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Va piano, multato a Gualdo Tadino. Il video del suicidio dal cavalcavia

Barberino di Mugello (Firenze), il luogo dove è stata uccisa Lorena Isceri (cge)

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Posta e risposta di domenica 6 settembre 2026
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Caro Merlo, a Gualdo Tadino è stato stabilito il primato della lumaca su quattro ruote. Un automobilista nella centralissima piazza Martiri della libertà è stato multato perché «andava a velocità talmente ridotta da costituire pericolo per il normale flusso della circolazione». Confesso un po’ di invidia! Ad averceli a Roma, che come primato ha la strage di pedoni, assi del volante da punire per eccesso di cautela. Possiamo indicare questo ignoto guidatore come un esempio da emulare in tutta Italia?

Mirella Serri

Non è solo uno “strano ma vero”, come l’uomo che morde il cane. Ha fatto dunque bene il Corriere dell’Umbria a dedicare la prima pagina di ieri — «La giusta velocità» si intitola l’editoriale — alla multa di 42 euro all’automobilista che, con la sua macchina elettrica, andava lento per evitare di investire i pedoni nella bellissima piazza Martiri della libertà, nel centro di Gualdo Tadino (Perugia). Ogni anno in Italia ci sono circa 500 morti, pedoni o ciclisti, investiti in…

Caro Merlo, a Gualdo Tadino è stato stabilito il primato della lumaca su quattro ruote. Un automobilista nella centralissima piazza Martiri della libertà è stato multato perché «andava a velocità talmente ridotta da costituire pericolo per il normale flusso della circolazione». Confesso un po’ di invidia! Ad averceli a Roma, che come primato ha la strage di pedoni, assi del volante da punire per eccesso di cautela. Possiamo indicare questo ignoto guidatore come un esempio da emulare in tutta Italia?

Mirella Serri

Non è solo uno “strano ma vero”, come l’uomo che morde il cane. Ha fatto dunque bene il Corriere dell’Umbria a dedicare la prima pagina di ieri — «La giusta velocità» si intitola l’editoriale — alla multa di 42 euro all’automobilista che, con la sua macchina elettrica, andava lento per evitare di investire i pedoni nella bellissima piazza Martiri della libertà, nel centro di Gualdo Tadino (Perugia). Ogni anno in Italia ci sono circa 500 morti, pedoni o ciclisti, investiti in centro città. E la causa principale è la velocità che è il peggiore impiastro di luoghi comuni della retorica nazionale, roba buona per un quadro di Balla, per un’avventura aereo-pittorica, mentale o concettuale, ma non certo per il codice della strada e per le città che come Gualdo Tadino sono, nel territorio di San Francesco, i luoghi della contemplazione e dell’arte. Ci sono romanzi per le vittime della peste, del danaro, della gelosia, dell’onore, ma niente di niente per i pedoni, come il rimpianto Luca Serianni, che il 21 luglio del 2022 a Ostia fu travolto mentre attraversava la strada. Ecco, forse il sindaco Massimiliano Presciutti (Pd) dovrebbe chiedere scusa all’automobilista e tirare le orecchie al vigile il quale farebbe ora bene a multare sé stesso.

Caro Merlo, con il passamontagna sul viso e vestiti di nero 300 nerboruti manifestanti anti migranti hanno paralizzato il porto di Dover. In tv dicono che è una novità, a me pare la solita divisa delle squadracce fasciste.

Fabio Caffio, Taranto

Non c’è nulla di nuovo nelle felpe nere e nel cappuccio o casco o passamontagna sul viso, che è in tutto il mondo la divisa della violenza, del mafioso pronto all’agguato — picciotti amuninni — dei guerriglieri del subcomandante Marcos, dei black bloc che assaltano i poliziotti, rompono le vetrine e bruciano le macchine, della polizia speciale di Trump che uccide per strada. Vederli a Dover è un triste presagio per l’Inghilterra.

Caro Merlo, appena ho sentito che ci sono immagini (riprese dalle telecamere in dotazione ai poliziotti) del femminicida in bilico sul cavalcavia, penso: chissà che asta si sarà aperta. Poco dopo ecco un conduttore che lascia Garlasco e con faccia contrita “lancia” il video bloccandolo al momento del tuffo nel vuoto: «Abbiamo scelto di fermarci qui...». Chi ha fornito le immagini e, soprattutto, perché?

Luca Cardinalini, Marsciano (Perugia)

Nessuno ha il diritto di nascondere le immagini. La cronaca nera non è il mio genere e non voglio farne l’elogio, ma il suo eccesso, sino alla morbosità, è un effetto collaterale della libertà che, cantava Gaber, «è partecipazione».


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