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Elogio dei franchi tiratori. L’onorevole a favore del virus

Roma, 14 luglio: l'emendamento della maggioranza respinto alla Camera dei deputati (lapresse)

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Posta e risposta di giovedì 16 luglio 2026
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Caro Merlo, capisco il giubilo di Elly Schlein e del centrosinistra perché la maggioranza ha bocciato sé stessa. Anch’io idealmente mi sbracciavo con loro, proprio come il 23 marzo, quando il No ha vinto al referendum che, come lei, chiamavo «anti Meloni». Però mi sono sentita smarrita: a chi dobbiamo la nostra prima, grande e forse decisiva vittoria in Parlamento sul centrodestra? Ai franchi tiratori, oggetto di irrisioni di ogni genere: fucilatori alle spalle, cecchini, vigliacchi che non ci mettono la faccia… Non dovremmo, invece, elogiarli come eroi?

Marcella Crodo

La ringrazio per questa lettera che finalmente centra il punto: il voto segreto e disobbediente del franco tiratore smaschera la natura servile del voto palese e obbediente. E dunque meritano — sempre — un elogio i franchi tiratori, gli impallinatori, gli sniper che, pur coperti di insulti, garantiscono il dissenso e la disobbedienza. L’altissimo valore di cui sono paladini, quello della libertà di voto, viene disprezz…

Caro Merlo, capisco il giubilo di Elly Schlein e del centrosinistra perché la maggioranza ha bocciato sé stessa. Anch’io idealmente mi sbracciavo con loro, proprio come il 23 marzo, quando il No ha vinto al referendum che, come lei, chiamavo «anti Meloni». Però mi sono sentita smarrita: a chi dobbiamo la nostra prima, grande e forse decisiva vittoria in Parlamento sul centrodestra? Ai franchi tiratori, oggetto di irrisioni di ogni genere: fucilatori alle spalle, cecchini, vigliacchi che non ci mettono la faccia… Non dovremmo, invece, elogiarli come eroi?

Marcella Crodo

La ringrazio per questa lettera che finalmente centra il punto: il voto segreto e disobbediente del franco tiratore smaschera la natura servile del voto palese e obbediente. E dunque meritano — sempre — un elogio i franchi tiratori, gli impallinatori, gli sniper che, pur coperti di insulti, garantiscono il dissenso e la disobbedienza. L’altissimo valore di cui sono paladini, quello della libertà di voto, viene disprezzato come un bassissimo trucco. E invece di solidarietà perché l’autoritarismo dei capipartito, dai quali dipende la loro conferma di “nominati”, li costringe a muoversi nell’ombra, proprio per questo li si disprezza di più. I franchi tiratori sono l’astuzia della provvidenza nella politica italiana, dove è il voto palese il vero nascondiglio dei traffici illeciti. Su materie delicate come la legge elettorale non ci può essere infatti libertà di voto se non lasciandosi le mani e la mente libere perché questa è la democrazia parlamentare. Sia dunque reso onore agli angeli-diavoli che, per giunta, sono famosissimi ma solo perché nessuno mai li conoscerà, non hanno gruppo parlamentare, sono i soliti ignoti che non si riuniscono mai e, come gli amanti di Magritte, si baciano senza toccarsi, si stringono l’uno all’altro senza trovarsi, si guardano ma non si vedono.

Caro Merlo, Alice Buonguerrieri, prima firmataria dell’emendamento di FdI sul reintegro professionale per i medici no vax radiati dall’ordine, rivendica «la volontà di mettere fine a questa persecuzione e ripristinare la vera libertà dei sanitari di operare in scienza e coscienza». Quale scienza? Quale coscienza?

Renato Mongiat, Besnate (Varese)

Ha ragione il virologo Roberto Burioni: l’onorevole Buonguerrieri fa, a viso a aperto, per acchiappare voti, la sua battaglia «a favore del virus e contro la salute pubblica».

Caro Merlo, l’espressione «avere il coltello dalla parte del manico» è sempre stata una metafora del vantaggio; oggi, con un coltello che entra quasi ogni giorno nella cronaca, non solo dei femminicidi, ritengo che quella metafora abbia perso la sua innocenza. Le parole cambiano con il mondo. Alcune, prima di diventare sbagliate, diventano insostenibili. Credo sia arrivato il momento di consegnare anche questa alla sua ghigliottina.

Vanessa Guarnera

Capisco la sua voglia di disarmare il linguaggio, ma la nostra ghigliottina (che è più tagliente del coltello) non ha velleità pacifiste, ma giustizia luoghi comuni, stereotipi, frasi fatte, espressioni tipiche dei «cretini cognitivi» e orrendi neologismi. In metafora, la bomba non esplode, neppure quella alla crema.


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