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L’Italia e la civiltà dei vasini. Lo sport e Israele in Europa

Ponte di Legno (Brescia): una bambina sul vasino al ristorante 

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Posta e risposta di giovedì 27 agosto 2026
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Caro Merlo, rischio di portarla fuori tema, ma mi ha colpito la polemica scoppiata qui a Ponte di Legno sulla bambina di due anni che al ristorante stava seduta sul vasino a lato del tavolo dei genitori. Non si parla d’altro e i social sono divisi, anche se i più sono contro i genitori che «dovevano portarla al bagno». La proprietaria del locale ha definito «intollerabile» il comportamento della mamma che ha provato a spiegare che la piccola sta imparando a usare il vasino e va rispettata. «Poi — ha raccontato la ristoratrice — ha sollevato la bimba dal vasino, l’ha pulita davanti a tutti, e papà e mamma sono andati via, offesi». Davvero «l’odore e la vista di un bambino di due anni che espleta i propri bisogni distruggono ogni regola del vivere civile»?

Annamaria Mola, Brescia

No. L’uso del vasino, nella fase di transizione dal pannolino, non ha tempi prevedibili e non è governabile nel bagno pubblico che non è un luogo adatto ai bimbi di due anni, i quali hanno sensibilità speciali…

Caro Merlo, rischio di portarla fuori tema, ma mi ha colpito la polemica scoppiata qui a Ponte di Legno sulla bambina di due anni che al ristorante stava seduta sul vasino a lato del tavolo dei genitori. Non si parla d’altro e i social sono divisi, anche se i più sono contro i genitori che «dovevano portarla al bagno». La proprietaria del locale ha definito «intollerabile» il comportamento della mamma che ha provato a spiegare che la piccola sta imparando a usare il vasino e va rispettata. «Poi — ha raccontato la ristoratrice — ha sollevato la bimba dal vasino, l’ha pulita davanti a tutti, e papà e mamma sono andati via, offesi». Davvero «l’odore e la vista di un bambino di due anni che espleta i propri bisogni distruggono ogni regola del vivere civile»?

Annamaria Mola, Brescia

No. L’uso del vasino, nella fase di transizione dal pannolino, non ha tempi prevedibili e non è governabile nel bagno pubblico che non è un luogo adatto ai bimbi di due anni, i quali hanno sensibilità speciali che devono essere aiutate e protette con delicatezza. Certo, bisogna essere discreti, chiedere scusa e permesso, cercare la complicità dell’ambiente e la simpatia del prossimo, ma le parole “che schifo” non si possono sentire quando “mi scappa la pipì, papà”, quando il piccolo se la fa addosso, quando si tira fuori un vasino, che sempre pitale è, e lo si usa per strada, sull’autobus, in una sala d’aspetto. Con i bimbi c’è bisogno di tolleranza, destrezza e allegria, anche in un ristorante. Tanto più che, a giudicare dalla foto, era un luogo aperto. Conosco poco Ponte di Legno, ma l’Italia è un Paese che rispetta i bambini e pratica la civiltà dei vasini.

Caro Merlo, ho visto il video girato sul volo Skiathos-Napoli e ho ammirato il comandate che spiegava ai passeggeri che, per ragioni di sicurezza legate al peso, aveva deciso di sbarcare i bagagli. Ho però provato un brivido quando, diventato perentorio — «sono il comandante e decido io» — ha fermato le proteste e ha suscitato l’applauso.

Mauro Longo, Napoli

Nel Paese di Schettino e di De Falco c’è sempre il momento in cui viene fuori il capetto, che è un carattere italiano, e l’autorità da autorevole diventa autoritaria. Il comandante ha fatto la scelta giusta, ma temo che non siano state applaudite le sue buone ragioni ma il tono dell’imperium che un po’ le guastava.

Caro Merlo, un marinaio mi ha detto che se continua così pescheremo pesci già lessati, basterà aggiungere olio e sale.

Piero Orrù

Dev’essere così l’apocalisse: pesce soffocato nel mare, precotto nelle cucine dell’inferno e consumato sulle spiagge delle anime in pena.

Caro Francesco, com’è possibile che la subordinazione arrivi a stravolgere anche la geografia: ai campionati europei di tutti gli sport partecipa Israele.

Nicola Stolfi, Roma

Marco Pannella — come si fa a non essere d’accordo? — voleva fare di Israele uno degli Stati dell’Unione europea per saldare il debito storico verso gli ebrei, fermare l’antisemitismo nell’Europa “filo araba”, proteggere la democrazia in Israele, promuoverla nei territori confinanti ed evitare commenti intolleranti come il suo.


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