Caro Merlo, è impossibile non pensare a Fellini, Peppino De Filippo e Anita Ekberg — «Bevete più latte, il latte fa bene» — guardando lo spot istituzionale del ministro Lollobrigida che sul latte “istruisce” un bambino di nome Giulio. «Pecora, capra e mucca fanno il latte» dice porgendogli le statuine di plastica con una postura da maestro di scuola, bretellato che neanche un anchorman americano, una capigliatura da soap opera… Perché?
Piero Orrú
Solo apparentemente il latte è il protagonista dello spot. Il vero protagonista è lui, Lollobrigida, che non puoi smettere di osservare, perché ti cattura più del bambino Giulio e di tutto il resto, ti ipnotizza con il suo nuovo look da crisi della mezza età. E infatti qui Lollo non è più l’ex cognato, il giovinastro fedifrago, ma è diventato adulto. Finalmente ministro, non dice più che l’acqua fa male e tutte le altre bêtise che sono state catalogate alla voce “la sai l’ultima di Lollo?”. Ora è lo zio felliniano che ciondola per casa e si …
Caro Merlo, è impossibile non pensare a Fellini, Peppino De Filippo e Anita Ekberg — «Bevete più latte, il latte fa bene» — guardando lo spot istituzionale del ministro Lollobrigida che sul latte “istruisce” un bambino di nome Giulio. «Pecora, capra e mucca fanno il latte» dice porgendogli le statuine di plastica con una postura da maestro di scuola, bretellato che neanche un anchorman americano, una capigliatura da soap opera… Perché?
Piero Orrú
Solo apparentemente il latte è il protagonista dello spot. Il vero protagonista è lui, Lollobrigida, che non puoi smettere di osservare, perché ti cattura più del bambino Giulio e di tutto il resto, ti ipnotizza con il suo nuovo look da crisi della mezza età. E infatti qui Lollo non è più l’ex cognato, il giovinastro fedifrago, ma è diventato adulto. Finalmente ministro, non dice più che l’acqua fa male e tutte le altre bêtise che sono state catalogate alla voce “la sai l’ultima di Lollo?”. Ora è lo zio felliniano che ciondola per casa e si ricovera nella cucina con le pentole di rame, evitato dai bambini, tranne quelli ancora prigionieri del seggiolone come questo Giulio, ai quali ha sempre qualcosa da insegnare e da donare, latte e caramelle. Di felliniano Lollo ha soprattutto la voglia di appartenere al bel tempo andato degli allevatori e della terra grassa, alla provincia delle vacche, delle mucche, delle capre, e della retina sui capelli che lui ha modernizzato con la soluzione finale del trapianto. E le bretelle, ci arrivo per esclusione, non sono quelle di Pannella, Lino Jannuzzi e Giuliano Ferrara, ispirate a Siegfried Kracauer che nella Berlino weimaraner «legavano le idee più fantasiose alla terra più ferma». Non c’entra neppure l’America di Michael Douglas e di Federico Rampini crozzizzato. Lollo indossa le bretelle felliniane del fattore (al sud “massaro”), quello che con la barba incolta spiegava nella piazza del paese il prezzo del grano, con il pollice dentro la bretella sinistra e la sigaretta con il bocchino, come quello di Giuli, un altro ministro che ha il problema del look.
Caro Merlo, non ho nulla contro il lusso, ma sulle “Cronache Maceratesi” — di cui le allego il link — si legge, come fosse uno scoop, che Altair III, lo yacht di Diego Della Valle, lunghissimo e in grado di ospitare molti imprecisati ospiti internazionali, è stato per un po’ ormeggiato di fronte a Porto Civitanova Marche, dove mi trovo in vacanza da amici. Ci hanno strappato un sorriso le rivelazioni sul relax dell’imprenditore e le foto di questo brutto orpello estetico.
Marina Torresi, Civitanova Marche (Macerata)
Conosco Civitanova Marche. È una spiaggia adriatica squisitamente qualsiasi. Della Valle è di quelle parti. Non mi pare che «le foto del brutto orpello estetico» raccontino il tramonto dell’Occidente, con Civitanova al posto di Creta e Montecarlo, ma certo, nella sua ingombrante solitudine, sembra lo yacht di scena dove il regista Michieletto ambientò il Ratto del serraglio, facendo di Mozart un sublime coatto. L’ effetto è quello di un ingombrante suv posteggiato in via del Corso a Roma.