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La verità dei “miracoli” siciliani. Scuola, misuratori di pregiudizi

(reuters)

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Posta e risposta del 14 maggio 2026
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Caro Merlo, tra qualche giorno arrivano amici dalla Sicilia e ho scritto una lettera alla mia “sorellina” dicendole: “non portarmi quei tuoi dolci da sturbo e i formaggi e i salumi... niente, hai capito, niente”. Ecco la risposta: “Avevo pensato al pomodorino datterino, direttamente dal nostro orto, alla mozzarella di bufala nicosiana… abbiamo le fragole profumatissime di Maletto, albicocche che sanno di albicocche, meloncini di Pachino, melanzane violette da cucinare in tutti i modi… cipolla rossa di Giarratana, mele profumate dell’Etna e, se mi posso permettere, mandorle e noccioline tostate da consumare con parsimonia, e poi limoni e arance, i piselli che chiamiamo “mezza luna” e le tue amate favette”. So che non c’entra con la sua rubrica: mi piaceva l’idea che leggesse e sentisse il profumo di questi “miracoli” siciliani. In tempi di precotti e di predigeriti è una bella zattera di salvezza.

Andreina de Tomassi

Vedo nei presunti miracoli alimentari ma anche nella specialità di ci…

Caro Merlo, tra qualche giorno arrivano amici dalla Sicilia e ho scritto una lettera alla mia “sorellina” dicendole: “non portarmi quei tuoi dolci da sturbo e i formaggi e i salumi... niente, hai capito, niente”. Ecco la risposta: “Avevo pensato al pomodorino datterino, direttamente dal nostro orto, alla mozzarella di bufala nicosiana… abbiamo le fragole profumatissime di Maletto, albicocche che sanno di albicocche, meloncini di Pachino, melanzane violette da cucinare in tutti i modi… cipolla rossa di Giarratana, mele profumate dell’Etna e, se mi posso permettere, mandorle e noccioline tostate da consumare con parsimonia, e poi limoni e arance, i piselli che chiamiamo “mezza luna” e le tue amate favette”. So che non c’entra con la sua rubrica: mi piaceva l’idea che leggesse e sentisse il profumo di questi “miracoli” siciliani. In tempi di precotti e di predigeriti è una bella zattera di salvezza.

Andreina de Tomassi

Vedo nei presunti miracoli alimentari ma anche nella specialità di cielo, mare e sole, una simpatia risarcitoria per la nostra povera Sicilia, per la sua criminalità feroce, per la politica parassitaria e irredimibile della “casta con le sarde”, con le strade più scassate e sporche d’Italia, i trasporti extraurbani pazzi o inesistenti, i porti interrati e caotici, le aree industriali abbandonate, le città coperte di rifiuti, gli scandali, la ferraglia del ferry boat come destino… Mi creda, meglio non ridurre i siciliani a carciofi confusi di Raddusa.

Caro Merlo, ho sentito Franco Cardini dire che i Maga sono feccia che “guarda la tv mangiando noccioline e bevendo birra”, che Rubio è figlio del capitalismo di rapina di Cuba buttato a mare dal castrismo. “Dovrei dire che oggi in America c’è il Medioevo ma siccome ho un grande rispetto di quel periodo non lo dico. In America c’è oscurantismo venato da fanatismo religioso”. Perché sono così pochi a destra come Cardini?

Piero Orrú

Franco Cardini è un’eccellenza della cultura italiana, una specie rara — non si illuda, caro Orrù — anche a sinistra.

Caro Merlo, la cultura di destra... è un ossimoro?

Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)

No.

Caro Merlo, con l’eccezione di qualche area geografica, gli ultimi test Invalsi hanno confermato il balbettio degli studenti in materie fondamentali quali italiano e matematica. Saltata, dunque, ogni cerniera per un dialogo intergenerazionale, questo inarrestabile arretramento cognitivo non costituisce, forse, un attentato disarmato e disarmante all’unità di questo popolo, già di per sé storicamente frastagliata?

Stefano Calice — Rionero in Vulture (Potenza)

Non credo all’arretramento cognitivo. I somari ci sono sempre stati e non è vero che oggi ci sono solo somari. Anche la deprecatio temporum c’è sempre stata. Ma solo oggi il professor Aristogitone di Arbore, dopo “quarant’anni di insegnamento”, è diventato ministro e si è armato di presunti misuratori dell’inadeguatezza che accarezzano tutti i pregiudizi. Rimarrebbe da misurare l’inadeguatezza di chi misura l’inadeguatezza.

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