Caro Merlo, lei attribuisce al centro destra Giovanni Leone e Antonio Segni. E tutti gli altri presidenti, molti democristiani, li assegna “all’ingrosso” al centrosinistra. Non le sembra di esagerare. Anche Cossiga e Ciampi erano di sinistra?
Mariangela Mascia — Benevento
Ciampi era azionista e Cossiga venne eletto come democristiano moroteo. Ovviamente io non valuto le varie, complesse e cangianti personalità politiche dei presidenti, lasciando il quesito su cos’è la destra e cos’è la sinistra alle strofe di Gaber. Mi limito a segnalare che solo due presidenti sono stati eletti grazie ai voti determinanti del Msi, Antonio Segni nel 1962 e Giovanni Leone nel 1971. E dunque entrambe le loro elezioni sono assimilabili al centro-destra dell’epoca. Saltando De Nicola, che non fu eletto dal Parlamento, ma dall’Assemblea costituente, e che le sinistre avrebbero voluto “confermare”, solo un’elezione, la prima, fu “centrista”, quella nel 1948 del liberale Luigi Einaudi, che non fu votato né d…
Caro Merlo, lei attribuisce al centro destra Giovanni Leone e Antonio Segni. E tutti gli altri presidenti, molti democristiani, li assegna “all’ingrosso” al centrosinistra. Non le sembra di esagerare. Anche Cossiga e Ciampi erano di sinistra?
Mariangela Mascia — Benevento
Ciampi era azionista e Cossiga venne eletto come democristiano moroteo. Ovviamente io non valuto le varie, complesse e cangianti personalità politiche dei presidenti, lasciando il quesito su cos’è la destra e cos’è la sinistra alle strofe di Gaber. Mi limito a segnalare che solo due presidenti sono stati eletti grazie ai voti determinanti del Msi, Antonio Segni nel 1962 e Giovanni Leone nel 1971. E dunque entrambe le loro elezioni sono assimilabili al centro-destra dell’epoca. Saltando De Nicola, che non fu eletto dal Parlamento, ma dall’Assemblea costituente, e che le sinistre avrebbero voluto “confermare”, solo un’elezione, la prima, fu “centrista”, quella nel 1948 del liberale Luigi Einaudi, che non fu votato né dal Fronte popolare né dal Msi (sei deputati e un senatore che confluirono sul candidato della sinistra). Non esagero per nulla: le altre elezioni sono, all’ingrosso, tutte assimilabili al centrosinistra. Basta contare i voti.
Caro Francesco, sono turbata dai testi delle canzoni di rapper e trapper che mio figlio quindicenne e i suoi amici ascoltano. Ne ho parlato con lui e mi ha risposto che in realtà spesso è attratto dalle basi musicali, dal ritmo incalzante, senza dare troppa importanza alle parole. Quando siamo in auto insieme, mi sottopone alla tortura di ascoltarli: sono un concentrato di aggressività, riferimenti espliciti a sostanze e celebrazione della violenza o dei soldi facili. Non c’è la contestazione della musica giovanile, si tratta di sopraffazione e disprezzo.
Sara Prando
Anch’ io ho notato che spesso, in queste cantilene, neppure le parolacce sono un granché. E allora mi permetto un consiglio: provi, in un rapporto di più allegra complicità, a usare bene le peggiori parolacce. Gliele spieghi e se le faccia spiegare, con correzioni appropriate ed esempi divertenti e trasgressivi. Capire il turpiloquio e saperlo usare, forse aiuterebbe entrambi a parlare e parlarvi meglio, a ripensare le cose, ad avviare un processo reciprocamente liberatorio.
Caro Merlo, “In quanto agli ebrei, erano stati respinti persino dai partigiani del 25 aprile.” Molto bene detto. Grazie.
Lia Righi — Scarlino (Gr)
L’antisemitismo sì, è una vergogna, non il Gay Pride con le sue iperboliche, liberatorie e benedette “volgarità”.
Caro Merlo, 25 lettori? Allora con me 26, anche se non le ho mai scritto.
Guido Castellano — Campagnano di Roma
Grazie. A volte temo che gli scrittori della Posta siano più dei lettori, che non si possono contare.
Caro Merlo, non le sembra che il nome proposto da Conte per indicare l’alleanza dei progressisti (Alleanza per la Costituzione) sia un po’ troppo generico, oltre che altisonante? Ha tolto pure la parola “progressista”, a lui tanto cara, quasi quanto fu l’ermo colle per Leopardi. Dov’è la coerenza?
Marco Faustini — Bologna
La sola coerenza di Conte è l’incoerenza: cambierà ancora.