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Perché Mastella ci ha commosso. I calciatori e la coppia di fornitori

(ansa)

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Posta e risposta del 4 luglio 2026
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Caro Merlo, il dolore espresso da Mastella ci sorprende e nello stesso tempo ci porta a considerare la malattia quell’imprevisto che cambia la vita. Non ha importanza chi eri prima, famoso o no, padrone o suddito, ricco o povero, egoista o altruista: la malattia irrompere sulla scena creando scompiglio e smarrimento.

Renzo Dall’Olio

Perché ci ha commossi Clemente Mastella che, in fondo, come tanti altri e forse troppi, ha solo esibito la sua malattia? Forse perché la sua faccia buffa e la sua aria goffa non ci sembravano adatte al dramma, ma al melodramma. E invece adesso che sta male ci siamo accorti con meraviglia di volere bene alla maschera italiana che, a 79 anni, non finisce mai di rinascere. Mastella è la verità della democrazia italiana, pronta a festeggiare, con una nuova legge elettorale, il ritorno delle malfamate preferenze, con le quali Mastella si è identificato sfidando il cinismo dei giornalisti, che hanno fatto di lui un genere letterario pittoresco e vagamente razzis…

Caro Merlo, il dolore espresso da Mastella ci sorprende e nello stesso tempo ci porta a considerare la malattia quell’imprevisto che cambia la vita. Non ha importanza chi eri prima, famoso o no, padrone o suddito, ricco o povero, egoista o altruista: la malattia irrompere sulla scena creando scompiglio e smarrimento.

Renzo Dall’Olio

Perché ci ha commossi Clemente Mastella che, in fondo, come tanti altri e forse troppi, ha solo esibito la sua malattia? Forse perché la sua faccia buffa e la sua aria goffa non ci sembravano adatte al dramma, ma al melodramma. E invece adesso che sta male ci siamo accorti con meraviglia di volere bene alla maschera italiana che, a 79 anni, non finisce mai di rinascere. Mastella è la verità della democrazia italiana, pronta a festeggiare, con una nuova legge elettorale, il ritorno delle malfamate preferenze, con le quali Mastella si è identificato sfidando il cinismo dei giornalisti, che hanno fatto di lui un genere letterario pittoresco e vagamente razzista. Diciamolo allora che ci sentiamo in colpa per averlo deriso e mai preso sul serio. Eppure, ancor prima che nel 2017 Mastella venisse, dopo nove anni, limpidamente assolto — lui, la moglie che era stata persino arrestata, il consuocero … — , la democrazia delle preferenze lo aveva già risarcito nel 2016 con l’elezione a furor di popolo (62,8 per cento) a sindaco-re di Benevento — “la mia Itaca” — dove governa bene da dieci anni. Come ci riuscì? Con una faticosa campagna elettorale casa per casa, elettore per elettore, che è al tempo stesso comica e seria, fragile e solida come è appunto la democrazia delle preferenze. In un’intervista antologica a Carmelo Caruso, Mastella ha rivendicato magistralmente tutto questo: «Non solo non rinnego ma anzi esibisco il clientelismo. La raccomandazione al sud è servita a salvare la democrazia. Non la considero immorale, ma una pratica onesta se segnala un talento e una virtù. Ho raccomandato portantini, invalidi, funzionari pubblici…Sono stato un missionario in un ospedale da campo. Ho solo esercitato la provvidenza». Davvero Forever Young è la canzone che Bob Dylan non sa di aver scritto per Mastella. Forza Mastella, allora, che c’è da fare a Benevento: «Sono come Giuseppe Verdi, che compose le sue opere più belle a 80 anni».

Caro Merlo, il vero scoop giornalistico, oggi, sarebbe andare a trovare i due fidanzati dell’agenzia Ma.De che rifornivano i calciatori nei giorni di riposo. Cosa pensano? Come si sentono? Quale era la soddisfazione che ricavavano dal proprio lavoro? Come e da dove è nata, questa loro passione imprenditoriale? Sono di Confindustria o Assoimpresa o cos’altro?

Luca Cardinalini — Marsciano (Perugia)

È vero, sono le figure più interessanti e controverse, non dico dal punto di vista penale, che non mi interessa, ma per la professione che esercitano e che ha mille nomi, tutti da querela.

Caro Merlo, lei scrive: «Berlusconi e Cossiga erano simpatici», anche a lei?

Francesco Limite — Napoli

Non sempre e non nello stesso modo, ma erano simpatici anche a me.

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