E non per lavare le offese che i tempi lunghissimi della giustizia renderanno, comunque, meno brucianti. Ma perché “la guerra giudiziaria”, direbbe von Clausewitz, “è la continuazione della politica con altri mezzi”. Oltre che colpirne uno per educarne cento, Nordio, che rappresenta il governo, conferma e rilancia infatti l’ostilità di Giorgia Meloni contro Marina Berlusconi (Mediaset) e alimenta la dietrologia su Forza Italia che gli eredi del Cav. starebbero lentamente allontanando dal centrodestra. Così Piantedosi non querela tutti i giornalisti che si sono occupati (chi non l’ha fatto?) degli inquinamenti istituzionali e degli effetti collaterali della sua relazione con Claudia Conte. Il ministro innamorato querela solo Dagospia, che in Italia è il cane sciolto del gossip, trattato come l’Hush-Hush di Sid Hudgens (Danny De Vito), il Confidential degli scoop hollywoodiani. Tutti sappiamo che Giorgia Meloni non lo sopporta, non perdona il nostro Danny De Vito.
Merlo chiama, Balanzone risponde. L’italiano utilizza molto spesso delle doppie derivazioni, la seconda peggiorativa: così un fatto folclorico è cultura popolare, uno folcloristico è roba per turisti. Più simile al caso, arcaismo è un attardamento culturale, arcaicismo è un vezzo, una moda... Nel caso, anglismo sa più di importazione dal made in England, anglicismo di sola imitazione. Sono sfumature, certo e magari opinioni... ma la questione l’hai sollevata tu!
Carlo Alfieri
Non ho sollevato ma evitato con sufficienza la questione, scrivendo che “contro gli anglismi (o anglicismi? ecco una disputa per i Balanzone) si può usare l’ironia ma non la pedanteria”. Appunto.
Caro Merlo, c’è una ghigliottina che non può rifiutarmi: “compatibilmente”. È la risposta, sempre più diffusa, al “come stai”? C’è chi dice “bene, compatibilmente”, ma più spesso solo “compatibilmente”.
Luigi D’Ambrosio
È un vago, dolente rimando a tutti i mali del mondo, portato sulle proprie spalle, come il titano Atlante.