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Com’è strano Mattarella in Ferrari. Il Papa, molto più che anti Trump

Papa Leone XIV (ansa)

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Posta e risposta del 27 maggio 2026
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Caro Merlo, John Elkann ha presentato la nuova Ferrari Luce a Mattarella. Il video, con il presidente al posto di guida, ci ha colpito: il ferrarista può essere mattarelliano?

Emanuela Ferrari (ma non faccio parte della scuderia) — Modena

Il presidente Mattarella non deve somigliare alle eccellenze che di volta volta onora e che lo omaggiano, e anzi nel contrasto c’è quasi sempre un tocco di festosa ma stralunata allegria popolare, si tratti dell’”italo-pusterese” Sinner che lo chiama “signor Mattarella” o di Valentino Rossi che gli dà una pacca sulle spalle. È vero però che in questo video l’estetica è incompatibile, se si escludono i capelli del presidente che, stando accanto ai pensieri, hanno l’aerodinamica della Ferrari e, allisciati all’indietro, fendono ma non offendono l’aria, e fermano i venti della politica. Per il resto il video è una simulazione perché Mattarella non ha il fisico del ruolo del bolidista, non indossa neppure un accessorio come gli occhiali a goccia fumé, i…

Caro Merlo, John Elkann ha presentato la nuova Ferrari Luce a Mattarella. Il video, con il presidente al posto di guida, ci ha colpito: il ferrarista può essere mattarelliano?

Emanuela Ferrari (ma non faccio parte della scuderia) — Modena

Il presidente Mattarella non deve somigliare alle eccellenze che di volta volta onora e che lo omaggiano, e anzi nel contrasto c’è quasi sempre un tocco di festosa ma stralunata allegria popolare, si tratti dell’”italo-pusterese” Sinner che lo chiama “signor Mattarella” o di Valentino Rossi che gli dà una pacca sulle spalle. È vero però che in questo video l’estetica è incompatibile, se si escludono i capelli del presidente che, stando accanto ai pensieri, hanno l’aerodinamica della Ferrari e, allisciati all’indietro, fendono ma non offendono l’aria, e fermano i venti della politica. Per il resto il video è una simulazione perché Mattarella non ha il fisico del ruolo del bolidista, non indossa neppure un accessorio come gli occhiali a goccia fumé, i mocassini senza calze, la polo Fay, un avana a siluro, spento e masticato; e non ha la panza dell’oligarca russo. Il video è anche un’incompiuta perché, mannaggia, non l’ha messa in moto e non si è fatto un giro, unendo, per una volta, le due Italie inconciliabili, quella della furia e quella della riflessione.

Caro Merlo, la prima enciclica del Papa è sull’IA e forse non è un caso che Prevost sia laureato in matematica. Alla presentazione in Vaticano è stato invitato uno dei fondatori diAnthropic-Claude, Christopher Olah, e forse non è un caso che quest’azienda non abbia concesso al Pentagono l’utilizzo dei modelli per la sorveglianza di massa e i sistemi d’arma completamente autonomi (killer robot). La Chiesa cattolica, nel preoccuparsi dello sviluppo (distorto) dell’IA, vuole avere nel XXI secolo un ruolo più politico e Leone XIV è il vero e più efficace oppositore di quest’America trumpiana?

Vito Mangano — Roma

Capisco anch’io che, non essendoci ancora un leader anti Trump, il Papa americano possa sembrare, soltanto per supplenza, “il vero e più efficace oppositore di quest’ America trumpiana”. Escludo però che il Papa matematico voglia “disarmare l’intelligenza artificiale”, per sostituire Trump con un presidente (più) democratico. Poiché, inoltre, non somiglia al sacerdote don Conti, mio insegnante di matematica al liceo, che pretendeva di dimostrare l’esistenza di Dio con un’equazione, sono sicuro che scrivendo Magnifica Humanitas, che sembra il nome di una casa di cura, più che “l’abbaiare” di Trump avesse in mente le sofferenze di Galileo, il pacifismo antimilitarista di Einstein, i rimpianti di Oppenheimer che nel 1946, nel famoso discorso di Pittsburgh, chiese, e proprio alle nazioni che ne avevano fatto un programma, «l’eliminazione delle armi atomiche dagli arsenali di tutto il mondo». Probabilmente infine nei rapporti tra scienza e fede pensava più a Ratzinger che Francesco.

Caro Merlo, quando smetteremo di meravigliarci dei sondaggi che sbagliano le previsioni?

Manuele Oliveri — Genova

I sondaggi non sono attendibili mai. Anche quando indovinano non è per scienza. Qui lo diciamo dai tempi in cui Berlusconi, per primo, li addomesticò: i sondaggi sono campagna elettorale e assecondano il committente.

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