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Su Ben-Gvir dal cielo, come fece Emma. Pazzo a sinistra, mezzo pazzo a destra

Salim El Koudri bloccato a terra dopo l'aggressione a Modena (Instagram)

 

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Posta e risposta del 21 maggio 2026
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Caro Merlo, Emma Bonino nel 1995, come commissaria europea (è stata l’unica decisione di Berlusconi che ho apprezzato) si calò da un elicottero nel Mediterraneo per ispezionare un peschereccio. Perché nessun commissario si cala da un elicottero per evitare le azioni illegali dell’esercito israeliano?

Letizia Cosentino - Urbino

Provi a immaginare l’attuale commissario italiano, il buon Raffaele Fitto che, alla maniera di Emma Bonino, si cala con un elicottero dell’Unione Europea sulla nave-prigione di Israele e affronta a muso duro questo orribile ministro Ben-Gvir, che è una via di mezzo tra il capitan Uncino e il pirata Salomone di Carosello quello che “un macello faccio; li possiamo torturare?”.

Caro Merlo, perché la stampa di destra vuole a tutti i costi che lo stragista Salim El Koudri sia un terrorista islamista e non un pazzo? Non sarebbe meglio aspettare i risultati delle indagini, anche mediche, invece di giudicare la sua capacità di intendere e di volere con la propria linea …

Caro Merlo, Emma Bonino nel 1995, come commissaria europea (è stata l’unica decisione di Berlusconi che ho apprezzato) si calò da un elicottero nel Mediterraneo per ispezionare un peschereccio. Perché nessun commissario si cala da un elicottero per evitare le azioni illegali dell’esercito israeliano?

Letizia Cosentino - Urbino

Provi a immaginare l’attuale commissario italiano, il buon Raffaele Fitto che, alla maniera di Emma Bonino, si cala con un elicottero dell’Unione Europea sulla nave-prigione di Israele e affronta a muso duro questo orribile ministro Ben-Gvir, che è una via di mezzo tra il capitan Uncino e il pirata Salomone di Carosello quello che “un macello faccio; li possiamo torturare?”.

Caro Merlo, perché la stampa di destra vuole a tutti i costi che lo stragista Salim El Koudri sia un terrorista islamista e non un pazzo? Non sarebbe meglio aspettare i risultati delle indagini, anche mediche, invece di giudicare la sua capacità di intendere e di volere con la propria linea politica verso i migranti di seconda generazione?

Silvana Bartoli — Firenze

Non c’è tragedia che in Italia non riveli anche una faccia di commedia: impazza la psico-banalisi con l’idea grottesca che Salim El Koudri per la sinistra sia pazzo e per la destra mezzo pazzo.

Caro Merlo, Putin, sempre più suddito del gigante cinese, sta perdendo la scellerata guerra d’aggressione contro l’Ucraina. Per paura degli attentati ha ridimensionato la parata del 9 maggio e vive rintanato nei bunker. E intanto i russi ritirano dalle banche i loro risparmi. Non dico che dovremmo festeggiare ma la vittoria di Zelensky è anche nostra, dell’Europa.

Elio Moretti — Perugia

Meglio restare prudenti. Proprio perché si sente sconfitto in una guerra che è diventata “eterna”, Putin potrebbe trascinare il mondo in nuovi terribili “rilanci”, persino irreparabili. Ma almeno un dolente pensiero lo dedichiamo alle “bestioline” italiane che si misero sotto la sua coda quando la tigre feroce sembrava vincente. Nessun altro paese dell’Occidente ha esibito così tanti giornali, televisioni, conduttori di talk show, comici, professori che, sprezzanti, “comprendevano” le ragioni di Putin e da anni deridono la nostra solidarietà — “perdente” ripetevano — verso la resistenza dell’Ucraina. Senza pudore, hanno chiamato questa solidarietà mainstream, regime e pensiero unico antirussi. Nell’Italia, che è ancora terreno di caccia della Zacharova e della propaganda russa contro la Nato e l’Europa, si sono convertiti al “pacifismo” putiniano anche due leader di partito, Conte e Salvini, le due facce del populismo italiano filorusso ben diverso dal pacifismo in buona fede di “mettete dei fiori nei vostri cannoni” che sopravvive a sinistra. Rileggiamo, in loro onore, anzi disonore, Svejck nella Seconda guerra mondiale di Brecht: “Più di una bestiolina sarebbe fin troppo felice se riuscisse a leccare il culo a una tigre. Lì, sotto la coda, starebbe relativamente al sicuro; ma è difficile arrivarci”.

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