Caro Merlo, con l’ennesimo colpo di scena, domenica Giuseppe Conte nella masseria di Vespa ha dichiarato che non è di sinistra. Dice che è progressista e radicale, ma non di sinistra. Io capisco che si spaventi che l’elettorato grillino di destra voti l’antipolitica di Vannacci o si astenga, ma lui, come leader e come uomo, non ci perde la faccia?
Andrea De Bardi — Padova
Quando ha detto “non sono di sinistra”, la mia reazione è stata: “ma va”. Conte perderebbe la faccia solo se smettesse di fare giravolte. Gli italiani sanno che non è mai stato un intero, ma sempre un “quasi”.
Caro Merlo, ho ascoltato tutti gli interventi online di Repubblica delle Idee, mentre pranzavo, passeggiavo, guardavo la tv, perfino in bagno. Ma la Schlein no, eppure la stimo, la lodo, ma forse manca nella sua dialettica quel qualcosa di personale che gli altri sanno tirar fuori, quella visione di Occhetto per cui ci si innamora.
Renzo Dall’Olio
A Bologna, intervistata da Mario Orfeo, Elly Schlein era in sp…
Caro Merlo, con l’ennesimo colpo di scena, domenica Giuseppe Conte nella masseria di Vespa ha dichiarato che non è di sinistra. Dice che è progressista e radicale, ma non di sinistra. Io capisco che si spaventi che l’elettorato grillino di destra voti l’antipolitica di Vannacci o si astenga, ma lui, come leader e come uomo, non ci perde la faccia?
Andrea De Bardi — Padova
Quando ha detto “non sono di sinistra”, la mia reazione è stata: “ma va”. Conte perderebbe la faccia solo se smettesse di fare giravolte. Gli italiani sanno che non è mai stato un intero, ma sempre un “quasi”.
Caro Merlo, ho ascoltato tutti gli interventi online di Repubblica delle Idee, mentre pranzavo, passeggiavo, guardavo la tv, perfino in bagno. Ma la Schlein no, eppure la stimo, la lodo, ma forse manca nella sua dialettica quel qualcosa di personale che gli altri sanno tirar fuori, quella visione di Occhetto per cui ci si innamora.
Renzo Dall’Olio
A Bologna, intervistata da Mario Orfeo, Elly Schlein era in splendida forma. Ha incassato l’appoggio di Prodi, al quale ha dedicato un colloquio privato di oltre di due ore, e anche quello di Occhetto al quale, immagino e spero, porterà la tessera del partito. Vedremo se riuscirà a fare innamorare anche i più riottosi come lei.
Caro Francesco, in un’intervista, Emilio Isgrò dice che i siciliani contrastano la paura con il pessimismo. Se è così, mi sento una siciliana doc.
Sara Prando — Milano
L’idea che siciliani si diventa fa parte di quella retorica sulla separatezza che ci renderebbe uguali, noi siciliani nel mondo, ma diversi da tutti gli altri abitanti della terra. Non è vero niente e io, per esempio, sono ottimista.
Caro Francesco, non ricordo chi e dove, ma ho sentito dire che nel ventennio si stava meglio perché c’erano meno fascisti di oggi!
Cav. Dott. Guido De Santis — Gussago (BS)
La battuta è divertente, ma quello era fascismo e questa fascisteria.
Caro Merlo, a proposito di “feccia”, nel 1944, i soldati della Repubblica sociale cantavano “Le donne non ci vogliono più bene/ perché portiamo la camicia nera./ Hanno detto che siamo da catene,/ hanno detto che siamo da galera”.
Ledo Stefanini — Mantova
Il vittimismo aggressivo, nelle sue varie forme, tragiche allora e comiche oggi, è l’album di famiglia, la sottocultura della destra che si dichiara sotto attacco, ricattata, aggredita, ridotta a “feccia” e dunque legittimata a reagire. Per Giorgia Meloni è stato una risorsa.
Caro Merlo, ho litigato con mia figlia, neo ingegnere ancora disoccupata che usa la parola “automotive” invece di industria dell’auto. Insegno italiano e le ho chiesto perché la usa e mi ha risposto: “mamma, non fare la vecchia”.
Anna Bacci — Firenze
Non ho nulla contro gli inglesismi, ma “automotive” è una parola più usata in italiano che in inglese dove è limitata al contesto del marketing. Trovo che il suo abuso sia molto irritante. Ghigliottina.