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Uno sciopero contro le primarie. Ranucci, volgarità sui successori

Cerveteri (Roma), 26 agosto: Sigfrido Ranucci (agf)

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Posta e risposta di domenica 30 agosto 2026
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Caro Merlo, se decidessero di fare le primarie, non credi che ci dovrebbe essere un appello agli elettori della sinistra a disertarle?

Antonio Miralto, Napoli

Sciopero anti primarie, mi pare un’idea geniale.

Caro Merlo, «mortificanti»: così Ranucci ha definito le nomine dei due successori alla conduzione di Report. Non ti pare un giudizio frettoloso? Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi sono inchiestisti di vaglia. Presutti è una creatura di Sigfrido, si è formata alla scuola di Report dopo essere stata brillante finalista al premio Morrione. Piervincenzi è specializzato in storie di criminalità, periferie e guerre, ed è salito alla ribalta della cronaca quando, mentre cercava d’intervistarlo, Roberto Spada, del noto clan di Ostia, lo ha colpito con una testata. Vedremo se sanno scavare, come spesso Report ha fatto.

Mirella Serri

Ranucci è stato cacciato dalla Rai, che in Italia è il bunker del potere malandrino, chiunque stia al governo. E il potere che caccia ha sempre torto, chi…

Caro Merlo, se decidessero di fare le primarie, non credi che ci dovrebbe essere un appello agli elettori della sinistra a disertarle?

Antonio Miralto, Napoli

Sciopero anti primarie, mi pare un’idea geniale.

Caro Merlo, «mortificanti»: così Ranucci ha definito le nomine dei due successori alla conduzione di Report. Non ti pare un giudizio frettoloso? Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi sono inchiestisti di vaglia. Presutti è una creatura di Sigfrido, si è formata alla scuola di Report dopo essere stata brillante finalista al premio Morrione. Piervincenzi è specializzato in storie di criminalità, periferie e guerre, ed è salito alla ribalta della cronaca quando, mentre cercava d’intervistarlo, Roberto Spada, del noto clan di Ostia, lo ha colpito con una testata. Vedremo se sanno scavare, come spesso Report ha fatto.

Mirella Serri

Ranucci è stato cacciato dalla Rai, che in Italia è il bunker del potere malandrino, chiunque stia al governo. E il potere che caccia ha sempre torto, chiunque sia il cacciato. È vero però che le volgarità contro Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi — «uno schiaffo alla meritocrazia» — non fanno onore a Ranucci, la cui comprensibile amarezza tanto più ha valore quanto più rimane nella misura e nello stile. Forse c’è stata una furbizia nello sceglierli così, ma sicuramente Presutti e Piervincenzi non sono due servi del regime, due amici di Mollicone. E hanno pure coraggio.

Caro Merlo, Trump si è appropriato del petrolio del Venezuela in modo violento: 65 miliardi di barili «la più grande intesa petrolifera nella storia» ha detto il predatore aggiungendo che porterà al ribasso della benzina prima delle elezioni di novembre. È colonialismo?

Laura Traverso, Genova

È imperialismo, il peggiore. Neppure Lenin lo aveva immaginato così rapace.

Caro Merlo, mi colpiscono le cifre: in Nepal i dispersi sarebbero 3mila e i morti oltre 600. Passato il confine, in Tibet, i morti sarebbero 7 e i dispersi meno di 500. Possibile?

Ennio Trabucco, Pescara

No. In Cina falsificano anche l’aritmetica e i numeri li decide Xi Jinping, che infatti nascose al mondo i morti di Covid.

Caro Merlo, sui giornali Mladić è il macellaio. Sono sicura che non riuscirà a riabilitare la metafora così ingiusta verso i macellai.

Angela Trefiletti

Anche io ne sono sicuro. Mi basterebbe però che i macellai venissero rispettati dai venticinque lettori di questa rubrica, compresa lei che pure li sfida con il cognome.

Caro Merlo, i “carruoccioli” erano carrettini di legno che costruivamo da bambini, con le ruote fatte con i cuscinetti a sfera dei motori, e con cui ci lanciavamo dalla discesa del cavalcavia dell’autostrada, anche in due. Vinceva chi arrivava più lontano. Ci ribaltavamo, con sbucciature a ginocchia e gomiti. Si giocava così anni fa, con giochi autoprodotti.

Michele Canale, San Prisco (Caserta)

Grazie per averci spiegato il titolo del romanzo di Biagio De Rosa: I ragazzi dei carruoccioli.


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