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Giuli, lo stile dei ministri estremisti. Berluscoteca e signore Vannacci

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Posta e risposta di mercoledì 10 giugno 2026
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Caro Merlo, la lettera di Attilia Giuliani pubblicata ieri mi indica tra quanti hanno lasciato il Pd. Non è vero. Sono e rimango nel partito che ho contribuito a fondare, l’unico nel quale ho militato e che costituisce il perno del centrosinistra.

Anna Ascani

Hasta la victoria siempre.


Caro Francesco, Tomaso Montanari si è dimesso dagli Uffizi denunziando le nomine meloniane di Giuli, alcune davvero imbarazzanti. Storico dell’arte competente e fiorentino come gli Uffizi, Montanari è politicamente agli antipodi di Giuli. Dunque, tenerselo sarebbe stata una figata. Perché Giuli, invece di dispiacersi, cita Togliatti per irriderlo? E poi fa l’elegante!

Ester Santagata,Firenze

Cara Ester, lei ha ragione su tutto e soprattutto sull’eleganza. C’è uno stile comune a tutti gli estremisti, che è oggi nel mondo il codice di troppi ministri. In nient’altro si somigliamo Pete Hegseth, Ben-Gvir e il buon Alessandro Giuli se non nell’enfasi del pensiero essenziale, nella sparata che può essere f…

Caro Merlo, la lettera di Attilia Giuliani pubblicata ieri mi indica tra quanti hanno lasciato il Pd. Non è vero. Sono e rimango nel partito che ho contribuito a fondare, l’unico nel quale ho militato e che costituisce il perno del centrosinistra.

Anna Ascani

Hasta la victoria siempre.


Caro Francesco, Tomaso Montanari si è dimesso dagli Uffizi denunziando le nomine meloniane di Giuli, alcune davvero imbarazzanti. Storico dell’arte competente e fiorentino come gli Uffizi, Montanari è politicamente agli antipodi di Giuli. Dunque, tenerselo sarebbe stata una figata. Perché Giuli, invece di dispiacersi, cita Togliatti per irriderlo? E poi fa l’elegante!

Ester Santagata,Firenze

Cara Ester, lei ha ragione su tutto e soprattutto sull’eleganza. C’è uno stile comune a tutti gli estremisti, che è oggi nel mondo il codice di troppi ministri. In nient’altro si somigliamo Pete Hegseth, Ben-Gvir e il buon Alessandro Giuli se non nell’enfasi del pensiero essenziale, nella sparata che può essere feroce come il famoso «kill everybody» dell’americano, oppure parodistica dell’intelligenza come «il Paese dello Stivale è diventato il Paese delle ciabatte» dell’israeliano contro l’Italia , o ancora può essere una facezia addottrinata – «Montanari se n’è ghiuto, e soli ci ha lasciato» – che invece di un sofferto, ministeriale “mi dispiace, vado avanti” liquida il dimissionario con una raffica di infantilismi da militante: «esimio», «al di sotto di ogni sospetto», «incompresa caratura intellettuale». Prima che nel merito, lo stile di Giuli dà ragione a Montanari. Sembra un’appendice al mirabile Stili dell’estremismo che Alfonso Berardinelli scrisse nel 2001 (Editori riuniti).


Caro Merlo, forse perché vengo da tempi in cui quando si andava a scuola col tram non ci si salvava dalle mani sul sedere, ma mi infastidiscono sempre più le storie di tentativi di abusi sessuali (parlando di quelli presunti, gonfiati, strumentalizzati, psicoanalizzati, vippizzati). Cominciò col “Me Too”, che uno diceva vabbè vediamo. Abbiamo visto, le mani sul sedere si mettono forse di meno ma solo perché le donne non sono più quelle degli anni ’50 e con gli ammazzamenti non c’entra niente, quelli sono fatti in famiglia. Il dubbio: c’è un Vannacci in me?

Anna Perrone Capano

Penso che, al contrario, ci siano in Vannacci le tante Anna Perrone Capano d’Italia. Il problema è lei, non lui.


Caro Merlo, nella grande mostra su Berlusconi che lei propone in risposta a Carmen Macchi ci farebbe ottima figura anche “ lo stalliere Mangano” .

Roberto Graziani, Firenze

Un abbonato, che si firma, chissà perché, “As__gdOtEGJ”, propone di chiamarla Berluscoteca. Vittorio Mangano avrebbe il suo spazio. Berlusconi lo definì eroe. È il solo che non lo ha mai tradito, un vero uomo d’onore che si è tenuto tutto nella panza, l’unico che lo ha protetto veramente ed è morto di cancro in galera, condannato per mafia e omicidio. Se avesse parlato contro Berlusconi sarebbe stato premiato con la liberazione. Non lo ha fatto.


Caro Merlo, davvero vuol ghigliottinare “riformista”?

Lina Leucci, Bergamo

È una parola che ha preso così tanti significati da non averne più. nessuno. 

 

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