Caro Merlo, a Vicenza, oltre al meraviglioso Teatro Olimpico palladiano, c’è una nuova attrazione: il teatro romano di Arcugnano, costruito dal proprietario. Mi chiedo, al di là di eventuali abusi, perché dovrebbe essere sanzionato per truffa. Se un turista è tanto credulone da comprare la Fontana di Trevi in fondo è colpa sua, o no?
Manuel Orazi
C’è l’Italia dei finti reperti nel finto anfiteatro, ancora classificato «parco archeologico» e raccontato dai visitatori come «un posto incantato», a «soli» 40 euro di biglietto. Ci sono colonne e blocchi di pietra antichizzata, i finti gradoni, un cantiere vero per il disboscamento e l’invenzione di una rovina che finalmente non va in rovina. Era inevitabile che finisse in galera ma, visto che Meloni, Nordio e Salvini vogliono “graziare” un assassino alle spalle di ladri disarmati in fuga, salviamo noi il truffatore made in Italy da proteggere con il marchio di autenticità. Franco Molosso si presentava «Franck von Rosenfranz», un nome che r…
Caro Merlo, a Vicenza, oltre al meraviglioso Teatro Olimpico palladiano, c’è una nuova attrazione: il teatro romano di Arcugnano, costruito dal proprietario. Mi chiedo, al di là di eventuali abusi, perché dovrebbe essere sanzionato per truffa. Se un turista è tanto credulone da comprare la Fontana di Trevi in fondo è colpa sua, o no?
Manuel Orazi
C’è l’Italia dei finti reperti nel finto anfiteatro, ancora classificato «parco archeologico» e raccontato dai visitatori come «un posto incantato», a «soli» 40 euro di biglietto. Ci sono colonne e blocchi di pietra antichizzata, i finti gradoni, un cantiere vero per il disboscamento e l’invenzione di una rovina che finalmente non va in rovina. Era inevitabile che finisse in galera ma, visto che Meloni, Nordio e Salvini vogliono “graziare” un assassino alle spalle di ladri disarmati in fuga, salviamo noi il truffatore made in Italy da proteggere con il marchio di autenticità. Franco Molosso si presentava «Franck von Rosenfranz», un nome che rimanda sia al professor Otto von Kranz, inventato da Paolo Villaggio («chi viene a voi adesso?»), e sia al Totò di «bellezza mia, bellezza mia», signore della mondanità, tecnico del baciamano e dello sputo nell’occhio, con lo stemma al dito e un tracciato araldico di antichissima famiglia prussiana che al Circolo della Caccia se lo sognano i vari Torlonia, Borghese e Odescalchi… Eh no, lui è un falso autentico «von Rosenfranz», compositore, scrittore, filosofo, artista: un genio della truffa che, è vero caro Orazi, trovava il suo incastro nell’ottusità dei turisti “intelligenti” che ancora in Italia cercano la storia conservata, l’antiquaria che già Leopardi dileggiava come falsaria.
Caro Merlo, a cena con 4 nipoti, due sui 50 anni e due sui 20, abbiamo parlato di Roggero con il risultato, sconvolgente, che tutti e quattro, colti e intelligenti, hanno espresso la loro solidarietà con il gioielliere. Parlavamo due linguaggi incomprensibili l’un l’altro, come due mondi separati.
Nicola Stolfi, Roma
Per ragioni di spazio ho fermato la sua lunga lettera che racconta l’inaspettata divisione del Paese. Temo che anche lei rischi il sociologismo sulle generazioni. Si fidi, ci sono nipoti scandalizzati dal giustiziere Roggero e nonni che solidarizzano con lui.
Caro Merlo, la dolcezza delle lettere sul dolore infinito per la perdita di una persona amata mi ha commosso. Avevo 17 anni quando mio padre di 50 e mio fratello di 11 furono uccisi da un pirata della strada. Dopo 50 anni ci penso ogni giorno, ma il rischio è inaridirsi dentro. «Date parole al dolore — scrive Shakespeare — : il dolore che non parla sussurra al cuore oppresso e gli dice di spezzarsi». Ecco, forse, il perché di tante testimonianze.
Gian Paolo Dalmasso, Cuneo
È vero, il dolore muto inaridisce.
Caro Merlo, un genitore che perde il figlio potrebbe essere definito un orbo: privato della sua luce.
Deborah Ramundo
Capisco, ma orbo è una metafora, una parola in prestito.
Caro Merlo, il nome c’è: defijato. È in spagnolo, si trova nella Bibbia.
Clara Palladino
Grazie, ma è una parola che non ce l’ha fatta a uscire dalla Bibbia.