Caro Merlo, non pratico sport e mi spaventano quelli che, quando io esco la mattina (a piedi) e quando torno a casa (a piedi), si mettono a correre e ansimare, anche con questo caldo. Mi sembra che amino soffrire e vorrei aiutarli a non fare così, a non fare… sport. Io lavoro molto e non sto seduto in poltrona davanti alla tv come fanno gli “sportivi” in questi giorni. A 44 anni non sono grasso e mi sento bene anche perché, pur non essendo un mangione, non rinuncio né alla pasta né al gelato e ogni tanto mi concedo mezzo toscano. Perché le scrivo? Perché mi capita di sentirmi emarginato in un mondo dove tutti sanno tutto di sport, e si accapigliano pure su Sinner e Berrettini e su chi gioca meglio tra Francia e Spagna e poi corrono, si sfidano a calcetto, fanno le vasche… Esiste un Paese senza sport al quale chiedere asilo politico?
Elio Rocco — Roma
La sua lettera è divertente anche perché lei va a piedi, non è un poltronaro ed è vero che oggi si parla più della telefonata di Trump …
Caro Merlo, non pratico sport e mi spaventano quelli che, quando io esco la mattina (a piedi) e quando torno a casa (a piedi), si mettono a correre e ansimare, anche con questo caldo. Mi sembra che amino soffrire e vorrei aiutarli a non fare così, a non fare… sport. Io lavoro molto e non sto seduto in poltrona davanti alla tv come fanno gli “sportivi” in questi giorni. A 44 anni non sono grasso e mi sento bene anche perché, pur non essendo un mangione, non rinuncio né alla pasta né al gelato e ogni tanto mi concedo mezzo toscano. Perché le scrivo? Perché mi capita di sentirmi emarginato in un mondo dove tutti sanno tutto di sport, e si accapigliano pure su Sinner e Berrettini e su chi gioca meglio tra Francia e Spagna e poi corrono, si sfidano a calcetto, fanno le vasche… Esiste un Paese senza sport al quale chiedere asilo politico?
Elio Rocco — Roma
La sua lettera è divertente anche perché lei va a piedi, non è un poltronaro ed è vero che oggi si parla più della telefonata di Trump a Infantino che di quella a Putin. Il tennis e il calcio hanno oscurato i bombardamenti su Kiev, le minacce russe alla Polonia e anche la cupa aggressività dei funerali di Khamenei. Abbiamo messo in pausa i fantasiosi sondaggi su Vannacci che, a torso nudo, si è risintonizzato e ha lanciato la tre giorni futurista di nuoto, corsa e bici, e tutti giustamente hanno pensato al salto nel cerchio di fuoco. Persino il papa, andando in vacanza a Castelgandolfo ha detto che, certo, pregherà e leggerà, ma la sua speranza è fare sport. Come vede, caro Rocco, non può chiedere asilo in Vaticano, anche se vescovi e cardinali sono rubizzi e rubicondi e non somigliano allo smunto Leone. Apprezzando il buon equilibrio tra gli ingredienti della vita, trovo che ci sia una saggezza laica anche in chi coltiva un filo di grasso. Spesso corrisponde a un filo di ironia, a un cuscinetto di laicità tra sé e il mondo, tra sé e sé, tra sé e il fanatismo.
Caro Merlo, che sollievo assistere alla contenuta e composta esultanza del bravissimo attaccante norvegese che ha rifilato 2 gol in pochi minuti e mandato a casa il Brasile. Lui e la sua squadra hanno offerto al mondo l’esempio di come si possa festeggiare una vittoria senza isterie, cuoricini con le mani, urla nelle telecamere, multipli segni della croce, invocazioni divine e propiziatorie e scemenze similari.
Emanuele Aliotta — San Gillio (To)
La festa contenuta e l’esultanza composta sono ossimori. I tifosi brasiliani hanno pianto e la gioia di quelli norvegesi (prìncipi compresi) è stata incontenibile. La sola maniera di sottrarsi alla festa è non parteciparvi.
Caro Merlo, sabato e domenica, la città di Roma è stata sorvolata più volte da aerei militari (non erano le frecce tricolori) e io mi sono preoccupata: cosa sta succedendo? Siamo o stiamo per entrare in guerra?
Michela Lipari — Roma
Stupire e instupidirsi hanno la stessa radice: la paura.