Caro Merlo anche il marito/figlio della vecchia è vecchio. Talvolta i vecchi vecchi diventano egoisti e non se ne accorgono.
Bruno Lanzara
È vero, la vecchiaia e la malattia giustificano le debolezze, ma non assolvono e non redimono.
Caro Merlo, al signor ex detenuto Alessio che vorrebbe tornare in carcere per cinque minuti e liquidare con le sue mani il carnefice della piccola Beatrice, dico che io, che detenuta non sono stata mai, verrei con lui ad aiutarlo. So bene che la giustizia è un’altra cosa, ma in casi efferati come questo sono favorevole alla pena di morte e non per scoraggiare altri criminali — anch’io, come lei, non credo, alla deterrenza — ma perché il delitto è troppo feroce, inumano, inclassificabile e nessuna punizione è adeguata. E non mi parli di rieducare, nelle carceri italiane, un mostro così.
Matilde Garavaglia — Roma
So che ci sono cose che non si fanno, ma che tutti qualche volta vorremmo fare diventando, come nei film di Clint Eastwood, una volta sino in fon…
Caro Merlo anche il marito/figlio della vecchia è vecchio. Talvolta i vecchi vecchi diventano egoisti e non se ne accorgono.
Bruno Lanzara
È vero, la vecchiaia e la malattia giustificano le debolezze, ma non assolvono e non redimono.
Caro Merlo, al signor ex detenuto Alessio che vorrebbe tornare in carcere per cinque minuti e liquidare con le sue mani il carnefice della piccola Beatrice, dico che io, che detenuta non sono stata mai, verrei con lui ad aiutarlo. So bene che la giustizia è un’altra cosa, ma in casi efferati come questo sono favorevole alla pena di morte e non per scoraggiare altri criminali — anch’io, come lei, non credo, alla deterrenza — ma perché il delitto è troppo feroce, inumano, inclassificabile e nessuna punizione è adeguata. E non mi parli di rieducare, nelle carceri italiane, un mostro così.
Matilde Garavaglia — Roma
So che ci sono cose che non si fanno, ma che tutti qualche volta vorremmo fare diventando, come nei film di Clint Eastwood, una volta sino in fondo, carogne per bene. Sono pulsioni alle quali bisogna resistere perché i mostri non esistono.
Caro Francesco, qualche giorno fa mi sono svegliato con in testa una domanda strana ma non troppo: sbaglio o le Brigate Rosse, animate da moltissime donne (a cominciare dalla co-fondatrice Mara Cagol, la bellissima Adriana Faranda) non hanno mai ferito o ucciso una donna?
Andrea Ferrario — Busto Arsizio (Va)
I brigatisti “storici” che lei cita, no. Ma i loro epigoni spararono a una dottoressa del carcere che rimase viva con una pallottola in testa. E per errore uccisero Iolanda Rizzi, al posto della sorella. E il 28 gennaio del 1983 si macchiarono di un orrendo crimine, che il giudice istruttore paragonò alle esecuzioni delle SS. Mite e innocentissima, Germana Stefanini, 57 anni, lavorava a Rebibbia dove si occupava dello smistamento dei pacchi e della coltivazione dell’orto. Fu processata, fotografata e uccisa da tre orribili delinquenti che, per imitare i loro maestri (quelli che nei film di Bellocchio sono pieni di ideali), fecero ritrovare il suo corpo nel bagagliaio di un’auto. A un certo punto del crudele interrogatorio (che fu ritrovato in un covo), Germana si mise a piangere: “Ve l’ho detta la mia vita, perché ve la dovete prendere con me?”. E il rivoluzionario: “Nun piagne, tanto non ce frega un cazzo!”. E ancora: “Te l’ho detto, nun piagne, nun me commuovi proprio”. A lei Giovanni Bianconi ha dedicato un bel libro intitolato “Una di noi”, edito da Treccani
Caro Merlo, finita la giornata mondiale dedicata all’Ambiente, ci sono gli altri appuntamenti delle Nazioni Unite: l’8 giugno dedicato agli Oceani, il 18 alla gastronomia sostenibile, il 21 è per lo yoga, il 23 per le vedove e il 30 per gli asteroidi. Aspettando il 31 agosto per la Giornata internazionale per le persone di discendenza africana, visto che l’Onu non ha meglio da fare, auspico la giornata per i narcisisti pericolosi, visto il proliferare della categoria.
Enrico Giovanni Michelin — Gorizia
Vorrei una giornata per i curatori della posta dei giornali, il cui protettore, ormai troppo fragile, è ancora san Pennino.