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Vincere le primarie, perdere le elezioni. Mladić, chiediamo perdono ai macellai

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Posta e risposta del 29 agosto
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Caro Merlo, il terrore che serpeggia è vincere le primarie e perdere le elezioni.

Gianluigi De Marchi

Forse, siamo arrivati al punto che non si possono più vincere le elezioni se prima non si sconfigge chi punta alle primarie molto più che alle elezioni.

Caro Merlo, leggo da Repubblica in prima pagina: “Morto Mladić il Macellaio”. Ma come, non era un militare? Scherzo, ovviamente, ma possibile non ci sia un altro termine? E tutti i macellai di professione cosa dovrebbero dire, ad essere accostati a un criminale di guerra?

Prof. Andrea Zanello – Mendrisio

Ho usato anch’io la metafora del macellaio per gli sgozzatori islamisti, per la ferocia di Putin, per lo sterminatore Netanyahu, per i boia iraniani… Il mestiere è cruento, ma la colpa è della letteratura che ha raccontato di orchi buoni, ladri onesti, mostri spaventati e mai di macellai gentili, colti, raffinati e benefattori, di cui è invece piena la vita reale. Accertato che Mladić è stato boia, assassino, genocida e sterminatore, …

Caro Merlo, il terrore che serpeggia è vincere le primarie e perdere le elezioni.

Gianluigi De Marchi

Forse, siamo arrivati al punto che non si possono più vincere le elezioni se prima non si sconfigge chi punta alle primarie molto più che alle elezioni.

Caro Merlo, leggo da Repubblica in prima pagina: “Morto Mladić il Macellaio”. Ma come, non era un militare? Scherzo, ovviamente, ma possibile non ci sia un altro termine? E tutti i macellai di professione cosa dovrebbero dire, ad essere accostati a un criminale di guerra?

Prof. Andrea Zanello – Mendrisio

Ho usato anch’io la metafora del macellaio per gli sgozzatori islamisti, per la ferocia di Putin, per lo sterminatore Netanyahu, per i boia iraniani… Il mestiere è cruento, ma la colpa è della letteratura che ha raccontato di orchi buoni, ladri onesti, mostri spaventati e mai di macellai gentili, colti, raffinati e benefattori, di cui è invece piena la vita reale. Accertato che Mladić è stato boia, assassino, genocida e sterminatore, non c’è bisogno di nessuna metafora, meno che mai di quella di macellaio che non uccide mai gli animali, ma lavora le carni, le separa, le disossa, le trasforma in ghiottonerie per bambini, sempre attento a non fare male a nessuno, custode di un antico sapere al servizio dell’uomo… E dunque da oggi diremo: pulito come un macellaio, ordinato come un macellaio, buono come un macellaio, umanista come un macellaio.

Caro Francesco, è bello e molto italiano il dibattito sui vasini! Immagino che lei sappia che nella vecchia Europa aumentano i locali “adults only”, che non sono porno, ma strutture di relax, alberghi, resort, spa. E a Parigi ristoranti, dove hai la certezza di non incontrare bambini che sul bordo piscina spruzzano, corrono, gridano e a quelli sotto i due anni gli scappa pure. Il limite di età non scende sotto i 14 anni e può arrivare sino a 21. Gli ambienti sono più curati e romantici, resistenti alla “prova famiglia” fatta di pianti, pannolini e… vasini.

Gisèle Mogavero – Parigi

Certo che lo so, ce ne sono anche a Roma (ai Castelli c’è un’omerica, lussuosa spa “bambini free” che si chiama Penelope e immagino che non sia gestita dai proci). L’Italia, che era il paese delle mamme, fa sempre meno figli, ed è ormai un paese di vecchi, alcuni meravigliosi. Sono infatti tanti i modi di invecchiare, e diventare generosi è il modo più bello, ma non è il più comune.

Caro Merlo, leggo questa dichiarazione di Conte: “Dovessi tornare al governo investito di leadership, telefonerei al presidente Putin per imporre una svolta negoziale.” Vasto programma.

Fausto Fiorillo - Pinerolo

Già il 9 agosto scorso avevamo pubblicato la lettera spiritosa e intelligente di Silvana Cabrini. Immaginava, la signora Cabrini, che “Vladìmir (accento sulla prima i, ma sbagliano tutti), in trepidante attesa del primo squillo”, avrebbe risposto: “Hallo, Pepposki”. E concludeva: “Crede che possa succedere?” Ora sappiamo che Conte ci conta. Per facilitare questo suo necessario e chiarificatore cambiamento in Pepposki, abbiamo ghigliottinato “Giuseppi”.

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