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Vannacci, un epigono di Grillo. La vita grama del bagnino Julio

Roberto Vannacci a Viareggio 

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Posta e risposta di mercoledì 22 luglio 2026
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Caro Merlo, la presidente del Consiglio e altri esponenti di destra denunciano chi alimenta un clima di odio nei confronti della polizia. Per loro l’unico corpo dello Stato nei cui confronti è lecito fomentare l’odio è la magistratura.

Franco Artese, Piacenza

Nonostante tutto, referendum compreso, in Italia la polizia non è di destra e la magistratura non è di sinistra.

Caro Merlo, se il video che vede Vannacci deliberare lo sgozzamento degli avversari politici lo avessero realizzato gli studenti contro gli insegnanti, avrebbero subito provvedimenti disciplinari. Il generale non andrebbe degradato?

Roberto Donolaio

Mi pare che questo Vannacci in video sia già un degrado, epigono sgangherato e probabilmente inconsapevole non di Trump, ma delle insolenze di Beppe Grillo che esibiva le celle segrete del castello di Lerici destinate a Napolitano, a Renzi e al giornalista Tal dei Tali… Ci sono anche i soliti echi (dove non ci sono?) del processo del lunedì di Biscardi e del tribunale del p…

Caro Merlo, la presidente del Consiglio e altri esponenti di destra denunciano chi alimenta un clima di odio nei confronti della polizia. Per loro l’unico corpo dello Stato nei cui confronti è lecito fomentare l’odio è la magistratura.

Franco Artese, Piacenza

Nonostante tutto, referendum compreso, in Italia la polizia non è di destra e la magistratura non è di sinistra.

Caro Merlo, se il video che vede Vannacci deliberare lo sgozzamento degli avversari politici lo avessero realizzato gli studenti contro gli insegnanti, avrebbero subito provvedimenti disciplinari. Il generale non andrebbe degradato?

Roberto Donolaio

Mi pare che questo Vannacci in video sia già un degrado, epigono sgangherato e probabilmente inconsapevole non di Trump, ma delle insolenze di Beppe Grillo che esibiva le celle segrete del castello di Lerici destinate a Napolitano, a Renzi e al giornalista Tal dei Tali… Ci sono anche i soliti echi (dove non ci sono?) del processo del lunedì di Biscardi e del tribunale del popolo, con il Colosseo al posto del covo di via Fani. Roba marcia più del Gladiatore. Come dicono a Roma: «poraccio».

Caro Merlo, mio figlio Julio, angolano di nascita, fa il bagnino su una spiaggia di Lavagna, Liguria. Ai due lati dello stabilimento ci sono spiagge libere che ricadono sotto la sua responsabilità. Ieri una sciroccata aveva arruffato il mare così, malgrado le raccomandazioni, Julio si è dovuto attivare due volte per salvare una ragazzina e una donna. Tutte le mattine si alza alle 5 per prendere il treno da Rapallo a Lavagna. Sistema i ciottoli della spiaggia, piazza lettini e ombrelloni e accompagna i clienti nei posti destinati. Non guadagna molto e la sera rientra alle 21.30 e si addormenta sul divano. È molto scrupoloso e severo: il gestore dei bagni lo apprezza, ma detto fra noi fa una vita grama.

Montarone

Quando ho letto che un’altra bambina di 10 anni è annegata nel lago di Como, ho copiato il suo testo dai commenti degli abbonati a Repubblica perché, sull’emergenza-bagnini è, tra i tanti che ho ricevuto, il più ricco e il più chiaro.

Caro Merlo, dopo la morte prematura del figlio Alberto, il giornalista Virgilio Lilli scrisse un libro autobiografico, “La quinta stagione”, e creò un neologismo delicato per i figli che muoiono prima dei genitori: gli antemorti, in giustapposizione con gli antenati. Anche se inaccettabile, la morte di un figlio deve essere rappresentata da una parola, perché senza parole non creiamo la realtà. L’inaccettabilità del fatto è racchiusa nel prefisso ante.

Alessio Lilli

Virgilio Lilli, che è morto nel 1976, sapeva trovare le parole che, è vero, creano la realtà. Ma, tra le rarissime eccezioni che confermano la regola, c’è la realtà «senza parole» di un genitore che ha perso il figlio. Mi pare infatti che la parola «antemorti», nonostante la forza e il dolore di Lilli, non ce l’abbia fatta, confermando l’idea di Stefano Bartezzaghi (e Sara Prando che ci ha scritto): «Di una parola, l’assenza può essere la più acuta significanza».


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