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Rimpiangendo il referendum Segni. La morte della signora Khamenei

Michela Murgia

 

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Posta e risposta del 21 giugno 2026
2 minuti di lettura

Caro Merlo, ieri, a un lettore che proponeva di tornare al sistema delle preferenze, ricordavi il primo referendum Segni, nel 1991, che in gran parte aboliva quello che molti consideravano un deleterio mercato dei voti. Allora la gioiosa macchina referendaria di Mariotto portò alle urne la stragrande maggioranza degli italiani e a una vittoria

schiacciante dei “sì”. Fu una vera rivoluzione democratica, replicata nel 1993. Da allora

il quorum è diventato un’araba fenice, dove si sia ficcato nessun lo sa. Tu hai auspicato

un nuovo miracolo del referendum Segni. Non credi che gli italiani, sempre più delusi

dai partiti, affolleranno di nuovo i seggi referendari solo quando a chiamarli saranno personalità come Mariotto o Pannella? Non pensi che “Io sono Giorgia” conti sull’assenza di personaggi autonomi di quel calibro quando cerca di imporre, senza

confrontarsi, la sua legge elettorale? Speriamo in un prodigio…

Mirella Serri

Considero la lista bloccata, vale a dire i parlamentari nominat…

Caro Merlo, ieri, a un lettore che proponeva di tornare al sistema delle preferenze, ricordavi il primo referendum Segni, nel 1991, che in gran parte aboliva quello che molti consideravano un deleterio mercato dei voti. Allora la gioiosa macchina referendaria di Mariotto portò alle urne la stragrande maggioranza degli italiani e a una vittoria

schiacciante dei “sì”. Fu una vera rivoluzione democratica, replicata nel 1993. Da allora

il quorum è diventato un’araba fenice, dove si sia ficcato nessun lo sa. Tu hai auspicato

un nuovo miracolo del referendum Segni. Non credi che gli italiani, sempre più delusi

dai partiti, affolleranno di nuovo i seggi referendari solo quando a chiamarli saranno personalità come Mariotto o Pannella? Non pensi che “Io sono Giorgia” conti sull’assenza di personaggi autonomi di quel calibro quando cerca di imporre, senza

confrontarsi, la sua legge elettorale? Speriamo in un prodigio…

Mirella Serri

Considero la lista bloccata, vale a dire i parlamentari nominati dai segretari dei partiti, un orrore antidemocratico, peggiore delle preferenze, dalla cui degenerazione il referendum Segni ci liberò. Purtroppo nel 1999 fallì il referendum che ci avrebbe portato all’uninominale secco. Da allora nessuno ci ha riprovato perché l’orrendo sistema delle liste bloccate conviene a tutti i segretari che così mandano in Parlamento solo i loro fedelissimi yes-men. Non ho spiragli di ottimismo, non vedo nessun nuovo Segni all’orizzonte.

Caro Merlo, quando si parla di Mojtaba Khamenei ( Leader della Repubblica Islamica) si dice spesso che fu ferito quando suo padre ( Ali Khamenei) fu ucciso dagli americani con un bombardamento della loro residenza. Mai viene detto che fu uccisa anche sua moglie e uno dei suoi figli, sebbene forse questo spiegherebbe la sua intransigenza. Inoltre, immagini se Melania fosse uccisa in un attentato contro Trump. Tutti ne parlerebbero per sempre.

Letizia Cosentino — Urbino

È bello ma non è vero che “un hombre cualquiera es todos los hombres” (Borges). Ha invece ancora ragione Mao che ne sterminò milioni: ‘Tutti gli uomini muoiono, ma la morte di alcuni ha più peso del Monte Tai, e la morte di altri è più leggera di una piuma”.

Caro Merlo, questo Michele Mari, che ha insultato Michela Murgia, a me pare tristanzuolo. Ma lei che legge tutto sa perché è “strafavorito” al Premio Strega?

Federica Viganò — Milano

Prima che insultasse Michela Murgia, non sapevo nulla di Michele Mari.

Caro Merlo, avrò avuto dieci anni e inviai una lettera al Direttore. Ero andata a comprare qualcosa per mia madre, ma ero stata ignorata dalla fila con più adulti che mi passavano davanti. La lettera non uscì, ci rimasi male. Ma poi arrivò una busta con la scritta Repubblica (ho ancora quella lettera). La riposta di Scalfari era di due righe, ma belle chiare: “Chi pecora si fa il lupo se la mangia”. Ci rimasi male di nuovo ma fu una lezione di vita. Passa se puoi lo stesso messaggio alla presidente del Consiglio.

Veronica Chiesa

Eugenio aveva il carattere fermo che gli italiani non hanno. Le confesso che nelle file io spesso lascio correre.

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