Caro Merlo, non crede che si stia sottovalutando il fenomeno dei giovani di estrema destra che a Roma, Bologna, Milano, Catanzaro, la sera bastonano i senzatetto e gli immigrati, «esseri inferiori da spazzare via»?
Matilde Piazza, Roma
Non lo so, è vero che crescono di numero e aumenta la violenza dei raid di giovani di estrema destra che la sera, armati di spranghe, coltelli e bastoni aggrediscono i rom, gli immigrati, si lanciano nella caccia al nero. La Digos che li ha identificati e arrestati ha sequestrato il solito armamentario, copie del Mein Kampf, volantini antisemiti con le svastiche… Non so se è un salto di qualità dall’innocua fascisteria del saluto romano e degli slogan alle squadracce organizzate dei tirapugni e dei manganelli. Temo che una sottocultura razzista si stia contagiando da Nord a Sud più dell’Hantavirus.
Caro Merlo, sul caso Garlasco l’impronta 33, avvolta per anni da un affascinante mistero, è ormai diventata non solo una traccia, ma la filosofia investigati…
Caro Merlo, non crede che si stia sottovalutando il fenomeno dei giovani di estrema destra che a Roma, Bologna, Milano, Catanzaro, la sera bastonano i senzatetto e gli immigrati, «esseri inferiori da spazzare via»?
Matilde Piazza, Roma
Non lo so, è vero che crescono di numero e aumenta la violenza dei raid di giovani di estrema destra che la sera, armati di spranghe, coltelli e bastoni aggrediscono i rom, gli immigrati, si lanciano nella caccia al nero. La Digos che li ha identificati e arrestati ha sequestrato il solito armamentario, copie del Mein Kampf, volantini antisemiti con le svastiche… Non so se è un salto di qualità dall’innocua fascisteria del saluto romano e degli slogan alle squadracce organizzate dei tirapugni e dei manganelli. Temo che una sottocultura razzista si stia contagiando da Nord a Sud più dell’Hantavirus.
Caro Merlo, sul caso Garlasco l’impronta 33, avvolta per anni da un affascinante mistero, è ormai diventata non solo una traccia, ma la filosofia investigativa della minuzia. E la minuzia, si sa, ha un irresistibile vantaggio: non manca mai. Una frase detta male, una telefonata dimenticata, uno scontrino sopravvissuto al tempo, uno strano foglietto gettato via invece che fatto a pezzetti, un gesto reinterpretato anni dopo, un frammento genetico minuscolo ma enigmatico: tutto diventa minuzia investigabile. Ogni dettaglio sembra chiedere di essere promosso a indizio. Ogni incongruenza pare reclamare un colpevole.
Italo Di Paolo, Roma
Le sue argute riflessioni vanno ben al di là del “caso Garlasco” e suggeriscono un aggiornamento del codice di procedura penale. Il legislatore potrebbe inserire il comma 3 all’art. 192 dedicandolo espressamente al principio della minuzia investigativa: «il dettaglio minuscolo, ove sufficientemente ripetuto, acquista autonoma valenza probatoria». Con l’onorata adesione dei tanti Davigo, Ingroia, Woodcock, De Magistris, Scarpinato… e, dis-honoris causa, Marco Travaglio.
Caro Merlo, il governatore delle Canarie, Fernando Clavijo, applicando il buon senso, temeva che i topi potessero lasciare la nave del focolaio di Hantavirus e raggiungere la riva a nuoto. Ma la ministra della Sanità gli ha risposto dando inizio a una triste presa in giro perché Clavijo non sa che i topi dalla coda lunga della Patagonia non sanno nuotare. Ma perché avrebbe dovuto saperlo?
Estella Damerini, Roma
Anch’io come Fernando Clavijo ho sempre visto i topi nuotare e il proverbio dice che quando la nave affonda i topi scappano: come potrebbero se non sapessero nuotare? Voglio dire che lei ha ragione: non c’è niente da ridere.
Caro Merlo, propongo la ghigliottina a “grazie a te”, ormai pronunciata con automatismo riflesso, indipendentemente dal contesto e dalla logica.
Antonio Barbizzi, Ascoli Piceno
“Grazie a te”, non è un tic linguistico né una frase fatta. Come “figurati”, “di nulla”, “ci mancherebbe”, è una formula di cortesia che appartiene, insieme a “buongiorno”, “buonasera”, “come stai?”… al lessico della buona educazione. Ghigliottina negata.