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Conte fu vaffa e non woke. Trump ha sempre ragione

Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte (ansa)

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Posta e risposta di martedì 25 agosto 2026
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Caro Merlo, ma cosa c’entra Conte con il woke?

Laura Traverso, Genova

Niente. Conte, che viene dal vaffa e dal trasformismo, cioè dal peggio del politicamente scorretto, non ha nulla a che fare con la difesa dei diritti e l’inclusione, misurata o eccessiva che sia. Il suo “ripudio” del woke è dunque una furbata con la coscienza scorretta, un altro dei suoi dispetti al Pd: dice woke per dire Schlein. Fiuta il vento anti-woke che soffia in America e asseconda la destra (italiana) che spaccia per woke la sinistra (italiana) delle regole e delle buone maniere che reprimono e governano le peggiori pulsioni, come il vaffa appunto, ma anche il farsi giustizia da soli sparando alle spalle dei ladri, o come la paura razzista del diverso, del gay, dell’immigrato, del nero. Non è vero che la sinistra italiana scrive usando l’asterisco e la “e” rovesciata come desinenze finali, non è vero che la sinistra rinnega la famiglia tradizionale, non è vero che la sinistra ripudia il Natale… In Italia il …

Caro Merlo, ma cosa c’entra Conte con il woke?

Laura Traverso, Genova

Niente. Conte, che viene dal vaffa e dal trasformismo, cioè dal peggio del politicamente scorretto, non ha nulla a che fare con la difesa dei diritti e l’inclusione, misurata o eccessiva che sia. Il suo “ripudio” del woke è dunque una furbata con la coscienza scorretta, un altro dei suoi dispetti al Pd: dice woke per dire Schlein. Fiuta il vento anti-woke che soffia in America e asseconda la destra (italiana) che spaccia per woke la sinistra (italiana) delle regole e delle buone maniere che reprimono e governano le peggiori pulsioni, come il vaffa appunto, ma anche il farsi giustizia da soli sparando alle spalle dei ladri, o come la paura razzista del diverso, del gay, dell’immigrato, del nero. Non è vero che la sinistra italiana scrive usando l’asterisco e la “e” rovesciata come desinenze finali, non è vero che la sinistra rinnega la famiglia tradizionale, non è vero che la sinistra ripudia il Natale… In Italia il woke non ha mai preso veramente piede, è caricaturale e minoritario, una specie di corrente letteraria velleitaria, rumorosa e ridicola che serve solo alla destra. E dunque insistere in Italia con il politicamente scorretto è molto pericoloso e non porta certo all’opportunismo inaffidabile del filorusso Conte e alla sua falsa sinistra a 5stelle, che si finge guarita da una malattia (il woke) che non può avere avuto. Porta dritto dritto alla destra vera e dura, da Meloni sino a Vannacci.

Caro Merlo, le letterine di devozione che Natalie Harp, la giovane e bella assistente di Trump, scrive al presidente sono sincere oppure, smaccatamente esagerate, rivelano una sapienza nell’uso dell’adulazione che è tipica dei regimi?

Marilisa Cucchiara, Avellino

Penso che Trump li voglia tutti così, invasati e obbedienti, ma che non si accontenti delle parole d’amore e a tutti richieda prove concrete di fedeltà, e basti pensare alla volgarità che oppose alle solite moine di Giorgia Meloni: «Mi ha implorato di fare una foto con lei, mi ha fatto pena». D’altra parte non esiste uno strumento per misurare la sincerità del fanatismo e neppure dell’adulazione che sicuramente è, come lei scrive, la cifra dei regimi, ma è molto praticata anche in democrazia e nei contesti più vari, dovunque ci sia un capo, un direttore, un presidente, insomma un potente tontolone da intortare e magari pure da eccitare e sedurre, un dominatore da dominare. La verità è che anche quelli che invocano la franchezza poi cedono alle bugie dell’adulazione che forse nella stessa Harp non è solo un trucco. Sono state tante le donne tutte passione che perdevano sé stesse accanto ai dittatori del Novecento, al duce, al führer, al piccolo padre, al grande timoniere, all’imperatore. Non credo infine che nella bella assistente di Trump si nasconda l’intelligenza irrequieta di un Longanesi che, pur convinto fascista, disprezzava l’adulazione con cui egli stesso nutriva la vanità di Mussolini, e per dilettarlo e al tempo stesso dileggiarlo e dileggiarsi inventò uno slogan da buffone di corte, «il duce ha sempre ragione», che sorprendentemente divenne il primo comandamento del perfetto fascista. Anche Trump ha sempre ragione?


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