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Sciopero contro questo calcio. Clooney, la fiamma e il cinema

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Posta e risposta del 31 luglio
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Caro Merlo, il calcio è gestito da mercenari, altro che attaccamento all’Italia o alla squadra. E noi a fare il tifo per questi miliardari senza vergogna e senza principi a partire dai dirigenti nazionali. A quando uno sciopero contro di loro?

Primo Minelli — Cgil Anpi-Milano

Mi piace l’idea di Malagò e Mancini alla Cgil. Ma non capisco chi dovrebbe scioperare. Trasporti pubblici? Scuole? Fabbriche? E cosa può fare la Cigl contro Infantino? Il calcio è un mondo feudale dove tutto è permesso, purché si vinca.

Caro Merlo, mi ha molto colpito che anche George Clooney sia scappato con la famiglia perché la sua casa in Costa Azzurra era minacciata dal fuoco. Fosse stato un film o il palcoscenico di un teatro, Clooney si sarebbe vestito da pompiere. Invece da ricco attore affermato ha promesso aiuti economici.

Annamaria Salvini — Milano

Cara signora Annamaria, c’è voluto il fuoco per farle capire che Amleto mentiva: la vita non è un palcoscenico.

Caro Merlo, le scrivo di getto perché ho app…

Caro Merlo, il calcio è gestito da mercenari, altro che attaccamento all’Italia o alla squadra. E noi a fare il tifo per questi miliardari senza vergogna e senza principi a partire dai dirigenti nazionali. A quando uno sciopero contro di loro?

Primo Minelli — Cgil Anpi-Milano

Mi piace l’idea di Malagò e Mancini alla Cgil. Ma non capisco chi dovrebbe scioperare. Trasporti pubblici? Scuole? Fabbriche? E cosa può fare la Cigl contro Infantino? Il calcio è un mondo feudale dove tutto è permesso, purché si vinca.

Caro Merlo, mi ha molto colpito che anche George Clooney sia scappato con la famiglia perché la sua casa in Costa Azzurra era minacciata dal fuoco. Fosse stato un film o il palcoscenico di un teatro, Clooney si sarebbe vestito da pompiere. Invece da ricco attore affermato ha promesso aiuti economici.

Annamaria Salvini — Milano

Cara signora Annamaria, c’è voluto il fuoco per farle capire che Amleto mentiva: la vita non è un palcoscenico.

Caro Merlo, le scrivo di getto perché ho appena letto su Repubblica che dopo trentasei anni le indagini su via Poma sono a una svolta. Io abitavo da quelle parti e avevo 20 anni quando mi dissero che in quel palazzo una povera ragazza era stata uccisa con 29 coltellate. Mi impressionò moltissimo e davvero ho sperato che prendessero il colpevole. E ora invece ora non ci spero più. Le svolte nelle indagini sono state troppe e ho smesso di seguirle da quando ho capito che ogni volta ingarbugliavano un po’ di più la verità. Adesso che la procura esamina il Dna di sette persone mai indagate mi viene da pensare che non ci credono nemmeno i giudici che indagano.

Annalisa Credazzi — Roma

La svolta si è già smontata, ma ha ragione: In Italia basta dire “via Poma” e, senza aggiungere altro, Simonetta viene uccisa un’altra volta, 29 colpi di coltello più uno. Su questo orrendo delitto sono stati scritti libri noir e istruiti controprocessi. E tutti di volta in volta si sono chiesti quale verità si nascondesse dietro la verità del momento. Nel 2011 Roberto Faenza girò pure un film per Canale 5 con Silvio Orlando e Massimo Popolizio. Lei ha due volte ragione: meno si sa e più “il caso via Poma” riprenderà a montare come una maionese. Si indaga ufficialmente contro ignoti ma pare ufficiosamente che ci sia già un presunto colpevole (mi raccomando, però: ssst!).

Caro Merlo, che ne pensa di “eccezione che conferma la regola”? (Che tra l’altro è una falsità: l’eccezione, semmai, smentisce la regola.) Ah no, scusi: l’ha usata lei l’altro giorno. Quindi si può dire.

Massimo Grande

Questo proverbio antico e nobile non è abusato. L’ eccezione esiste perché c’è la regola: vietata la sosta, salvo a chi scarica merci. Lei dice invece che io mi sento un’eccezione — eccezzziunale... veramente — perché sbeffeggio il tic linguistico ma poi lo uso. È divertente, anche se, a regola, non è vero

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