Caro Merlo, “Stampa e regime”, la storica rassegna stampa di Radio Radicale, dal 1° settembre sarà affidata alla voce di Alessandro Barbano. L’ho ascoltato quest’anno, in alternanza con gli altri: funzionava perché faceva una robusta e intelligente rassegna stampa di destra e poteva servire per avere una informazione completa, a trecento sessanta gradi. Ma se Radio Radicale lascia la conduzione solo a lui, può pure cambiare il titolo della trasmissione: non più “Stampa e regime” ma “Stampa di regime”.
Marco Ianigro – Roma
Alessandro Barbano non è di destra. È un grande giornalista, liberale e indomabile, che da direttore venne licenziato dall’editore del Messaggero perché si rifiutava di scrivere sotto dettatura. Eppure, con uno stile di elegante riservatezza e per rispetto dei ruoli, da vero radicale non volle atteggiarsi a martire della libertà di stampa. Come vede, è proprio il contrario, e in tutti i sensi, del giornalista di regime. Non so se lei è solo frettoloso, o se è un qual…
Caro Merlo, “Stampa e regime”, la storica rassegna stampa di Radio Radicale, dal 1° settembre sarà affidata alla voce di Alessandro Barbano. L’ho ascoltato quest’anno, in alternanza con gli altri: funzionava perché faceva una robusta e intelligente rassegna stampa di destra e poteva servire per avere una informazione completa, a trecento sessanta gradi. Ma se Radio Radicale lascia la conduzione solo a lui, può pure cambiare il titolo della trasmissione: non più “Stampa e regime” ma “Stampa di regime”.
Marco Ianigro – Roma
Alessandro Barbano non è di destra. È un grande giornalista, liberale e indomabile, che da direttore venne licenziato dall’editore del Messaggero perché si rifiutava di scrivere sotto dettatura. Eppure, con uno stile di elegante riservatezza e per rispetto dei ruoli, da vero radicale non volle atteggiarsi a martire della libertà di stampa. Come vede, è proprio il contrario, e in tutti i sensi, del giornalista di regime. Non so se lei è solo frettoloso, o se è un qualche diavolo di estremismo a farle liquidare con disprezzo la scelta di affidare a Barbano la rassegna stampa che dal lunedì al venerdì, tornerà ad avere un conduttore unico. C’è una vivace dialettica tra redazione, direzione e sindacato, anche perché “Stampa e regime” per la prima volta avrebbe uno sponsor, che non è satana ma, in genere, garantisce maggiore libertà. Attualmente è condotta, a turno, dall’appassionata e coinvolgente Flavia Fratello, dalla sempre più competente e attentissima Roberta Jannuzzi, che della radio è la voce più avvolgente e identitaria, e infine da Carlo Romeo, radicale “storico”, di quelli che sapevano dire no persino a Pannella, e che con dry humor svela i tic dei giornalisti di cui legge gli articoli. Bordin è morto nel 2019. Credo che sia giusto che “Stampa e regime” superi il “complesso Bordin” e torni a identificarsi con una forte personalità radicale, una sola. Ciascuno di questi campioni ne avrebbe titolo e meriti. La radio ha scelto Barbano, e dunque viva Barbano.
Caro Merlo, riflettendo sul caso Adinolfi solo la mia lontana formazione cattocomunista mi fa un po’ vergognare di pensarla come Wanna Marchi sui cretini. Dica la verità che anche lei avrebbe voglia di darle ragione, ma resiste.
Renato Salvatici – Firenze
Non ho una formazione cattocomunista e dunque non resisto: Wanna Marchi aveva ragione a chiamare “cretini” quelli che si fidavano di lei e delle sue televendite che, anch’esse, però, erano “cretine”. Fra truffato e truffatore, tra chi vende e chi compra, c’è più che sintonia. Da un lato c’è il cretino-cretino, che è vittima di una patologia e va curato come tutti i malati, protetto e abbracciato come un fratello sfortunato, cretino in senso filologico, dall’antico provenzale crétin, cristiano, povero cristo. Dall’altro lato c’è il cretino un poco intelligente che, come scrive Carlo Cipolla, «è il tipo di persona più pericolosa che esista»: l’intelligenza è la sua arma micidiale. Il venditore e il compratore si cercano, si fiutano, si riconoscono. Sono due specie di cretini che si ingravidano a vicenda.