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Putin, la commedia si fa tragedia. Genocidio e le ragioni di Erri De Luca

L'attrice Lupita Nyong'o (afp)

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Posta e risposta di domenica 31 maggio 2026
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Caro Merlo, benché il suo Paese stia precipitando in una crisi finanziaria che impone robusti tagli alla spesa pubblica, Vladimir Putin ha deciso di stanziare 26 miliardi di dollari per ricerche con l’obiettivo, come si sa, di allungare la (sua) vita fino a 150 anni. L’ingente somma verrà affidata alla ricercatrice Maria Vorontsova e al fisico Mikhail Kovalchuk, la prima figlia del presidente russo e il secondo fratello di un potente oligarca. I due “geni” si dedicheranno in particolare a “coltivare” maialini geneticamente modificati da cui prelevare organi di ricambio per gli umani più attempati, in primis, appunto per l’inquilino del Cremlino che comincia ad avere una certa età e a preoccuparsene. Forse tra qualche anno potremo dire senza tema di smentita che Putin è un po’ porco?

Mirella Serri

Nel dicembre del 2025 fu Putin a definire i leader europei «maialini». Tutte le parole da commedia, che a volte si adattano a Trump, con Putin suonano come parole di tragedia. Temo che l’impe…

Caro Merlo, benché il suo Paese stia precipitando in una crisi finanziaria che impone robusti tagli alla spesa pubblica, Vladimir Putin ha deciso di stanziare 26 miliardi di dollari per ricerche con l’obiettivo, come si sa, di allungare la (sua) vita fino a 150 anni. L’ingente somma verrà affidata alla ricercatrice Maria Vorontsova e al fisico Mikhail Kovalchuk, la prima figlia del presidente russo e il secondo fratello di un potente oligarca. I due “geni” si dedicheranno in particolare a “coltivare” maialini geneticamente modificati da cui prelevare organi di ricambio per gli umani più attempati, in primis, appunto per l’inquilino del Cremlino che comincia ad avere una certa età e a preoccuparsene. Forse tra qualche anno potremo dire senza tema di smentita che Putin è un po’ porco?

Mirella Serri

Nel dicembre del 2025 fu Putin a definire i leader europei «maialini». Tutte le parole da commedia, che a volte si adattano a Trump, con Putin suonano come parole di tragedia. Temo che l’imperialismo paranoico di Putin non sia stato ancora percepito in tutta la sua pericolosità.

Caro Francesco, il clamore mediatico per le esternazioni di Erri De Luca sulle parole sionismo e genocidio dal punto di vista più che altro filologico e etimologico mi hanno portato a rileggere la sua intervista allo scrittore nel 2014 in occasione del processo per istigazione a delinquere, che lo vedeva accusato di incitare il sabotaggio della Tav in Val di Susa. Alla fine fu assolto perché i giudici stabilirono che teorizzare il sabotaggio rientra nei limiti della libertà di espressione. Certo, il terreno è scivoloso, ma anche il caso di questi giorni rientra nella libertà espressiva, o no?

Sara Prando, Milano

Sì certo, ma poi c’è il merito. In quel caso Erri De Luca esprimeva, attraverso di me, le sue idee sulla Tav che io non condividevo. Adesso ha espresso idee, in particolare sull’uso sbagliato e controproducente della parola «genocidio» per spiegare l’abominio di Gaza, che insieme ad altri, pure io, come ho scritto tante volte, condivido. Senza baldanza, senza sottovalutare e giustificare il mattatoio di Gaza, e indisponibile alla rissa.

Caro Merlo, Elena «dalle braccia bianche», come detto nell’Odissea, avrà il volto di Lupita Nyong’o che ha confessato candidamente (ci risiamo con il bianco) di non aver mai saputo prima che esistesse l’Odissea, pur essendo laureata a Yale. Francesco Meli, che alla Scala interpreterà Otello, il Moro di Venezia, non sarà truccato di nero, ha detto il sovrintendente. Se è vero che Lupita incarna semplicemente la bellezza, Meli cosa incarna? La voce da tenore?

Attilia Giuliani

Sono opere e vicende artistiche diverse che spero accendano il dibattito, non dei soli(ti) melomani, però. Io qui mi limito a Lupita Nyong’o che, al di là delle pedanterie filologiche sulle «braccia chiare» in Omero, aggiorna il mito della bellezza moderna che arma il mondo. Lupita, africana, messicana e statunitense, è la Elena regina di una nobiltà meticcia che in Italia è ancora confinata nei vialoni della notte, ma è, ci suggerisce Nolan, il futuro della bellezza.


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