Caro Merlo, anche Pupo, il cantante settantenne, alla fine ha fatto la maturità che ha dedicato a mamma e a papà che non ci sono più, e già che c’era ha anche risposto alla domanda su un suo eventuale futuro impegno politico: “Forse un giorno, se il generale Vannacci mi chiamasse gli risponderei”. Non è mai troppo tardi, Vannacci ci vuole tutti. E se chiamasse anche lei? Avremmo i tre tenori!
Federica Viganò — Milano
Lei è spiritosa ma ci prende, il carro dei vincitori è diventato virtuale. Una volta si diceva “mi voleva Strehler”, “ mi voleva Scalfari”, e ora “mi voleva Vannacci”. Così siamo ridotti.
Caro Merlo, Andy Burnham diventerà la nuova stella della sinistra europea, capace di farci sognare, noi italiani che siamo inguaribilmente “all’inglese”?
Egle Sottile — Vicenza
È facile cantare, a ogni nuova speranza inglese, “Here Comes the Sun”, qui arriva il sole. In opposizione al delirio americano, ai tentennamenti dell’Europa e alla “deriva Farage” che forse non è inarrestabile co…
Caro Merlo, anche Pupo, il cantante settantenne, alla fine ha fatto la maturità che ha dedicato a mamma e a papà che non ci sono più, e già che c’era ha anche risposto alla domanda su un suo eventuale futuro impegno politico: “Forse un giorno, se il generale Vannacci mi chiamasse gli risponderei”. Non è mai troppo tardi, Vannacci ci vuole tutti. E se chiamasse anche lei? Avremmo i tre tenori!
Federica Viganò — Milano
Lei è spiritosa ma ci prende, il carro dei vincitori è diventato virtuale. Una volta si diceva “mi voleva Strehler”, “ mi voleva Scalfari”, e ora “mi voleva Vannacci”. Così siamo ridotti.
Caro Merlo, Andy Burnham diventerà la nuova stella della sinistra europea, capace di farci sognare, noi italiani che siamo inguaribilmente “all’inglese”?
Egle Sottile — Vicenza
È facile cantare, a ogni nuova speranza inglese, “Here Comes the Sun”, qui arriva il sole. In opposizione al delirio americano, ai tentennamenti dell’Europa e alla “deriva Farage” che forse non è inarrestabile come sembrava, il mondo ha bisogno dell’Inghilterra, e l’Inghilterra ha bisogno di una nuova sbronza di democrazia. Sturmer esce di scena come un cane bastonato, ma non esce di scena la sinistra popolare, non ideologica, e di nuovo europeista e vincente che sta passando il testimone a Andy Burnham, eroe della snap election di Makerfield con la vittoria schiacciante sul candidato di Farage. Burnham, che da sindaco ha restituito a Manchester il suo storico ruolo di città modello della modernità, diventerà l’anti-Farage, l’ultima spiaggia della democrazia contro il populismo filorusso e antioccidentale, contro lo sfascio insomma, la fine del mito dell’isola della libertà. È vero che solo due anni fa anche Sturmer, che aveva stravinto le elezioni, fu salutato come un Mitterrand britannico, (“la force tranquille”, ricordate?) che tornava a proporre l’Inghilterra come il laboratorio dell’Occidente, lo scrigno dei suoi valori. E invece il Paese della democrazia maggioritaria ha continuato a dissiparsi e italianizzarsi come notava ieri mattina alla “Bbc radio” Nick Robinson, uno dei più influenti giornalisti britannici, intervistando Lord Gus O’Donnel, l’ex Cabinet Secretary di John Major, Tony Blair e Gordon Brown: “Siamo cresciuti — diceva Robinson — in un mondo in cui ridevamo dell’Italia perché aveva praticamente un primo ministro ogni anno. Siamo diventati la nuova Italia?” E O’ Donnel: “No, no, no, credo che noi siamo solo al settimo in dieci anni”. Mai quel che succede in Inghilterra ci aveva coinvolto così tanto.
Caro Merlo, la Fifa ha vietato ai giocatori di coprirsi la bocca in campo per insultare e sfuggire possibili sanzioni. Eppure oggi i politici si coprono la bocca. Ha mai visto Moro, Berlinguer, Craxi, Almirante comportarsi allo stesso modo? Dicono che dal labiale si potrebbe capire cosa si stanno dicendo; e anche se? Ognuno abbia il coraggio del proprio pensiero.
Daniele Frasca Polara
Giampaolo Pansa andava ai congressi di partito armato di penna e di binocolo non solo per decifrare il labiale, ma anche per rubare un’espressione, una smorfia, un fastidio. Con il binocolo ha scritto cronache memorabili che hanno cambiato il giornalismo italiano.