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Vannacci, il gioco dell’estate. Conte e i fischi di Bologna

Moise Kean 

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Posta e risposta del 18 giugno 2026
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Caro Merlo, mi convince e mi piace molto la sua classificazione di Vannacci come “gioco dell’estate” perché davvero a tavola e nei bar non si parla d’altro.

Elly Ricci — Roma

L’estate, che è la stagione delle zanzare e dei pensieri cattivi, è dominata dal “gioco del Vannacci”, un tormentone che si sta contagiando per imitazione e per emulazione. Gli italiani si accapigliano in pizzeria sulla validità dei sondaggi che si riproducono e si gonfiano come vizi e patologie sociali: c’è chi ci crede, chi non se la beve, e chi distingue. E intanto Vannacci diventa come i sassi gettati dai cavalcavia, come i pirati della strada, i barboni dati a fuoco, i coltelli in discoteca, il giallo di Garlasco. Il gioco del Vannacci è una sottocultura nazionale, un allegro tormentone d’orrore che, come qualsiasi altro refrain identitario, produce delle piccole variazioni che poco alla volta cambiano il Paese, come “A A Abbronzatissima”, “Vamos alla playa / todos col sombrero”, “Sento il mare dentro a una …

Caro Merlo, mi convince e mi piace molto la sua classificazione di Vannacci come “gioco dell’estate” perché davvero a tavola e nei bar non si parla d’altro.

Elly Ricci — Roma

L’estate, che è la stagione delle zanzare e dei pensieri cattivi, è dominata dal “gioco del Vannacci”, un tormentone che si sta contagiando per imitazione e per emulazione. Gli italiani si accapigliano in pizzeria sulla validità dei sondaggi che si riproducono e si gonfiano come vizi e patologie sociali: c’è chi ci crede, chi non se la beve, e chi distingue. E intanto Vannacci diventa come i sassi gettati dai cavalcavia, come i pirati della strada, i barboni dati a fuoco, i coltelli in discoteca, il giallo di Garlasco. Il gioco del Vannacci è una sottocultura nazionale, un allegro tormentone d’orrore che, come qualsiasi altro refrain identitario, produce delle piccole variazioni che poco alla volta cambiano il Paese, come “A A Abbronzatissima”, “Vamos alla playa / todos col sombrero”, “Sento il mare dentro a una conchiglia”, “Amore e Capoeira... /con me in una favela”. E forse perché quest’anno nessun musicarello è ancora riuscito a diventare il tormentone vincente, lo sciocchezzaio dell’estate non è una canzone, ma una premonizione politica che dà i brividi da spiaggia libera come lo scorso anno “Sesso e samba, la notte mi sbrana”: l’elezione di Vannacci dovunque, da Palazzo Chigi sino al Quirinale nel 2029: “Mi amore mi amore”.

Caro Merlo, condivido la visione critica nei confronti di Conte, ma non l’ostracismo a prescindere nei suoi confronti. Ero a Bologna a contestare la sua posizione sbilanciata, per motivi vari e anche oscuri, totalmente sulle posizioni del leader di riferimento Putin. Ma la politica è “sangue e merda” e chi meglio di Conte rappresenta e riassume questo concetto?

Giovanni Fangio — Bologna

Non credo che i fischi che Conte, incalzato da Stefano Cappellini, si è beccato a Bologna, stiano dentro il codice dello scontro tra i diavoli degli interessi, delle ideologie e dei sistemi di potere che Formica aveva felicemente riassunto in “sangue e merda”. Erano invece fischi, che garbatamente Cappellini da bravo padrone di casa ha represso, alla voglia di abbandonare Zelensky a un destino di sconfitto e, in nome di un finto pacifismo, legittimare l’aggressione russa che dal 24 febbraio del 2022 sta distruggendo l’Ucraina e mettendo a rischio l’Europa. La propaganda filoputinana che in Italia accomuna, in forme sempre meno diverse, Conte Salvini e Vannacci, sta fuori anche da quel codice di Formica, perché introduce un altro diavolo, quello del tradimento.

Caro Merlo, ho letto del furto in casa del calciatore Kean, mi spiace molto per lui. Io ho subito 3 furti con scasso in casa, ma mai le forze dell’ordine hanno svolto, come per Kean, rilievi per trovare tracce o acquisito i filmati delle videocamere per individuare gli autori. Cittadini di serie A e serie Z?

Salvatore De Gregorio — Tivoli (Roma)

Quando i ladri entrarono a casa mia non feci neanche la denunzia. Misi una serratura “antiscasso” che mi protegge meglio. A quale serie di cittadini appartengo?

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